assicurazione sulla casa

Terremoti, sisma-bonus e assicurazione sulla casa: scopri il filo sottile che lì lega e perché devi sapere come sfruttarli nella tua ristrutturazione.

Non vorrei essere frainteso, quindi comiciamo col chiarire una cosa: in questo articolo ti spiegherò il filo sottile che lega i terremoti, il sisma-bonus e l’assicurazione sulla casa; ma nella tua ristrutturazione devi imparare a sfruttare questi ultimi due e non certo il terremoto che è un evento tragico.

L’Italia infatti è un territorio sismico e periodicamente soggetta a terremoti di forte intensità che hanno conseguenze alle volte devastanti sia per le persone che per gli immobili. Il problema che dovrebbe porsi chi deve ristrutturare casa si muove su due binari paralleli: da un lato capire che dovrebbe essere necessario riservare una parte della spesa per effettuare analisi conoscitive sulle strutture della propria casa ed eventualmente per fare le necessarie opere strutturali di rinforzo; dall’altro prevedere un’assicurazione sulla casa che consenta di limitare i danni materiali (ed economici) su una ristrutturazione costata tanti soldi. In sostanza deve diffondersi una cultura di prevenzione.

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Tutte queste tematiche non sono ancora radicate all’interno della cultura nazionale ma le cose stanno cominciando lentamente a cambiare a partire dal rafforzamento degli incentivi legati alle opere cosiddette “antisismiche” (passami il termine anche se nella sostanza è sbagliato) sugli edifici esistenti, il cosiddetto sisma-bonus. Però anche l’assicurazione sulla casa che copra i danni dovuti a questi fenomeni è un aspetto tutt’ora troppo trascurato e che dovrebbe essere fonte di riflessione per i proprietari.

INTERVENTI “ANTISISMICI” E SISMA-BONUS

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), nell’ormai lointano 2004 ha realizzato una mappa specifica sulla pericolosità sismica del nostro territorio: un documento che fornisce un quadro di semplice lettura delle aree in cui è più probabile che avvengano terremoti in Italia.

ristrutturazioni antisismiche la mappa dell'italia

Cosa ci dice questa mappa? Che, a parte la Sardegna e limitate zone tra Piemonte e Lombardia, tutta l’Italia è un territorio sismico. E anche le aree che possono sembrare più tranquille, come quelle a cavallo tra Lombardia-Veneto-Emilia Romagna, sono state recentemente oggetto di terremoti con conseguenze devastanti.

I dati storici ci dicono che in Italia ogni secolo ha segnato almeno 20-25 terremoti di magnitudo superiore a 5.5 della scala Richter, in grado di provocare sia vittime che danni importanti agli edifici. Allo stato attuale nel nostro Paese un terzo dei 27 milioni di abitazioni presenti (dato aggiornato al 2001) è stato costruito in zone che possono essere colpite da eventi sismici di importante rilevanza (da pericolosità elevata a salire). A questo dato dobbiamo associare un altro elemento: quasi 20 milioni di queste case sono state costruite dopo la seconda guerra mondiale, con sistemi costruttivi sì moderni, basati principalmente sul calcestruzzo armato, ma in assenza di una moderna normativa tecnica che prevedesse gli accorgimenti adatti ad abbattere i rischi di crollo per gli immobili in caso di eventi sismici.

Sebbene le prime leggi che affrontano tali problematiche risalgono agli anni ’70, è solo nel 2008, con le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni, che l’Italia si è dotata di una normativa moderna che affronta in modo organico la questione della sicurezza sismica degli edifici. Tali norme non riguardano solo le nuove costruzioni ma affrontano dettagliatamente anche gli interventi possibili sugli edifici esistenti. In particolare, proprio per gli edifici esistenti, gli interventi previsti dalla norma possono essere di tre tipi:

  • Di adeguamento sismico, atti a conseguire i livelli di sicurezza previsti dalle stesse norme tecniche sugli edifici esistenti.
  • Di miglioramento sismico, atti ad aumentare la sicurezza strutturale esistente, pur senza necessariamente raggiungere i livelli richiesti dalla norma.
  • Di riparazione o interventi locali che interessano elementi isolati e che comunque comportino un miglioramento delle condizioni di sicurezza preesistenti.

