la sostituzione degli infissi e la corretta installazione

Guida totale alla sostituzione degli infissi. Gli accessori e la posa in opera [Parte 4]

Continuiamo con la quarta parte della guida alla sostituzione degli infissi affrontando gli ultimi due aspetti tecnici. Ti parlerò di cose che solitamente vengono sottovalutate dai committenti e che invece rappresentano degli elementi fondamentali per ottenere il risultato che ti aspetti.

Infatti acquistare degli infissi ad elevate prestazioni è assolutamente inutile se non poni adeguata attenzione a:

  1. Scegliere gli accessori corretti da abbinare al tuo infisso
  2. Assicurarsi che la posa in opera sia eseguita a regola d’arte

Questi due elementi non scelti/realizzati nel modo corretto possono trasformare i tuoi infissi super-isolanti in poco più di un infisso dalle pessime prestazioni…

Prima di proseguire però ti voglio lasciare il link alle prime tre parti di questa guida nel caso tu non li avessi ancora letti (n.b.: le informazioni contenute nelle prime parti sono indispensabili per comprendere tutto quello che ti scriverò qui di seguito):

Parte 1 – Come capire se è necessaria la sostituzione degli infissi

Parte 2 – Le tipologie di infissi in commercio

Parte 3 – I sistemi di apertura e il vetrocamera

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MA L’INFISSO È SOLO L’INFISSO?

Molte persone credono che una volta scelto l’infisso giusto il grosso sia stato fatto. Invece non è così, ci sono alcuni importanti elementi di contorno che richiedono una grande attenzione da parte tua…e non mi sto riferendo alle maniglie!

Nella prima parte della guida che stai leggendo abbiamo già fatto parlato di uno di questi elementi: il controtelaio. Lì ne abbiamo già parlato approfonditamente ma ci torneremo in modo ancora più esaustivo nella seconda parte dell’articolo che stai leggendo, quando parleremo della corretta posa in opera dell’infisso. Ma non è tutto:c’è un secondo elemento al quale devi riservare un’attenzione particolare, cioè  il sistema di oscuramento. Spesso sono tapparelle (…nella grande maggioranza dei casi) o in alternativa gli scuretti.

Quando in una casa si decide di fare la sostituzione degli infissi molto spesso si decide di sostituire anche il sistema di oscuramento.

In questa prima parte dell’articolo ci concentreremo solo sul sistema-tapparella, invece non approfondiremo la questione legata agli scuri perchè, a differenza dei primi, non sono integrati con l’infisso ma costituiscono una struttura esterna agli stessi e da essi indipendente.

Se invece a casa tua ci sono le tapparelle devi continuare a legger. Infatti si tratta di un elemento che è strettamente integrato all’infisso e soprattutto si tratta di un elemento complesso. Infatti, come avrai modo di leggere tra poco, il sistema-tapparella è formato da più parti tutte ugualmente importanti. E la cui scelta sbagliata può portare grossi problemi relativamente ad isolamento termico ed acustico.

Nelle prossime righe parleremo di:

  • Cassonetto
  • Tapparella
  • Zanzariera

Perchè inserisco la zanzariera nel sistema-tapparella? Perchè, pur non essendo un sistema di oscuramento, rappresenta un elemento che ormai deve essere pensato e previsto integrato a quest’ultima. Tra poco vedrai perchè…

Il cassonetto

il cassonetto giusto per la sostituzione degli infissi

I problemi di isolamento termico, acustico e di tenuta all’aria del sistema di oscuramento a tapparella riguardano soprattutto il cassonetto all’interno del quale vengono avvolte le lamelle e che si trova sopra l’infisso stesso.

Se in passato i cassonetti erano delle semplici scatole realizzate con sottili pannelli di legno, ora sono diventati dei sistemi complessi in cui l’isolamento è un fattore importante e attentamente studiato.

