ristrutturazione di un appartamento: l'inizio dei lavori

Ristrutturare un appartamento: puntata 4, finalmente iniziano i lavori!

La ristrutturare di un appartamento non è una passeggiata di salute ma è un processo impegnativo che richiede una precisa pianificazione e la necessità di conoscere sempre in anticipo quel sarà il tuo prossimo passo.

Nella serie di articoli che sto pubblicando stai vedendo quali sono gli esatti passaggi che il tuo tecnico deve compiere per garantire che la tua ristrutturazione risponda alle tue aspettative ma anche che sia fatta nella totale legalità e sicurezza.

E tu credi di potertela cavare semplicemente affidandoti al tuo tecnico e pregando che vada tutto bene?

Non ci pensare minimamente! Tu devi essere preparato a tutto quello che comporta la tua ristrutturazione e anzi…devi conoscere quali sono i processi, le necessità e i possibili imprevisti.

Tu, il tuo tecnico (o i tecnici) e l’impresa siete tre elementi indispesabili per la tua ristrutturazione.

Vedere un esempio reale credo che sia il modo migliore per capire in cosa consiste tutto il processo di ristrutturazione.

Negli articoli precedenti hai visto tutta la fase preliminare, quella necessaria e alle volte scocciante ma senza la quale non sarebbe possibile con un reale controllo del processo.

Però la fase cruciale è quella di cui inizieremo a parlare da questo articolo: l’esecuzione dei lavori.

Nel momento in cui scrivo il cantiere della ristrutturazzione del nostro appartamento è aperto da circa due settimane.

Sono state due settimane frenetiche perchè i lavori da fare sono tanti e il tempo molto poco. L’impresa ha messo in campo molte forze per riuscire a rimanere nei tempi previsti, alcuni giorni sono arrivato a contare 10 persone, tra operai e impiantisti, all’interno del cantiere…un cantiere di soli 100mq!

In questo articolo ci occuperemo di due momenti importanti:

  • la consegna dei lavori
  • la scelta delle finiture

 

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IL MOMENTO IN CUI LA RISTRUTTURAZIONE DI UN APPARTAMENTO HA INIZIO: LA CONSEGNA DEI LAVORI

Tanti anni di pratica mi hanno portato ad essere particolarmente fiscale su alcuni passaggi.

Una cosa a cui tengo molto è non far mettere piede in cantiere a nessun operaio prima della consegna ufficiale dei lavori all’impresa.

Quando sarà il momento di fare la tua ristrutturazione ci saranno buone possibilità che l’impresa che hai scelto ti chieda di iniziare a portare un po’di materiale in cantiere o di iniziare a fare qualche demolizione prima del protocollo della CILA.

Io in passato ho accettato questa cosa e, sebbene fortunatamente non sia mai successo nulla, ho deciso che non dovrà accadere mai più in una ristrutturazione di cui io sono il direttore dei lavori. Nemmeno in una con tempi strettissimi come quella che stiamo seguendo in questi articoli.

Perchè dovrei far correre rischi inutili al committente? E perchè dovrei correre rischi inutili io? Rischi che poi non portano ad alcun effettivo beneficio…iniziare i lavori un paio di giorni prima che cosa può mai cambiare?

Ti stai domandando quali sono sono i rischi di far entrare in cantiere l’impresa prima della consegna dei lavori ufficiale? Te ne dico giusto un paio:

  • Il vicino è infastidito dai rumori delle demolizioni e chiama i vigili. Questi arrivano, chiedono agli operai la documentazione obbligatoria e vedono che manca tutto…lavori sospesi e multa per te (e per me…).
  • Un operaio si fa male in questa fase…manca la pratica edilizia, manca il piano di sicurezza, manca il POS…indovina chi va nei casini? Esatto, proprio tu. E sono casini penali.

Proprio di questo secondo caso ho avuto un esempio diretto con una coppia di amici che doveva ristrutturare un locale per ricavarci un ristorante. Si affidano ciecamente all’impresa di turno, specializzata nella realizzazione di locali pubblici, che doveva provvedere sia al progetto che a tutte le pratiche burocratiche. Ma prima di protocollare tutto l’impresa decide che si poteva tranquillamente iniziare i lavori “tanto che vuoi che sia…sono pochi giorni e non succede nulla”. Io ho provato a consigliarli ma non c’è stato niente da fare…l’impresa li aveva in pugno. Purtroppo in questi pochi giorni è successa la peggiore cosa che potesse accadere. Un operaio è morto in cantiere. Senza pratica edilizia, senza Piano di Sicurezza, senza Pos…e il responsabile dei lavori (e della sicurezza) in un cantiere sai chi è? Il committente…la giustizia italiana è lenta ma i problemi e le preoccupazioni che stanno passando i due amici non sono pochi.

