ristrutturazioni antisismiche, sisma bonuse for dummies

Ristrutturazioni antisismiche: sisma bonus for dummies!

Il tema delle ristrutturazioni antisismiche degli edifici si è messo in luce nel corso del 2016 a causa dei terremoti che hanno martiorato parte dell’Italia.

Si è cominciato a parlarne non solo tra chi ne è stato vittima, ma anche tra chi non li ha minimamente avvertiti. Infatti l’effetto distruttivo è stato talmente dirompente e le immagini sono state talmente impressionanti che molte persone hanno cominciato a porsi la domanda:

“Ma la mia casa sarà sicura? Riuscirebbe a reggere ad un terremoto del genere?”

Però la verità è che la stragrande maggioranza della popolazione ragiona nel classico modo “vabbè, è successo lì ma a me non succederà mai”, oppure “ma cosa ci posso fare io? non è certo possibile cambiare la struttura di casa mia!”

Chiariamo subito due punti:

  1. L’Italia è un territorio sismico. TUTTA l’Italia è sismica
  2. Le strutture esistenti possono essere rese antisimiche (spesso)

ITALIA TERRITORIO SISMICO

Guarda questa cartina che circola in moltissimi siti (questa è la versione del Corriere della Sera):

ristrutturazioni antisismiche la mappa dell'italia

Evidenzia in modo chiaro qual’è la situazione italiana a livello di pericolosità da terremoti.

Come puoi vedere, ad eccezione della Sardegna, di una piccola porzione tra Piemonte e Lombardia e qualche altro smozzico qua e là, tutto il territorio italiano è sismico.

E non pensare “vabbè ma io vivo in una parte segnata in azzurro quindi sto tranquillo”…nel 2012 il terremoto che ha sconvolto l’Emilia Romanga ha creato danni consistenti anche in zone classificate come azzurre.

Se vuoi leggere un approfondimento che ti spiega su che basi è stata elaborata questa cartina puoi leggere questo articolo di edilportale.

RISTRUTTURAZIONI ANTISISMICHE: È POSSIBILE

Sebbene l’Italia sia sempre stata scossa da terremoti abbastanza violenti con cadenza regolare (ad esempio il terremoto di Messina e Reggio Calabria del 1908) la prima vera normativa antisismica relativa alle costruzioni si deve far risalire agli anni ’70 del secolo scorso. Però è stato dopo il terremoto del Molise del 2002 che si è messo mano in modo concreto e organico a tutta la normativa relativa alle strutture che è sfociata nell’emanazione delle Norme tecniche per le costruzioni del 2005.

Da allora le norme sono state modificate però quello è il primo reale corpus omogeneo. Quindi tutte le costruzioni realizzate prima del 2005 non rispondono agli attuali criteri antisimici.

Vuol dire che non sono sicure?

Ovviamente no, gli edifici sono stati costruiti (in teoria) con criteri antisimici proprio a partire dalla metà degli anni ’70. Però per sapere realmente qual’è la condizione di salute del tuo edificio è necessaria la valutazione di un tecnico. Ma ne parleremo nei prossimi paragrafi a proposito del sisma bonus.

La cosa da evidenziare qui è che è possibile effettuare degli interventi sulle strutture esistenti per migliorarle dal punto di vista antisismico e quindi renderle più sicure.

ristrutturazioni antisismiche le fibreTra l’altro sono state messe a punto anche nuove tecnologie, basate su varie tipologie di fibre, che permettono di fare questi interventi in modo non particolarmente invasivo e senza spendere delle follie.

Infatti spesso è possibile ottenere elevati miglioramenti dal punto di vista antisimico usando quelli che a una vista superficiale potrebbero sembrare dei veri e propri cerotti e fasciature da apporre sulle strutture nei punti individuati come critici. Quindi all’interno e all’esterno delle case quello che verrà fatto è rimuovere porzioni di intonaci o al massimo demolire limitate parti di tramezzi per poter accedere alle strutture sottostanti. Si tratta quindi spesso di lavori poco invasivi.

Naturalmente questa è solo una possibilità tra le mille e l’intervento corretto per casa tua te lo potrà indicare solo il tecnico a cui affiderai il progetto di ristrutturazione antisismica.