Quando andrai dal serramentista a farti fare il preventivo per la sostituzione degli infissi ti parlerà sicuramente di cassonetto coibentato. I cassonetti pssono essere di due tipi:

  • o un unico blocco in materiale isolante (polistirene solitamente, praticamente il polistirolo) la cui struttura è realizzata con pannelli dello spessore di qualche centimetro (tra i 3cm e i 6cm)
  • oppure più pannelli isolanti (sempre polistirene) che sono assemblati tra di loro

La prima soluzione è sicuramente preferibile.

Mentre una volta i cassonetti fuoriscivano quasi sempre dal muro costituendo un antiestetico scatolone (spesso color legno) sopra la finestra, ora si cerca di incassarli completamente all’interno dello spessore delle pareti esistenti, facendoli diventare di fatto quasi invisibili. Purtroppo, nonostante l’ottimizzazione delle misure, questa cosa nei vecchi edifici costituiti da pareti perimetrali spesso sottili e non isolate non è possibili: non è raro infatti che il nuovo cassonetto sporga comunque all’interno dell’ambiente. Se è il tuo caso purtroppo non puoi farci molto: devi rassegnarti a vederlo, anche se ormai i cassonetti possono essere normalmente tinteggiati, quindi apparire come un inspessimento del muro; per ovviare al problema una soluzione è costruire una finta-trave in cartongesso che corra lungo tutta la parete.

Ma non è questo l’aspetto che ci interessa qui. Il cassonetto coibentato ha due punti deboli, uno su cui non hai potere e l’altro su cui invece puoi incidere con le tue scelte:

  • Il taglio per il passaggio della tapparella
  • Il foro di ispezione
sostituzione degli infissi: il cielino del cassonetto
Cassonetto con cielino

Sul primo aspetto, come ti dicevo, non puoi intervenire: il taglio nella parte inferiore per consentire alla tapparella di salire e scendere è necssario da lì passa tutto…aria, suoni, caldo/freddo. Ma l’importante è che tutto ciò che entra nel cassonetto poi non trovi la strada per entrarti in casa…

E qui veniamo al secondo punto debole: il foro di ispezione. Questa apertura è fondamentale e non ci si può rinunciare, infatti in caso di malfunzionamento della tapparella è necessario avere uno spazio adeguato per intervenire. E le tapparelle che ho fatto installare alcuni anni fa insieme agli infissi in casa mia purtroppo hanno avuto spesso bisogno di interventi a causa di una posa non proprio a regola d’arte…

sostituzione degli infissi ispezione frontale
cassonetto con chiusura frontale

Tornando a noi: nei cassonetti utilizzati per le ristrutturazioni il foro di ispezione può essere posizionato in basso, sotto il cassonetto (in questo caso viene chiamato cielino), oppure può essere frontale.

9 volte su 10 il tuo architetto o il tuo serramentista di fiducia ti consiglieranno l’ispezione inferiore. E lo fanno perché sono meno visibili e sanno benissimo che tu, in casa tua, non vuoi vedere “quegli orrendi tappi” che hai sempre visto essere le chiusure frontali dei cassonetti.

il cielino
il listello a vista di un cielino

Anche io a casa ho il celino e ti assicuro che, sebbene sia vero che è QUASI invisibile (in realtà vedi una fastidiosissima – dal mio punto di vista – stecca orizzontale sopra ogni infisso), è altrettanto vero che maledico ogni giorno la scelta di non aver preferito la chiusura frontale.

Per colpa del celino ho buttato all’aria buona parte dei soldi investiti per comprare degli infissi super-performanti (legno alluminio con triplo vetro…).

Infatti tale elemento non è altro che un sottile pannellino di compensato che si sfila verso l’interno della casa per permettere appunto la manutenzione delle tapparelle. Quindi scegliendo questa soluzione tu hai:

  • speso un sacco di soldi per infissi super-isolanti,
  • investito altri soldi per mettere dei cassonetti isolati…
  • scelto delle tapparelle coibentate (ne parleremo tra poco)

…e hai deciso di chiudere il tutto con un sottile pannellino di legno che isola più o meno quanto una tenda…

La verità è che per ottenere un sistema veramente efficiente devi rassegnarti ad avere quegli “orribili” tappi delle chiusure frontali dei cassonetti. Infatti solo questi garantiscono una chiusura ermetica e possono essere realizzati dello stesso materiale del cassonetto (polistirene) ed avere lo stesso spessore (quindi garantire lo stesso isolameto).