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Quindi, tornando a noi, finchè non consegno ufficialmente i lavori nessuno deve entrare in cantiere.

E quando consegno i lavori?

  • Dopo aver protocollato la CILA
  • Dopo che il responsabile della sicurezza ha redatto il Piano di Sicurezza
  • Dopo che l’impresa ha redatto il Piano Operativo di Sicurezza e che il responsabile della sicurezza l’ha verificato

Solo dopo che tutte queste cose sono a posto consegno ufficialmente le chiavi dell’appartamento all’impresa. E tutto deve essere scritto su un verbale firmato sia da me che sono il direttore dei lavori che dall’impresa.

Mentre ti scrivo ho qui davanti a me il verbale di consegna lavori: 4 aprile 2017.

La Cila è stata protocollata la mattina dello stesso giorno.

Oltre al verbale di consegna dei lavori c’è un altro documento che ritengo fondamentale per poter controllare tutti i lavori e il loro svolgimento: il giornale dei lavori.

Come il verbale di consegna dei lavori anche il giornale dei lavori non è un documento obbligatorio, non c’è nessuna legge che lo impone (per i lavori privati) ma personalmente lo ritengo indispensabile per tenere traccia costante di come procede il cantiere.

Dal mio giornale dei lavori leggo:

“04/04/2017: consegna chiavi a impresa con sopralluogo in appartamento

note: comunicato che mobile cucina si può buttare, smontare lampadari e letto e mettere in ingresso in attesa che vengano recuperati”

“05/04/2017: inizio dei lavori.

Demolizione di rivestimenti e rimozioni di sanitari in cucina + bagno

Quadro elettrico di cantiere installato

Alle 15:00 cantiere chiuso”

E così per ogni giorno di lavoro: annoto man mano gli avvenimenti più importanti e tutte le disposizioni che do all’impresa.

Qui sotto puoi vedere alcune foto del primo giorno di lavori (il 5 aprile)…quando ancora le operazioni non erano a pieno ritmo.

Ristrutturazione di un appartamento: giorno 1 foto 1 Ristrutturazione di un appartamento: giorno 1 foto 2 Ristrutturazione di un appartamento: giorno 1 foto 3

UN COMPITO CHE SOLITAMENTE SPETTA AL COMMITTENTE: LA SCELTA DELLE FINITURE

Nella ristrutturazione di un appartamento scegliere le finiture è solitamente la parte più divertente per i committenti, quella a cui non rinuncierebbero mai perchè riescono finalmente a concretizzare le loro idee.

Personalmente, come tecnico, ci tengo a dare sempre il mio parere (e devo essere onesto…a volte anche a cercare di orientare il mio committente) in questa fase cruciale.

In questo caso però sono stato fortunato: come ti ho già detto più volte negli articoli passati mi è stata data carta bianca anche sulla scelta dei materiali. Con l’unico obiettivo di limitare i costi…

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In questo caso le finiture a cui pensare erano limitate a quelle del bagno (rivestimenti e sanitari) e della cucina (rivestimento della parete e scelta dei mobili della cucina). Ho iniziato a pensare a come dovevano venire gli spazi fin dalle prime fasi del progetto. Ma una volta iniziati i lavori è diventato indispensabile stringere i tempi per arrivare alla scelta.

Pochi giorni dopo l’inzio dei lavori ero già dal fornitore a scegliere tutto.

Credi che sia stato semplice?

Mentre ti scrivo tutti i materiali sono già stati ordinati, però voglio farti capire il processo che mi ha portato ad arrivare alle decisioni. Naturalmente una parte importante del processo è formato da tutto il bagaglio culturale che mi porto dietro (fatto da numerosi progetti, da libri letti e da riviste sfogliate), però in questo caso è stato meno influente di quello che puoi immaginare.

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Nell’immaginarmi i due ambienti sono partito da alcuni presupposti:

  1. Dover contenere i costi (maledizione!)
  2. Rispettare lo stile della casa, molto classico e elegante e che la connota con forza
  3. Ottenere qualcosa che possa facilmente piacere (in fondo la casa va affittata e non posso sapere che gusti avranno gli inquilini)

Capisci perchè ho detto che il compito non è stato semplice?