I TERREMOTI DEL 2016 E LA RISPOSTA DELLO STATO ITALIANO: IL SISMA BONUS

ristrutturazioni antisismiche un edificio colpito da sisma

Dopo questa lunga premessa arriviamo al tema centrale di questo articolo: il sisma bonus, cioè quella legge che definisce la serie di incentivi che lo stato ti ha messo a disposizione per effettuare ristrutturazioni antisimiche degli edifici esistenti.

Siccome tu non sei un tecnico e sono sicuro che le questioni tecniche in fondo ti appassionano solo marginalmente, in questo articolo approfondiremo gli aspetti essenziali per te: cioè in cosa consiste il sisma bonus e come (e se) è possibile sfruttarlo per ottenere un aumento della sicurezza di casa tua attraverso ristrutturazioni antisismiche.

Sisma bonus: un insieme di leggi

In pieno stile italico il sisma bonus non è un’unica legge ma una serie di leggi, decreti e regolamenti che insieme danno il quadro “chiaro” della situazione.

In realtà la legge che istituisce questo bonus per come è strutturato attualmente è la Legge di Bilancio 2017.

Quello che sicuramente non sai è che in realtà quello di cui stiamo parlando non è una novità assoluta, infatti addirittura dal 1986 esistono gli incentivi fiscali per gli interventi di adeguamento sismico degli edifici.

Ora voglio farti fare una risata rivelandoti quello che fa la legge di bilancio: modifica un decreto legge del 2013 che a sua volta modificava un decreto del 2011 che a sua volta aggiungeva un articolo al Testo Unico sulle Imposte dei Redditi (TUIR) del 1986. Divertente no? (ti assicuro che è vero)

Torniamo a noi. Per capire il sisma bonus e il suo funzionamento dobbiamo fare riferimento a tre elementi:

  1. Legge di Bilancio 2017 che definisce i termini del Sisma Bonus
  2. Decreto del Ministero delle Infrastrutture che emana le Linee guida tecniche per classificazione e interventi
  3. Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che ti dice come puoi usufruire del Bonus

Sisma Bonus: cos’è e come sfruttarlo per le tue ristrutturazioni antisismiche

Entriamo nel vivo rispondendo ad una prima e fondamentale domanda: ma cos’è questo sisma bonus?

La risposta è semplice: il sisma bonus è una detrazione fiscale che ti viene riconosciuta se effettui interventi di ristrutturazione antisimica in un immobile di tua proprietà (o su cui hai un qualche diritto reale).

In sostanza è un incentivo che va ad aggiungersi alle già note detrazioni per le ristrutturazioni e per l’efficientamento energetico.

Vediamone gli aspetti essenziali:

  1. A quanto ammonta la detrazione?
    Bisogna distinguere tra due casi: edificio privato o condominio.Nel caso di edifcio privato hai tre step di detrazione:
    50% per interventi che migliorano l’antisismicità del fabbricato
    70% per interventi che fanno passare l’edificio da una classe ad una inferiore (lo vedremo quando ti parlerò delle linee guida per la classificazione…)
    80% se gli interventi fanno scalare l’edificio di due classiNel caso di condominio ci sono sempre tre step:
    50% per interventi che migliorano l’antisismicità del fabbricato
    75% per interventi che fanno passare l’edificio da una classe ad una inferiore
    85% se gli interventi fanno scalare l’edificio di due classi
  2. Qual’è la somma massima su cui può essere applicata la detrazione?
    Nel caso di edificio singolo tale somma è di 96.000€; nel caso di condominio sono 96.000€ per ogni unità appartamento
    Quindi, a titolo di esempio, se spendi 50.000€ ed esegui interventi che migliorano l’antisismicità dell’edificio senza cambiarlo di classe, puoi detrarre il 50%, quindi 25.000€.
    Se la tua spesa supera i 96.000€ la parte eccedente non viene computata ai fini della detrazione.
  3. Come viene ripartita la detrazione?
    La detrazione viene ripartita in 5 anni, quindi nel caso di prima andresti a detrarre 5.000€ per ogni anno dalle tasse che devi pagare.
    Attenzione ad un aspetto: se tu puoi detrarre 5.000€ all’anno ma le tasse da pagare che hai sono 4.000€ i 1.000€ restanti non vanno a formare credito di imposta da sfruttare in futuro ma sono persi. È lo stesso meccanismo che si utilizza per tutte le detrazioni fiscali…quindi fatti bene i conti!
  4. Cosa può essere messo in detrazione?
    Tutto: le spese tecniche, gli oneri e le spese per fare i lavori. Naturalmente devono essere strettamente collegate all’intervento di miglioramento sismico da efettuare
  5. Vale su tutto il territorio nazionale?
    No: vale solo per gli edifici che si trovano nelle zone sismiche classificate come 1, 2 e 3.
    Torna all’immagine che ti ho messo nella prima parte dell’articolo: nella legenda vedi come sono indicate anche le zone. In pratica quasi tutto il territorio italiano è interessato da questo bonus.
  6. Vale per tutti gli edifici?
    Sostanzialmente si: vale per prime e seconde case oltre che per edifici produttivi.
    Quindi puoi farlo anche nella casa al mare.
  7. Durerà per sempre?
    Le detrazioni con i contenuti che hai letto qui sono validi per gli interventi effettuati dal 1 gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2021.
    Quindi al momento sono 4 anni anche se ritengo che, come per i bonus sulle ristrutturazioni e sull’efficientamento energetico, verranno prorogati nel tempo. E non scordarti che in misura minore sono comuque strutturali nel testo unico sulle imposte dei redditi (TUIR 1986).

