Il tecnico serve?

Ti serve il tecnico nella tua ristrutturazione?

Questo è il secondo articolo di una nuova sezione del blog: le pillole di ristrutturazione. Articoli brevi in cui affronto aspetti specifici e circostanziati legati alla ristrutturazione. Il primo articolo lo abbiamo dedicato alla Notifica Preliminare, in questo articolo invece voglio darti un piccolo vademecum sul perchè, nella tua ristrutturazione, DEVI farti seguire da un tecnico esperto (oltre che abilitato) e non basta affidarsi all’impresa di turno o ai consigli del cuggino.

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Ho deciso di pubblicarlo perchè non è raro che qualche conoscente mi dica “nella mia ristrutturazione ho fatto tutto da solo, in fondo dovevo solo cambiare le piastrelle e spostare un paio di muri. Ho detto all’impresa quello che volevo e ci hanno pensato loro”.

Non prendermi per arrogante ma in questi casi mi domando perché una persona che non ha mai fatto una ristrutturazione in vita sua dovrebbe credere di essere in grado di sostituirsi a dei professionisti…Perché dovrebbe evitare di rivolgersi ad un tecnico per farsi seguire ed aiutare?

Purtroppo la verità è che un pensiero comune, avvalorato da molte testimonianze che ho sentito di persona, è:

“Ma in fondo il tecnico cosa fa? Qual è la sua utilità? L’impresa è più che sufficiente!”

Probabilmente anche tu hai qualche dubbio sulla reale utilità di un tecnico nella tua ristrutturazione, per questo penso sia importante farti capire quali sono i motivi per cui devi affidarti prima di tutto ad un progettista per la tua ristrutturazione.

1. TE LO DICE LA LEGGE

Prima di tutto è la legge a dirti che ti serve un tecnico per la tua ristrutturazione. Per la precisione la legge che te lo dice è il Testo Unico dell’edilizia: d.pr. 380/2001.

Una ristrutturazione comporta sempre (o quasi sempre) spostamento di muri e rifacimento di impianti (anche la sostituzione dei tubi del bagno è considerato rifacimento di impianti. Se fai anche una sola di queste opere ricadi in quella che la legge deficisce come opere di “manutenzione straordinaria”.

Nel caso di manutenzione straordinaria la legge dice che devi obbligatoriamente presentare una pratica edilizia chiamata CILA che prevede di essere accompagnata da un progetto firmato ed asseverato da un tecnico.

Questo è solo uno degli adempimenti che ti richiede la legge…ce ne sono svariati altri, ti porto ad esempio i due più comuni:

  • Relazione di contenimento dei consumi energetici a firma di un tecnico abilitato per determinati interventi impiantistico/energetici
  • Segnalazione certificata di agibilità a fine lavori asseverata da un tecnico abilitato nel caso di modifica delle condizioni di agibilità della casa (in teoria potrebbe bastare il rifacimento dell’impianto elettrico per renderla necessaria…)

La realtà è che la legge, a seconda dei casi, può prescrivere molti altri adempimenti che richiedono l’intervento obbligatorio di un tecnico abilitato…e qui andiamo direttamente al secondo punto per cui dovresti chiamare un progettista.

2. TE LO DICE IL BUON SENSO

Se la forza delle leggi non è sufficiente a convincerti che il tecnico è indispensabile, prova a farlo richiamando il tuo buon senso.

Non ti conosco e non conosco il tuo background culturale, però credo di poter affermare con una certa sicurezza che:

  • Tu non hai mai progettato e seguito un intervento di ristrutturazione di interni.
  • Tu non conosci tutte le incombenze burocratiche necessarie per fare in modo di non avere problemi durante e dopo i lavori.
  • Tu non hai mai avuto a che fare con un’impresa edile.
  • Tu non hai mai affrontato la gestione pratica ed economica di un cantiere

Una ristrutturazione quasi sempre parte in un modo e arriva in tutt’altro modo e se non c’è una guida salda e competente si conclude sempre con:

  • Una risrutturazione che non risponde alle aspettative del committente (le tue…)
  • Lavori la cui durata si allunga indefinitamente
  • Costi senza controllo
  • Rischi di multe e cantere bloccato

Probabilmente starai pensando “sì ma tanto a me non succede!”. Mi spiace deluderti: non ho visto una sola ristrutturazione senza un tecnico di fiducia del committente a supervisionare tutto dove questa cosa non sia successa…

Sono tutti problemi che il tuo tecnico conosce e che ti aiuterà ad evitare.