Senza approfondire aspetti tecnici di interesse essenzialmente degli ingegneri strutturisti, la situazione attuale italiana è quella di un patrimonio edilizio sostanzialmente fragile e generalmente inadeguato a sopportare terremoti di magnitudo importanti ma allo stesso di una normativa in grado di dare risposte tecniche efficaci a queste problematiche.

Adeguare il patrimonio edilizio per portarlo in sicurezza è quindi un’operazione possibile in molti casi ma che richiede un investimento economico consistente. È proprio questo uno dei problemi principali che blocca in Italia gli investimenti privati in tal senso. Negli ultimi anni sono state fatte alcune stime in merito: vanno dalle più ottimistiche redatte dall’Oice, che parla di 36 miliardi di euro per mettere in sicurezza le abitazioni private con un costo variabile tra i 100 e i 300 €/mq, a quelle più pessimistiche (e forse realistiche) del Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri, che parla addirittura di oltre 93 miliardi di euro con un costo variabile tra i 300 e gli 800 €/mq.

A prescindere da chi abbia ragione si tratta di somme realmente elevate e non facilmente alla portata di tutti.

Proprio per incentivare questi interventi il governo ha rafforzato in modo deciso gli incentivi fiscali per tutte le opere che riguardano la messa in sicurezza sismica degli edifici. La maggior parte delle persone non sa che tali incentivi esistono addirittura dal 1986 e sono strutturalmente inseriti nel TUIR, la legge che regola i tributi (Strutturamente significa che non devono essere rinnovati di anno in anno). Però con la legge di Bilancio del 2017 sono stati notevolmente potenziati per un periodo di tempo ben definito.

Infatti se originariamente tali incentivi erano del 36% sulla spesa sostenuta, da dividere in 10 rate annuali, ora la situazione è decisamente diversa.

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Le detrazioni del Sisma-bonus

Per la legge di Bilancio 2017 Bisogna distinguere tra due casi: edificio privato o condominio. Nel caso di edifcio privato ci sono tre step di detrazione:
  • 50% per interventi che migliorano l’antisismicità del fabbricato
  • 70% per interventi che fanno passare l’edificio da una classe ad una inferiore (lo vedremo quando ti parlerò delle linee guida per la classificazione…)
  • 80% se gli interventi fanno scalare l’edificio di due classi
Nel caso di condominio (oggettivamente la situazione più diffusa) ci sono sempre tre step ma con incentivi maggiorati:
  • 50% per interventi che migliorano l’antisismicità del fabbricato
  • 75% per interventi che fanno passare l’edificio da una classe ad una inferiore
  • 85% se gli interventi fanno scalare l’edificio di due classi

La somma su cui è possibile calcolare la detrazione ammonta ad un massimo di 96.000€ (ad unità immobiliare nel caso di condomini) e la detrazione può essere effettuata in 5 anni.

Inoltre tali detrazioni sono in vigore fino al 2021.

Abbiamo approfondito il tema del sisma-bonus in un recente articolo, se vuoi conoscere tutti i dettagli lo trovi qui: Ristrutturazioni antisismiche, sisma bonus for dummies!

Chiaramente se abiti in una casa isolata è più semplice decidere o meno di affrontare una spesa importante per la salvaguardia della tua vita come quella di adeguamento sismico di casa tua. Se invece abiti in un condominio la cosa è naturalmente più complessa, perchè le teste da mettere d’accorodo sono tante. Purtroppo c’è ancora il rischio di dover attendere un evento sismico a casa propria che metta paura a tutti per convincere le persone a muoversi in tale direzione. Sembra che sia allo studio l’idea di obbligare tutti gli edifici a dotarsi almeno di una valutazione sismica delle strutture…non sono chiare modalità e tempi, comunque su questo aspetto vedremo come si evolveranno le cose.

Un elemento su cui invece puoi avere fin da subito controllo è quello di sottoscrivere un’assicurazione sulla casa con estensione al rischio terremoti. Cerchiamo di capirne i contenuti e l’utilità, soprattutto in seguito a delle opere di ristrutturazione.