Che poi sei proprio sicuro che siano così orribili? Ormai vengono realizzate chiusure frontali che sono perfettamente complanari al resto del cassonetto e pertanto quasi invisibili. Ti faccio vedere qui sotto un’immagine giusto per farti capire.

cassonetto a scomparsa con apertura frontale

Lascia perdere la qualità dell’immagine (non è mia…) ma il cassonetto ti sembra così evidente? Considera anche che le due maniglie ai lati possono essere dello stesso colore della parete.

Quindi, per concludere questo paragrafo sui cassonetti, puoi scegliere tra avere un sistema completo e perfettamente integrato che ti garantisce un isolamento ottimale (cassonetto con chiusura frontale) accettando di avere una leggera e quasi invisibile squadratura del foro per l’ispezione, oppure accontentarti di un sistema con una falla di isolamento termo-acustico importante (cassonetto con chiusura a celino) perché credi sia visivamente meno impattante. A te la scelta.

Le tapparelle

le tapparelle in alluminio coibentato

L’altro elemento del sistema di chiusura a tapparella è…la tapparella. Negli anni ’70 si usava realizzare le tapparelle in legno, molto resistenti e belle, ma anche estremamente pesanti. Successivamente si è passati alle tapparelle in alluminio, molto leggere ma decisamente meno resistenti.

Il vero grosso problema delle tapparelle che venivano installate una volta era che, indifferentemente dal tipo scelto, non garantivano alcun tipo di tenuta all’aria e alle intemperie. Anche quelle in legno, materiale che è per sua stessa natura isolante, non veniva sfruttato correttamente.

Negli anni si è lavorato principalmente su questi aspetti: infatti il contributo all’isolamento generale che possono dare le tapparelle durante la notte è importante. Al giorno d’oggi le tapparelle vengono realizzate principalmente in alluminio coibentato (cioè isolate): cioè le lamelle che li compongono sono degli scatolari riempiti con schiuma poliuretanica. Inoltre sono stati ottimizzati i sistemi di incastro tra le lamelle garantendo anche un’ottima tenuta all’aria e alla pioggia.

Intendiamoci: le tapparelle in alluminio coibentate non sono l’unica scelta presente sul mercato. Infatti sono molto diffuse anche le tapparelle in alluminio semplice (senza isolamento) e quelle in PVC (non isolate).

Personalmente ti sconsiglio di pensare solo al prezzo quando scegli la tapparella. La differenza di costo tra una buona tapparella in alluminio coibentato e una in PVC non è elevata ed in ogni caso l’incidenza del costo delle tapparelle sull’intero investimento per la sostituzione degli infissi è molto bassa. In compenso l’alluminio coibentato ha una maggiore resistenza agli agenti atmosferici rispetto al PVC e naturalmente ti garantisce un isolamento maggiore.

tapparella con lamelle orientabili
tapparella con lamelle orientabili

Detto della soluzione base ci possono essere esigenze particolari a cui il mercato ormai ha dato una risposta efficace. Infatti ad esempio puoi trovarle blindate, realizzate in acciaio, per garantirti maggiore sicurezza (ai piani bassi può essere utile); oppure puoi trovare le tapparelle orientabili o con una parte microforata che ti permettono di creare penombra negli ambienti.

E naturalmente le tapparelle possono essere elettrificate. Questo in realtà, nella sostituzione degli infissi, è diventato ormai un “must”, qualcosa che viene sempre richiesto e sempre realizzato.

La zanzariera

la zanzariera integrata nella sostituzione degli infissi

L’ultimo elemento di cui voglio parlarti è la zanzariera. Se non vuoi che sia una patacca appiccicata un po’a caso va studiato approfonditamente, e la sua integrazione spesso non è banale.