Con questo elenco ti ho dato tutte le informazioni basilari sui contenuti del sisma bonus. Se vuoi approfondire ulteriormente puoi leggere la Legge di Bilancio 2017. La parte che ti interessa è l’articolo 1, comma 2, lettera c, punto 2.

Però ancora non sai in che modalità puoi fare in modo che gli interventi che eseguirai potranno usufruire degli incentivi. Infatti non è pensabile che tu faccia dei lavori a caso sulle strutture e dica al fisco italiano “ehy! ho migliorato sismicamente la mia casa…toglimi questi soldi dalle tasse!”. La risposta naturalmente è “dimostramelo!”.

Proprio per questo sono state emanate le linee guida tecniche.

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Le linee guida del Ministero delle Infrastrutture

Effettuare ristrutturazioni antisismiche non è uno scherzo ma una cosa da affrontare in modo scientifico. In fondo si tratta di salvaguardare la tua vita, quindi bisogna essere rigorosi.

Proprio per questo la legge di bilancio ha rimandato ad un decreto del Ministero delle Infrastrutture che definisse “le linee guida per la classificazione di rischio sismico delle costruzioni nonchè le modalità per l’attestazione, da parte di professionisti abilitati, dell’efficacia degli interventi effettuati”.

Il Ministero ha risposto con un decreto del 28 febbraio a cui sono allegate le linee guida.

Vediamo le cose che interessano a te come utente finale (e non come tecnico…).

Imprescindibile: tutto quello che riguarda gli aspetti antisismici delle strutture di casa tua devono essere affidati ad un tecnico abilitato. E il tecnico può essere un architetto, un ingegnere, un geometra o un perito industriale edile.

Su questo punto mi permetto di fare una riflessione personale.

Nulla da togliere a geometri e periti industriali edili ma personalmente ritengo non abbiano nè il bagaglio culturale nè le capacità per svolgere un ruolo così delicato come una valutazione degli interventi necessari per rendere antisismica casa tua.

Geometri e periti hanno una formazione generica su molti temi legati all'edilizia ma mai approfondita sugli aspetti strutturali.

E non importa se hanno anni di esperienza alle spalle...non ho mai visto su nessuna targhetta di fronte ad un loro studio la scritta "geometra strutturista", perchè il calcolo della struttura (che tra l'altro possono fare solo per strutture di piccola dimensione sebbene questa cosa sia sistematicamente disattesa) è solo una cosa che fanno di passaggio.

Allo stesso modo, pur facendone parte, non farei totale affidamento nemmeno sulla figura dell'architetto che, pur avendo una solida formazione tecnico-scientifica in ambito strutturale, nella quasi totalità dei casi non ne fa il suo principale campo di lavoro (anche qui...quanti architetti strutturisti ci sono?).

Quindi rimane solo l'ingengere? Ni...

Nel senso che sicuramente gli ingegneri, anche nell'immaginario collettivo, sono quelli che solitamente si occupano delle strutture. E sicuramente hanno la formazione più specifica in questo ambito oltre che i maggiori interessi ad approfondire tali tematiche.

Ma anche qui devi naturalmente cercare un ingegnere che faccia lo strutturista, e non che sia specializzato ad esempio in impianti e si adatti a fare le strutture una-tantum.