L’ASSICURAZIONE SULLA CASA: PERCHÈ PROTEGGERSI

assicurazione sulla casa multirischio

Io vivo al sesto piano di una palazzina e non solo hola polizza condominiale che assicura l’edificio, ma ho stipulato anche una polizza specifica per il mio appartamento. Quindi se ti parlo di assicurazione sulla casa lo faccio sia come tecnico, perchè ritengo che sia un buon modo per proteggere la propria ristrutturazione, sia come privato cittadino che è convinto della necessità di questo strumento per la serenità sulla propria casa.

In un articolo di qualche tempo fa abbiamo già accennato alla possibilità di chiedere all’impresa di stipulare una polizza postuma ad assicurazione della tua ristrutturazione, ma qui ci riferiamo a qualcosa di diverso, in particolare in relazione a quanto abbiamo detto poco fa: cioè una polizza a prevenzione nel caso di possibili danni causati dai terremoti.

I contenuti generali delle assicurazioni sulla casa

Le polizze sulla casa possono essere di tre tipologie distinte:

  • Polizza globale fabbricati
  • Polizza scopio e incendio
  • Polizza casa “multirischio”

Analizziamole sinteitcamente tutte tre, concentrandoci sull’unica di reale interesse per la nostra trattazione.

Polizza globale fabbricati

La polizza globale fabbricati è specificatamente dedicata ai condomini e assicura le parti comuni degli stessi da eventuali danni. Non approfondiamo ulteriormente tale tipologia perchè non è l’argomento di questo articolo, in quanto non investe direttamente la tua proprietà, sebbene nella realtà dei fatti potrebbe esserti utile in determinate situazioni.

Infatti, se abiti in un condominio, all’interno di casa tua vi sono anche elementi condominiali, come le strutture, le canne fumarie, le fecali. Se ad esempio subisci un danno causato dalla rottura di una fecale l’assicurazione globale fabbricati lo copre.

Come ultima nota su questo tipo di assicurazione c’è da sottolineare come sia possibile (e spesso consigliato) estendere la protezione di responsabilità civile alla “conduzione dei singoli appartamenti”, con cui sono garantiti anche danni causati da elementi privati. Torniamo all’esempio di prima per capire: nelle fecali si innestano ad ogni piano gli scarichi dei singoli appartamenti. Tali scarichi sono innestati attravero le cosiddette braghe (o brache), che sono elementi privati. Estendendo l’assicurazione conominiale ai singoli appartamenti sono coperti eventuali danni provocati dalla rottura di questi elementi.

Polizza scoppio e incendio

Questa è una polizza che comunemente viene considerata obbligatoria per legge. In realtà non è esattamente così. Ma cerchiamo prima di capire che tipo di polizza sia.

Quando richiedi un mutuo per acquistare casa le banche che ti prestano i soldi vogliono in qualche modo tutelare i loro soldi, quindi ti chiedono di stipulare un’assicurazione sulla casa chiamata appunto “scoppio e incendio”. Tale polizza generalmente copre i danni provocati da incendi, fumo, perdite di gas (lo scoppio…), scariche di corrente, danni da fulimini, etc.

Le banche avevano l’abitudine di imporre a chi chiedeva il mutuo una polizza emessa dalla banca stessa. Se non veniva accettata la banca non erogava il mutuo. Ecco che è intervenuta la legge a disciplinare tale pratica e, proprio questa normativa, fa sostenere a molti che “la polizza scoppio e incendio è obbligatoria”, anche se formalmente non è così (ma vedremo come nella realtà dei fatti lo sia).

La legge a cui ci riferiamo è il decreto salva Italia (D.L. 24 gennaio 2012 convertito in L. 27 del 24 marzo 2012) in cui, all’articolo 28. Assicurazioni connesse all’erogazione di mutui immobiliari e di credito al consumo chiarisce che le banche, gli istituti di credito e gli intermediari finanziari, se condizionano l’erogazione del mutuo immobiliare o del credito al consumo alla stipula di un contratto di assicurazione”  […] “sono tenuti ad accettare, senza variare le condizioni offerte per l’erogazione del mutuo immobiliare o del credito al consumo, la polizza che il cliente presenterà o reperirà sul mercato“. Quindi tale polizza non è obbligatoriamente prevista per legge e le banche devono accettare una polizza alternativa reperita dal cliente sul mercato.