Conosco molte persone che sono contrarie alla zanzariera (anche io non ne vado pazzo), però ultimamente il livello di integrazione con gli infissi è talmente migliorato che se studiate da principio diventano praticamente invisibili.

la zanzariera non integrata negli infissi
Una zanzariera “appiccicata” all’esterno…

Purtroppo però, anche in caso di sotituzione di infissi, non è raro che la zanzariera venga pensata in un secondo momento e a quel punto l’integrazione diventa difficile e si finisce per installarla esternamente agli stessi…oltre la tapparella per capirci. Ed è esattamente il posto sbagliato!

La zanzariera va messa tra l’infisso e la tapparella per proteggerla. E per fare una cosa del genere è necessario che il sistema sia integrato col serramento e/o con il cassonetto della tapparella.

Esistono ad esempio cassonetti che hanno un doppio alloggiamento: per il rullo della tapparella e per quello della zanzariera (questo naturalmente vale per le zanzariere a scorrimento verticale).

Oppure, in caso di scorrimento orizzontale della zanzariera, il suo rullo può essere integrato verticalmente nel telaio fisso dell’infisso in modo che non sia possibile vederlo dall’esterno (questo vale per le zanzariere a scorrimento orizzontale).

Scegliere il tipo di zanzariera, il tipo di scorrimento, il tipo di sistema di movimentazione è qualcosa che il serramentista e il tuo progettista devono prevedere PRIMA di darti il preventivo e di iniziare i lavori.

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Con quest ultimo paragrafo abbiamo fatto una panoramica su tutti quelli che sono i principali “sistemi accessori” degli infissi.

Quindi, riassumendo, abbiamo visto che la sostituzione degli infissi consiste nell’intervnire non solo su un elemento, ma su una serie di elementi che sono strettamente integrati tra loro:

  • Controtelaio
  • Infisso
  • Sistemi di oscuramento e protezione dagli insetti

E ognuna di queste parti è composta a sua volta da una serie di sotto-elementi che devono essere accuratamente progettati.

Insomma, a questo punto credo che ti sia chiaro come la sostituzione degli infissi non sia per niente qualcosa di banale e richiede necessariamente di affidarsi a professionisti. Ma tutto ciò non sempre è sufficiente. Infatti, confrontandomi con colleghi e installatori non è raro riscontrare errori abbastanza diffusi e banali nella posa in opera. Te ne voglio parlare nel prossimo paragrafo.

IL PROBLEMA DI CUI NESSUNO TI PARLA: COME VANNO INSTALLATI GLI INFISSI

la sostituzione degli infissi e la corretta installazione

Ti confesso che fino ad alcuni anni fa ero io per primo a non essere consapevole degli errori di cui ti parlerò in questo paragrafo.

Quando mi sono avvicinato ai temi dell’efficienza energetica ho cominciato a pormi delle domande in merito a quello che facevo e vedevo in giro. E gli infissi sono stati tra i primi elementi su cui ho dovuto rivedere molte mie credenze. Mi sono reso conto che acquistare un infisso super performante e poi effettuare una posa sbagliata significa aver sprecato soldi.

Per capire come la posa in opera di un infisso incida in modo determinante sull’efficienza o meno non solo dell’infisso ma di tutta la casa penso che sia opportuno partire dallo spiegare un concetto importante: una casa è energeticamente efficiente se, lungo tutte le superfici che la delimitano verso l’esterno, non ci sono ponti termici.

Non è semplice spiegare cosa sia un ponte termico, ma cerchiamo di farlo. Un ponte termico è un punto dell’involucro che racchiude casa tua (muri esterni, solai, tetti, etc.) in cui semplicement non c’è isolamento!

Ti ho parlato di punto ma un ponte termico solitamente ha uno sviluppo lineare o superficiale.