Inoltre, soprattutto se il tuo appartamento si trova in un edificio con un minimo di valore storico (quindi non il condominio alto 30 piani costruito negli anni '60) probabilmente la soluzione migliore è una convergenza di competenze tra architetto e ingegnere: perchè alle fondamentali necessità di salvaguardia della tua vita, che richiedono le competenze di uno strutturista, devi aggiungere la sensibilità nei confronti sia di un modo di costruire non più in uso (più specifica degli architetti) sia la necessità di non deturpare gli edifici.

My two cents.

Una volta affidato l’incarico al tecnico giusto vediamo cosa deve fare (lui):

  1. Seguendo le linee guida deve dare una classificazione sismica del tuo edificio allo stato di fatto. Tale classificazione va da A+ (la migliore) a G (la peggiore).
    Ci sono due metodi di calcolo, normale e semplificato, che prevedono valutazioni e calcoli…a te non interessa, tu devi sapere in che classe rientra casa tua.
  2. Progetta e ti propone tutti gli interventi che possono migliorare dal punto di vista antisimico la struttura portante. In questa fase il tecnico ti saprà dire di quanto verranno migliorate le prestazioni dell’edificio e se avverrà un passaggio di classe di rischio. Inoltre ti saprà anche indicare precisamente i costi, così puoi effettuare una valutazione complessiva.
  3. Una volta che avete concordato tutto (cioè che gli hai dato retta…) deve essere presentata la pratica edilizia al Comune (generalmente una SCIA, anche se in alcuni casi potrebbe essere necessario il permesso a costruire) con tutti gli allegati obbligatori tra cui un’asseverazione del tecnico che dichiara la classe dell’edificio prima dei lavori e quella raggiungibile dopo i lavori.
  4. Una volta eseguiti i lavori le opere eseguite devono essere collaudate (il collaudatore statico è un tecnico diverso dal progettista/direttore dei lavori) e alla fine lavori viene allegata una dichiarazione asseverata in cui si certifica che tutto è stato eseguito come previsto.

Per la parte pratica questo è tutto (anche se in fondo è il grosso). Ora non ci resta che vedere l’ultimo passaggio: quali sono gli adempimenti previsti dall’Agenzia delle Entrate per fare in modo che tu possa usufruire di tutti gli incentvi per le ristrutturazioni antisimiche che lo stato ti ha messo a disposizione.

Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate per sfruttare il sisma bonus

ristrutturazioni antisismiche l'agenzia delle entrate

Eseguire i lavori perfettamente in regola seguendo tutti i punti che ti ho descritto nel paragrafo precedente non ti assicura di poter usufruire degli incentivi sulle ristrutturazioni antisimiche.

Infatti l’Agenzia delle Entrate pretende non solo che tu faccia tutte le cose nel modo giusto ma anche che rispetti le loro linee guida per pagamenti e dichiarazioni.

La legge di Bilancio 2017 parla di un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate in merito. In realtà hanno fatto qualcosa di più semplice: infatti i lavori di miglioramento sismico degli edifici sono stati considerati, dal punto di vista formale, assimilabili a quelli per la ristrutturazione edilizia (il famoso 50% sulle ristrutturazioni) e quindi hanno inserito nel loro sito solo alcune specificazioni.

Questi chiarimenti si concentrano su due punti:

  • A chi spettano le detrazioni
  • Come accedervi correttamente

A chi spettano le detrazioni

Ecco l’elenco dei benefciari che è stato pubblicato:

  • il proprietario o il nudo proprietario
  • il titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
  • l’inquilino o il comodatario
  • i soci di cooperative divise e indivise
  • i soci delle società semplici
  • gli imprenditori individuali, solo per gli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce
  • altri familiari conviventi purchè sostengano le spese (deve essere indicato in fattura)

Come accedere alle detrazioni

Ecco la parte saliente: i passaggi da fare per non avere brutte sorprese in una eventuale verifica da parte dell’Agenzia.

Essendo assimilata alla detrazione per le ristrutturazioni gli adempimenti sono molto simili.