Naturalmente il fatto che non sia obbligatoria non vuol dire che ogni banca o istituto di credito che rilascia un mutuo non la richieda. In fondo la banca ti sta dando soldi suoi e giustamente richiede una garanzia.

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Polizza casa “multirischio”

Dopo aver brevemente analizzato le tipologie di polizze che possono esserci, vediamo l’assicurazione sulla casa che interessa a noi, anche in relazione ai terremoti: quella denominata “multirischio”.

Questo tipo di polizza è assolutamente volontaria e viene definita multirischio in quanto copre varie tipologie di danni. In sostanza vengono riunite all’interno di un’unica assicurazione sulla casa tante assicurazioni. Nessuno infatti ti vieterebbe di stipulare una polizza per il furto, una polizza per l’incendio, una polizza per i danni terzi…ma sarebbe conveniente? Tante polizze significa tanti premi da pagare e una gestione molto più complessa. Quindi le polizze sulla casa multirischio nella sostanza ti semplificano la vita.

Le polizze casa generalmente si dividono in cinque sezioni distinte, con all’interno specifiche tutele che è possibile modulare sulla base delle proprie esigenze, e che possono essere liberamente scelte dal contraente (cioè da te):

  • Sezione Incendio
  • Sezione Furto
  • Sezione Responsabilità Civile verso terzi per danni causati a terzi a causa del fabbricato (p.e. un cornicione che si stacca…)
  • Sezione Assistenza in casi di emergenza
  • Sezione Tutela Legale

Come puoi vedere solo le prime due sezioni sono dedicate ai danni diretti all’abitazione. Non devi lasciarti tradire dai nomi, infatti incendio e furto comprendono tutele molto ampie. Ad esempio all’interno della sezione incendio possono trovare copertura, oltre all’immobile in caso di incendio: gli arredi, le suppellettili ed in genere gli oggetti di proprietà del Cliente sempre in caso di incendio; la responsabilità del Cliente in caso di propagazione dell’incendio a proprietà di terzi (ricorso di terzi); i danni causati all’abitazione ed al suo contenuto derivanti da infiltrazioni o spargimento di acqua condotta a seguito di rottura accidentale delle tubazioni al servizio del fabbricato, compresi i termosifoni; le spese di ricerca e riparazione di tali guasti rese necessarie dalla constatazione che si è verificata l’infiltrazione e/o lo spargimento di acqua condotta (queste sono spese ad esempio raramente ricomprese nella polizza generale fabbricati).

Il costo di un’assicurazione sulla casa, come hai sicuramente capito, può variare in modo significativo in base a quali coperture richiedi. Come avviene da alcuni anni per le RC auto, anche per le assicurazioni sulla casa risulta conveniente rivolgersi a dei comparatori online che generalmente consentono di ottenere risparmi significativi. Anche e soprattutto se decidi di assicurare casa tua contro i terremoti.

Ma se in generale assicurare casa tua è una scelta corretta, quando ha senso assicurare la casa contro i terremoti? E in cosa consistono le assicurazioni contro i terremoti?

L’assicurazione sulla casa contro le “catastrofi naturali”

assicurazione sulla casa: copertura contro eventi calamitosi

Veniamo finalmente all’ultimo tassello, quello con cui colleghiamo terremoti, sisma-bonus e assicurazione sulla casa.

Il tutto nasce dagli eventi del 2012 in Emilia Romagna, che hanno portato ad un decreto legge aspramente criticato. A maggio 2012, l’allora governo Monti, ha approvato il Decreto Legge 59 sul riordino della protezione civile. Tale decreto legge, all’articolo 2, disponeva che lo Stato non avrebbe più risarcito ai cittadini i danni causati dagli eventi calamitosi, dando al contempo la possibilità di estendere la copertura della polizza sulla casa a questa tipologia di danni. Se formalmente non era un obbligo di stipula dell’assicurazione sulla casa, lo era di fatto.