In questo punto il freddo (o il caldo) passa dall’esterno all’interno senza trovare nessun ostacolo. La famosa porta aperta all’ambiente esterno di cui abbiamo già parlato altre volte in questa guida.

un ponte termicoChiaramente non è che ci sia veramente un buco nel tuo muro esterno, ma semplicemente una porzione dello stesso in cui tutti i materiali che lo compongono non sono isolanti. Come lo puossono essere il calcestruzzo armato, i metalli, ma anche mattoni forati.

Un esempio tipico è proprio quello dei pilastri che una volta venivano semplicemente integrati all’interno della muratura esterna, con un semplice intonaco interno ed esterno.

Nel caso di un infisso il punto in cui solitamente c’è il rischio di formare un ponte termico è lungo tutto il profilo di collegamento tra l’infisso e la muratura. In sostanza lungo i bordi del vano-finestra dove viene installato il controtelaio.

In quel punto avviene il contatto tra l’infisso, che è isolato, e la muratura che (si spera) sia anch’essa isolata (anche se negli edifici realizzati fino agli anni ’70-’80 spesso non è presente alcun isolamento). Fino a non molti anni fa venivano SEMPRE commessi degli errori particolarmente grossolani (chiaramente visti con gli occhi di oggi) nell’installazione degli infissi. La cosa abbastanza allarmante è che tali errori vengono troppo spesso commessi anche adesso che questi argomenti sono stati approfonditi.

Ecco quali sono gli errori più frequenti nell’installazione degli infissi:

  • Realizzare il controtelaio in materiale metallico
  • Realizzare un davanzale passante
  • Realizzare un cassonetto con ispezione a celino

Del terzo punto abbiamo già parlato in relazione alle tapparelle (quindi occhio!). Per gli altri due punti è importante fare un approfondimento.

Installare il giusto controtelaio

Abbiamo già detto che il metallo è tutto tranne che un materiale isolante. Realizzare un controtelaio metallico significa inserire un elemento di discontinuità tra l’isolamento dell’infisso e l’isolamento della parete. Quindi, come abbiamo detto, un bel ponte termico… Visto che le cose stanno così perché vengono realizzati controtelai metallici? Per due motivi:

  • Si crede che un controtelaio metallico sia l’unico in grado di garantire la sufficiente stabilità meccanica all’infisso
  • Sono più semplici da montare

Solo pochi anni fa, mentre accompagnavo un impresario in una visita di un cantiere non mio, chiedendogli come mai stesse montando dei controtelai metallici mi ha guardato come se fossi un alieno appena atterrato sul pianeta terra: “ho sempre montato gli infissi con controtelai metallici e si è sempre fatto così”. Non si era mai minimamente posto il problema dell’isolamento e dei ponti termici. Questo significa fare le cose in modo automatico senza pensare e senza aggiornarsi…purtroppo è come ancora oggi lavorano la maggior parte dei professionisti del settore delle ristrutturazioni.

Ma attenzione che realizzare controtelai metallici non crea solo problemi di isolamento termico, c’è anche un’altra conseguenza che non devi assolutamente sottovalutare: la formazione della condensa, e di conseguenza di macchie di muffa, tutto intorno al telaio della finestra.

Il fenomeno compare nei mesi freddi soprattutto nelle cucine e nei bagni, ed è dovuto al fatto che l’aria interna, calda e umida, va a finire a contatto con una superficie molto più fredda (il controtelaio metallico) rispetto al resto della muratura (e naturalmente anche rispetto all’aria stessa). L’umidità (che non è altro che acqua in forma di vapore) presente nell’aria condensa diventando acqua e, grazie ad un ambiente perfetto, cominciano a proliferare le muffe e i batteri.

Quindi qual è la soluzione definitiva a questi problemi?

Semplice: realizzare dei controtelai in materiale isolante.

Attualmente i materiali di tale tipo con cui vengono solitamente realizzati i controtelai sono il PVC e il legno. Il primo è perfetto per essere abbinato agli infissi in PVC, mentre il secondo va bene per tutti gli infissi.