  1. Inviare Notifica Preliminare all’A.S.L. di competenza PRIMA di iniziare i lavori, se previsto da legge. Viene previsto se in cantiere lavora più di un’impresa. Se ad esempio tu affidi  lavori ad un’impresa che subappalta le pitturazioni ad un’impresa artigiana di pittori allora lavorano due imprese…quindi c’è bisogno della notifica.
    Per esperienza: serve sempre!
  2. Devi pagare tutte le spese detraibili (le abbiamo viste un paio di paragrafi sopra) tramite bonifico bancario o postale, da cui devono risultare la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione e il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.
    In questo caso non esistono (ancora) modelli di bonifici appositi per questo tipo di detrazioni (come per le ristrutturazioni e l’ecobonus). Ma sono sicuro che a breve verranno messi a disposizione.
    Nella causale del versamento ti consiglio inserire anche gli estremi di protocollo della pratica edilizia e ricordati, se vuoi far detrarre a qualche famigliare convivente, i suoi dati.
    N.B.: se paghi interventi su parti condominiali devi indicare anche il codice fiscale del condominio e dell’amministratore.
  3. Infine devi indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile; se invece fai i lavori come affittuario dell’immobile devi aggiungere anche gli estremi di registrazione dell’atto per il controllo della detrazione.

I documenti da conservare

Se fai queste cose nel modo giusto non dovresti avere alcun problema in caso di controllo. Però, sempre l’Agenzia delle Entrate, ti chiede di conservare i seguenti documenti proprio in caso di controllo:

  • Le pratiche edilizie. Se queste pratiche non sono previste (ma in questo caso essendo un intervento strutturale è difficile) è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui deve essere indicata la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi rientrano tra quelli agevolabili;
  • Ricevute di pagamento dell’Imu, se dovuta;
  • Delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali;
  • Se fai i lavori come affittuario dell’immobile dichiarazione di consenso del possessore all’esecuzione dei lavori;
  • Copia della Notifica Preliminare inviata all’A.S.L. (se obbligatoria);
  • Fatture e ricevute fiscali relative alle spese effettivamente sostenute (TUTTO deve essere fatturato!);
  • Ricevute dei bonifici di pagamento.

Cosa succede se non faccio tutto un regola?

Le conseguenze possono essere due:

  1. Ti viene tolta la detrazione fiscale
  2. Ti viene chiesto di restituire la detrazione “illegittima” di cui hai usufruito

I controlli sulle detrazioni avvengono nel momento in cui l’Agenzia delle Entrate fa un controllo sulla tua dichiarazione dei redditi. Nel caso tu venga selezionato per passare sotto la lente di ingrandimento dell’Agenzia e ci sono delle spese in detrazione, la leggittimità di queste viene automaticamente controllata.

Quindi, vista la “grande” lotta all’evasione che viene fatta in Italia, in cui un errore formale è più grave di una sostanziale quanto ben nascosta evasione reale, è il caso di avere tutto in regola.

Fortunatamente c’è un limite di tempo per cui l’Agenzia delle Entrate può venire a contestarti le spese che hai messo in detrazione: varie sentenze confermano quello che dice la legge, cioè il 31 dicembre del quarto anno dopo che hai presentato per la prima volta la detrazione nella dichiarazione dei redditi.

Perchè ti parlo di varie sentenze? Semplicemente perchè l’Agenzia delle Entrate (furbescamente) prova a contestare anche rate della detrazione ben oltre il quarto dopo la prima dichiarazione in cui compare la detrazione. Quindi potrebbe capitare che ti venga contestata l’ultima rata (in questo caso la quinta) dopo quattro anni. Cioè dopo ben 9 anni da quando hai eseguito i lavori…

Ormai è chiaro che se contesti la cosa all’Agenzia i giudici ti danno ragione…ma intanto devi fare una causa, che costa. Ti conviene non avere tutto in regola? Secondo me no.

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MA TU PUOI FARE DELLE RISTRUTTURAZIONI ANTISISMICHE A CASA TUA?

Abbiamo già affrontato, anche se in modo molto sintetico, questo argomento all’inizio dell’articolo.

Tecnicamente è possibile in moltissimi casi intervenire sulle strutture esistenti per ottenere un effettivo miglioramento delle prestazioni in caso di sisma. E la cosa potrebbe salvarti la vita.

Ora cerchiamo di capire se e quando questo intervento puoi effettivamente farlo per casa tua…o solo per casa tua.