Con questo decreto vi è stata per la prima volta una presa di coscienza da parte dello Stato di non essere più in grado di sostenere i costi necessari per la ricostruzione in caso di eventi sismici importanti.  Inoltre tale provvedimento si allineava a quanto già avviene in molte nazioni europee, ad esempio Spagna e Francia, dove l’assicurazione sulla casa contro i terremoti è obbligatoria da tempo. Però la reazione dell’opinione pubblica fu molto dura, definendo tale nuova norma come una “tassa sulla disgrazia”, e costrinse il governo a modificare il testo nella conversione in legge (legge 100/2012), togliendo “l’obbligo” di tale assicurazione.

Quindi, nella sua versione definitiva attualmente in vigore, l’articolo 2 della legge 100/2012 riporta:

“Al fine di consentire l’avvio di un regime assicurativo per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali sui fabbricati, a qualunque uso destinati, ed al fine di garantire adeguati, tempestivi ed uniformi livelli di soddisfacimento delle esigenze di riparazione e ricostruzione di beni immobili privati destinati ad uso abitativo, danneggiati o distrutti da calamità naturali, possono essere estese ai rischi derivanti da calamità naturali le polizze assicurative contro qualsiasi tipo di danno a fabbricati di proprietà di privati.

In sostanza il proprietario di casa può estendere la copertura della propria assicurazione sulla casa anche alle calamità naturali. Tali calamità non riguardano solo i terremoti, ma solitamente anche le alluvioni e le inondazioni.

Quello che interessa a noi, soprattutto in relazione alle opere legate al sisma-bonus, è evidenziare ciò che non viene assicurato: le polizze terremoti non coprono i danni a fabbricati non conformi alle norme antisismiche. Cioè nella sostanza non conformi alle NTC2008.

Quindi ha senso pensare ad una copertura assicurativa contro le calamità naturali per la propria abitazione nei seguenti casi:

  1. È stata costruita dopo il 2008
  2. È stata adeguata secondo le NTC 2008

Il primo è un caso di limitata portata rispetto al patrimonio edilizio italiano, difficilmente abiti in una casa costruita dopo il 2008. Il secondo invece è ciò a cui deve tendere tutto il patrimonio edilizio italiano: un adeguamento strutturale che metta in sicurezza gli immobili secondo le moderne normative. E tali interventi sono agevolati in modo consistente col sisma-bonus di cui abbiamo già parlato.

Il sottile filo che unisce tutto

Le assicurazioni non sono l’argomento centrale di questo blog, anzi in fondo non ci azzeccano molto. Però qui noi parliamo di ristrutturazione della casa in senso globale: ti do consigli su come affrontare la tua ristrutturazione in modo consapevole, corretto dal punto di vista burocratico e corretto dal punto di vista tecnico. E senza dubbio un’assicurazione contro gli eventi calamitosi è un modo corretto di tutelarsi in seguito ad una ristrutturazione che ha adeguato la struttura portante di casa tua alla normativa antisismica attuale.

Ormai il filo che unisce tutto dovrebbe esserti chiaro: l’Italia è un territorio sismico, la maggior parte degli edifici (le statistiche dicono almeno 7 su 10) in caso di forte sisma è a rischio. In compenso abbiamo una normativa tecnica all’avanguardia che contiene tutte le indicazioni necessarie ai tecnici per poter intervenire rendendo più sicuri gli edifici. Inoltre, vista l’elevata spesa che tali interventi comportano, lo stato mette in campo un’importante serie di incentivi fiscali. Non proteggere una spesa tanto consistente fatta su un bene di valore tanto elevato, sarebbe quantomeno poco lungimirante.

Abbiamo anche detto che se la tua casa non è in regola secondo la normativa antisismica attuale la tua assicurazione sui terremoti non ti rimborserà in caso di sisma. Quindi: se ci tieni alla tua casa devi assicurarla contro i terremoti e per assicurarla contro i terremoti devi fare i lavori di adeguamento sismico per cui puoi usufruire delle detrazioni fiscali.

Un filo strettissimo lega la tua sicurezza in caso di terremoti, il sisma-bonus e l’assicurazione sui terremoti.

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