Ho cominciato nel modo più banale possibile: sfogliando riviste e consultando siti. Non mi vergogno a dire che nelle mie ricerche online ho dei must che “frequento” per fare queste scelte. Moltre di queste risorse te le ho fatte vedere in questo articolo di qualche tempo fa. In particolare per il bagno non potevo evitare di fare un passaggio su bagnidalmondo della mia amica Simona.

Alla fine ho raccolto tutte le idee in un documento salvato sul mio account evernote (se devi avere sempre con te dei documenti o prendere delle note di qualsiasi tipo è uno strumento fantastico) e da lì ho tirato fuori le due opzioni principali che mi convincevano di più.

Soluzione 1: il classico minimale

Lasciami passare le definizioni che darò qui…anche se non sono perfette servono giusto per capire il concetto.

L’immagine che mi ha ispirato maggiormente per questa soluzione è stata questa:

Ristrutturazione di un appartamento: la soluzione classica

E’ un’immagine presa da un catalogo e coniuga un aspetto molto classico dato dalle piastrelle (in gres porcellanato) con effetto marmo a linee contemporanee pulite e nette.

In una casa formale come quella che sto ristrutturando potrebbe essere la soluzione ideale.

Soluzione 2: il grezzo

Quand’ero piccolo i “grezzoni” erano i ragazzi cafoni, quelli che giravano coi motorini modificati e facevano costantemente un gran baccano.

Ecco, non è sicuramente questa l’accezione che intendo dare qui a questo termine, quanto piuttosto quella di materiale grezzo, non finito. Un po’come la pietra appena spaccata o il cemento non finito. L’immagine che mi ha fatto pensare a questa soluzione è questa:

ristrutturare un appartamento: la soluzione "grezza"

La vedi quella parete in fondo fatta di mattonelle non proprio precise che riflettono in modo differente la luce? Ho avuto la sensazione che una soluzione del genere possa adattarsi bene all’appartamento in quanto da un lato sufficientemente elegante per superare la “prova del tempo” (cioè non stufare dopo due giorni) e dall’altro sufficientemente moderna per non sembrare già vecchia appena posata.

I materiali realmente scelti

Naturalmente le immagini di cataloghi e riviste sono solo suggestioni, il progetto reale trasforma queste suggestioni in tutta un’altra cosa: sapevo fin dall’inizio che il bagno e la cucina che stanno per essere realizzati saranno completamente diversi da queste immagini.

Così con queste immagini, il mio progetto, le quantità precise di rivestimenti e sanitari da posare e un’idea dei costi massimi (conocordata coi committenti), sono andato dal fornitore.

Come ti ho già accennato uno degli articoli precedenti ho chiesto all’impresa quale fosse il suo fornitore di fiducia perchè sapevo che mi avrebbe potuto fare dei buoni prezzi. Anzi ho chiesto all’impresa di avvertire che sarei passato in un determinato giorno in modo da non presentarmi come un pirla qualsiasi che passava di lì.

Lo scontro con la realtà: i costi dei rivestimenti

Ero consapevole che la prima soluzione sarebbe stata difficilmente attuabile sulla base dei costi che avevo concordato coi committenti. E naturalmente non sono stato smentito.

Tutte le soluzioni che prevedevano gres con finitura marmo erano assolutamente fuori budget.

Al contrario la seconda soluzione, quella grezza per intederci, mi ha dato le risposte che mi aspettavo. E in fondo non mi è dispiaciuto affatto.

Questi sono i rivestimenti che ho scelto per il bagno:

Ristrutturare un appartamento: le finiture del bagno

Mentre queste sono le finiture scelte per la parete della cucina:

Ristrutturare un appartamento: le finiture della cucina

Costo al metro quadro meno di 30€, che era il budget massimo che avevamo fissato con i committenti.

Se credi che le piastrelle che ti vendono alcuni rivenditori (anche molto pubblicizzati in televisione) per 10 o 15 € al metro quadro siano degli affari, ricordati che c’è sempre la fregatura dietro:

  • la qualità è bassa. Nel senso che le paste con cui vengono fatte le piastrelle non sono di elevata qualità, quindi si rompono facilmente, le finiture superficiali allo stesso modo sono fragili e si possono sbeccare facilmente
  • la posa sarà deludente. Quasi mai sono rettificate, cioè tagliate in modo netto agli spigoli. Questa cosa ti consente di avere fughe minime e dare continuità ai materiali. Vai a vedere le fughe tra le piastrelle del bagno della nonna…

Non ti sto dicendo che non sia possibile trovare rivestimenti di buona qualità a prezzi bassi, però devi tenere presente che qualità e bellezza (per quanto questo sia un parametro molto soggettivo) sono due caratteristiche che viaggiano insieme nel determinare il costo di un rivestimento.