I casi in cui puoi trovarti sono due:

  1. Hai una casa singola ed isolata
  2. Hai un appartamento in un edificio multifamiliare (scusami la bruttezza del termine)

Nel primo caso sei totalmente padrone del tuo destino, quindi puoi e devi scegliere autonomamente se fare gli interventi di ristrutturazione antisismica ed accedere all’incentivo.

Il secondo caso è più complesso e richiede qualche riflessione aggiuntiva.

Se ad esempio casa tua si trova in un complesso bifamiliare o in una schiera di case, o in altre situazioni con più residenze collegate ma in cui la struttura portante di casa tua è indipendente da tutto il resto e parte dal terreno per arrivare fino in copertura, allora anche in questo caso puoi decidere in modo autonomo se fare o meno degli interventi strutturali.

Naturalmente sempre che non vi siate riuniti in condominio e ci sia un regolamento da rispettare che da disposizioni in questo senso.

Però se, come nella maggior parte dei casi, casa tua è un appartamento all’interno di un palazzo, allora la situazione è molto più complessa. Sia dal punto di vista giuridico che pratico.

Partiamo da questo secondo aspetto.

Credo che tu possa capire facilmente come fare interventi di miglioramento sulle strutture solo nel tuo appartamento che si trova al quinto piano di un condominio di tredici piani sia assolutamente inutile.

Nel caso di evento sismico quale influenza potrebbero mai avere sulla tenuta di tutto il palazzo?

Dal punto di vista giuridico c’è da evidenziare come le strutture portanti degli edifici condominiali siano considerati parti comuni e non di esclusiva proprietà. E non potrebbe essere diversamente in quanto la colonna che hai in mezzo al salone serve per reggere anche i piani superiori. Mica penserai di poterla abbattere a tuo piacimento vero?

Questo significa che non puoi effettuare interventi su parti strutturali autonomamente semplicemente perchè non sono di tua esclusiva proprietà. (Ok…ho semplificato ma a noi interessa capire i concetti e non perderci nei meandri della legge e delle sue interpretazioni)

Quindi, se abiti in un condominio l’unica alternativa plausibile è quello di fare gli interventi su tutta la struttura portante del condominio in modo da ottenere un reale miglioramento complessivo dal punto di vista antisismico.

Mi rendo conto che questo significa riunioni con interminabili discussioni con altri condomini a cui non gliene frega nulla di nulla…ma purtroppo è l’unica soluzione percorribile in questi casi.

SISMA BONUS: TRE PUNTI SALIENTI

In questa lunga guida ti ho accompagnato lungo la scoperta degli elementi che caratterizzano questo nuovo incentivo e su come sfruttarlo.

Vorrei chiuderla elencando i tre elementi che ritengo essenziali per un corretto approccio:

  1. Ogni edificio è un mondo a sè stante. Non esistono soluzioni standardizzate che diano lo stesso identico tipo di risultato su tutti gli edifici. Quindi non fidarti di quello che leggi o senti in giro.
  2. Rivolgiti a tecnici abilitati, architetti o ingengeri come dice la legge. Ma verifica che abbiano una specifica competenza nel settore. Se vai da un architetto che fino a ieri curava solo gli interni verifica che si faccia affiancare da un ingengere strutturista che abbia già fatto interventi similari.
  3. Devi essere preciso e pignolo. Lo Stato nei tuoi confronti lo è e non vede l’ora di fregarti (lo so che è triste leggerlo ma è un dato di fatto). Tu non devi dargli modo di farlo. Piuttosto spendi quei mille euro in più che volevi evitarti per fare quelle pratiche aggiuntive ma almeno stai tranquillo che puoi detrarre le spese in tranquillità.

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PS: un ultimo appunto. Non ti ho parlato di costi degli interventi di ristrutturazioni antisimiche perchè sarebbe come parlare del sesso degli angeli. Se per una ristrutturazione di interni già è difficile dare delle indicazioni attendibili figuriamoci per ristrutturare un’intera struttura che ha infinite variabili sia di tipologia che di dimensioni che di modalità di esecuzione che di stato di conservazione…Puoi leggere in rete qualche articolo che ti dice come sia possibile con 20.000 o 30.000 € fare questi interventi…personalmente ritengo che siano informazioni che ti possono trarre in inganno (un po’come le ristrutturazioni a 250€/mq…ma è un altro argomento).
Mai come in questo settore è necessario vedere caso per caso per poter dare una valutazione corretta.

 

 

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