Ma, oltre a tutto quello che ti ho scritto finora, c’è un altro aspetto (che personalmente considero tra i più importanti) da considerare: un tecnico è costantemente aggiornato sui materiali e tecnologie innovative maggiormente diffusi; un tecnico è abituato a progettare, ad avere una visione d’insieme della tua ristrutturazione, a “tenerla insieme” evitandoti il rischio di realizzare un’accozzaglia di soluzioni; un tecnico conosce le dimenioni e gli spazi dell’abitare, la sequenza che devono avere…un tecnico è un aiuto indispensabile che sta dalla tua parte.

TUTTI I TECNICI SONO UGUALI?

Naturalmente no, non tutti i tecnici sono uguali.

Bisogna prima di tutto distinguere tra le varie figure professionali che potrebbero seguirti nella tua ristrutturazione:

  • Architetti
  • Ingegneri
  • Geometri
  • Periti industriali (purtroppo e incomprensibilmente…)

Tante volte ho affrontato il tema del “tecnico” nella ristrutturazione e non ho mai voluto sbilanciarmi su quale sia il tecnico migliore da chiamare. Oggi lo voglio fare: scarta periti industriali, geometri ed ingegneri.

Adesso ti spiego il motivo in poche righe e non mi interessa se mi attirerò critiche dalle varie categorie.

  • I periti non sanno cosa voglia dire progettare (e fortunatamente sono pochi quelli che lo fanno…),
  • I geometri hanno quasi sempre una visione dozzinale della ristrutturazione, sanno fare il compitino e non fanno altro che rispondere in modo quasi meccanico alle tue richieste. Non ho mai visto una ristrutturazione fatta da un geometra che mi ha fatto dire “wow!”
  • Gli ingegneri, per formazione, hanno quasi sempre una visione molto rigida della ristrutturazione. Prevederanno soluzioni tecniche ed impiantistiche perfette, ma raramente riescono ad avere la visione di insieme e la sensibilità necessaria per creare spazi veramente piacevoli da vivere

Quindi chi resta? Gli architetti. Che fin dagli studi universitari affrontano il tema degli spazi in cui devono starci le persone. E per cui l’abitare è un tema che viene costantemente approfondito. Sarà che è la categoria a cui appartengo ma sono convinto che sia l’unica categoria in grado di darti una risposta efficace.

Credo di averti detto abbastanza…se vuoi maggiori approfodimenti li puoi trovare nel mio manuale. Clicca sull’immagine qui sotto, scaricati il report gratuito, e nei prossimi giorni ti dirò come avere il manuale.ristrutturazionepratica.it banner

HOME STAGER, INTERIOR DESIGNER…MA VERAMENTE?

Questo paragrafo inizialmente non era previsto…ma ritengo che sia indispensabile per fare pulizia di categorie che ti potrebbero creare problemi.

Ti ho elencato sopra le categorie di tecnici che in Italia sono abilitati a presentare le pratiche edilizie per la tua ristrutturazione. Anzi…oltre ad essere Architetti, Ingegnere, Geometra, Perito…il tecnico deve anche obbligatoriamente essere iscritto al relativo ordine professionale.

Per essere più chiari: un architetto semplicemente laureato non può presentare una pratica edilizia. E per iscriversi all’ordine professionale bisogna superare un esame di stato.

Questo serve per garantire che il tecnico abbia una preparazione di base necessaria di conoscenza del settore edilizio.

Ma home stager e interior designer…non sono nulla.

Il primo dovrebbe consigliarti su come disporre al meglio gli arredi di casa, al massimo fartene acquistare qualcuno in più per migliorarne l’aspetto.

Il secondo dovrebbe crearti il look della casa, scegliendo arredi, rivestimenti, tappezzerie, luci, etc.

Ma nessuno dei due può progettare e dirigere una ristrutturazione se non è Architetto abilitato, Igegnere abilitato, Geometra abiltato, Perito abilitato.

Quindi diffida da queste figure che purtroppo troppo spesso ti fanno fare ristrutturazioni complete in modo abusivo perchè non sono abilitati a presentare pratiche edilizie.

Se capiti sotto una di queste persone chiedi i titoli accademici (laurea in architettura e ingegneria o diploma di geometra e perito) e professionali (iscrizione all’ordine relativo). E se non li ha passa oltre…potrebbe solo fare danni irreparabili.

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