All’aumentare di entrambe i costi aumentano proporzionalmente. Ma avere entrambi a poco prezzo è utopia.

Se vuoi spendere poco per i tuoi rivestimenti (o almeno molto meno dei 30€/mq che ti ho dato come riferimento) devi rinunciare a qualcosa…

L’effetto finale dei rivestimenti che ho scelto? Io me lo sono immaginato…ma ancora non l’ho visto. Lo scopriremo insieme tra qualche settimana.

I sanitari

Qui le parole d’ordine sono state due: semplici e funzionali (oltre che economici).

Quindi ho scartato subito i sanitari sospesi per optare per i classici da appoggio così come ho scartato la vasca di design per una normale vasca da incasso.

Dove invece mi sono preso alcune libertà in più sono il lavabo, che ho previsto con una ciotola da appoggio su un mobile-cassettone in legno, e la doccia che è stata prevista in muratura con una canalina lineare e non col classico piatto doccia.

Tutti i sanitari (tranne il lavabo) e le rubinetterie sono di uno dei leader del settore, Ideal Standard. Qui sotto una foto di wc e bidet:

ristrutturare un appartamento: sanitari

Anche in questo caso siamo riusciti a rimanere nei costi preventivati…anzi abbiamo risparmiato qualche centinaio di euro.

LA DIREZIONE LAVORI DELLA RISTRUTTURAZIONE DI UN APPARTAMENTO: NON È UN COMPITO FACILE!

Con la scelta delle finiture concludiamo la quarta puntata di questa cronostoria sulla ristrutturazione di un appartamento.

Ormai i lavori sono nel pieno e sicuramente sono la fase più delicata di tutto il processo.

Proprio ieri parlavo con un collega che mi ha detto “occupandoti di ristrutturazioni probabilmente ti sei scelto la tipologia di cantiere più difficile da gestire”.

E’ vero, il cantiere di una ristrutturazioni di interni è molto complesso perchè ci sono un’innumerevoli aspetti da tenere sempre sotto controllo e fattori che potrebbero in ogni momento cambiare le carte in tavola

  • Le norme da conoscere e rispettare (già a partire dalla fase di progettazione)
  • Non sapere cosa si troverà realmente sotto i muri
  • Il necessario controllo minuzioso di ogni singola fase dei lavori
  • I delicati equilibri da non incrinare con i vicini
  • L’essenziale importanza di lavorare con imprese capaci ed esperte nel settore

Ti racconto un episodio che mi è capitato ad inizio settimana: uno dei lavori che sto facendo eseguire in questo appartamento è il rifacimento completo dell’impianto elettrico. Ne riparleremo approfonditamente in uno dei prossimi articoli, però questo particolare episodio voglio anticipartelo.

Per riuscire a far arrivare parte dell’impianto in una determinata zona della casa si è posto il problema del conflitto con la presenza di travi e pilastri: solitamente i tubi corrugati dentro cui corrono i cavi vengono incassati nel muro con delle tracce. Però quando lungo i muri si incontrano dei pilastri è un problema.

Un tecnico è consapevole che le strutture non devono essere minimamente toccate…si tratta di garantire la stabilità di un intero palazzo!

Ma gli impiantisti la pensano allo stesso modo? Infatti quando ho detto all’elettricista di turno che per far passare i tubi non doveva azzardarsi a fare tracce sul pilastro la risposta è stata: “ah no? ma davvero?!? e come facciamo?”

Per fortuna sono stato attento…altrimenti avrebbe potuto essere un disastro.

Capisci perchè in tutti gli articoli del blog insisto sempre sul fatto che tu non sei in grado di seguire la ristrutturazione di casa tua da solo e perchè non devi nemmeno fidarti dell’impresa di turno?

Tu non sei in grado di svolgere un compito di controllo e direzione altamente tecnico, e all’impresa (che dovrebbe essere più preparata di te…) spesso interessa solo raggiungere il suo obiettivo che è fare i lavori il prima possibile e poi si vedrà.

Il tuo compito in una ristrutturazione è ugualmente importante ma molto diverso. E te ne ho parlato innumerevoli volte in tanti articoli…

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