Il legno per realizzare il controtelaio può essere:

  • Massello (spesso in abete)
  • In multistrato
  • In OSB (cioè ricavato da lastre formate da scaglie di legno incollate tra loro)

Se la tua impresa, il tuo tecnico o il tuo serramentista ti dicono che “il controtelaio deve essere metallico” allora mandali a quel paese…

Prima di spendere qualche altra parola sui controtelai voglio metterti a conoscenza di un aspetto puramente logistico in merito all’installazione degli infissi: le normative tecniche unificate italiane (in questo caso la UNI10818) prevedono che la posa in opera del controtelaio sia compito specifico dell’impresa edile e non del serramentista. Quindi, quando andrai a farti fare un preventivo per la sostituzione degli infissi, con ogni probabilità il tuo serramentista ti dirà che i controtelai te li fornisce lui ma che per la posa sono fatti tuoi…Se la sostituzione degli infissi avviene all’interno di una più ampia ristrutturazione di casa naturalmente questo non è un problema (chiedi all’impresa e sicuramente non si tira indietro!), se però la sostituzione è slegata da altre opere devi attrezzarti per tempo.

E qui ti voglio avvisare di un’altra cosa proprio legata a questo secondo caso: molti serramentisti ti dicono che non è importante sostituire i controtelai che “tanto ci attacchiamo a quelli esistenti”, altri ancora installano gli infissi sul telaio della finestra esistente (ricoprendolo e diminuendo la luce che ti entra in casa…). Dal mio punto di vista sono entrambe pratiche sbagliate, anche se realizzate con i migliori materiali e soluzioni possibili. In particolare alcuni produttori hanno messo a punto dei sistemi testati per l’installazione di nuovi infissi sul vecchio telaio ed oggettivamente riescono ad ottenere un lavoro fatto bene e pulito. Ma sicuramente non vengono risolti i problemi dei ponti termici del vecchio controtelaio e comunque devi mettere in conto una diminuzione della quantità di luce che entra in casa poichè aumenta la superficie opaca (è come avere due telai invece di uno…)

Puoi decidere di mantenere il vecchio controtelaio solo se si verificano contemporanemanete le seguenti condizioni:

  • È in materiale isolante
  • È in buone condizioni
  • Si adatta perfettamente al tuo nuovo infisso e a tutto il pacchetto ad esso associato

In tutti gli altri casi pretendine la sostituzione.

Ad onore del vero ormai molti serramentisti, consapevoli di questa esigenza, per venire incontro ai clienti si assumono anche l’onere della posa dei controtelai che però, giusto per tua conoscenza, prevede opere edili per le quali spesso non sono specializzati.

L’errore da non fare con le soglie e i davanzali

corretta sostituzione degli infissi: il davanzale passante?Ti ho parlato di un secondo problema legato alla corretta installazione degli infissi: la soglia o il davanzale “passante”. Che in fondo è un problema strettamente correlato al controtelaio…

La soglia e il davanzale sono quell’elemento, generalmente di marmo, su cui poggia l’infisso e che serve appunto come appoggio, e come protezione della muratura sottostante (soglia per le porte-finestre, davanzale per le finestre). Viene utilizzata sia per le finestre che per le porte-finestre (i balconi). Tale soglia (o davanzale nel caso di finestre) è larga quanto il foro della finestra, alta circa 2 o 3 centimetri, profonda quanto lo spessore del muro più un paio di centimetri verso l’esterno per permettere all’acqua piovana di sgocciolare senza sporcare il muro sottostante.

La pratica edilizia storicamente è sempre stata quella di utilizzare un unico elemento continuo su cui posare l’infisso, che passasse dall’esterno all’interno (da cui soglia passante).

Ma con la pietra abbiamo esattamente gli stessi problemi di cui ti ho parlato col metallo: non si tratta di un materiale isolante, l’ennesima porta aperta a freddo e rumori.

Nonostante questo sia un metodo di posa assolutamente errato ai fini energetici e la tecnologia si sia evoluta molto, viene ancora riproposto con insistenza.

sostituzione degli infissi: davanzale divisoEppure la soluzione è stata trovata da tempo ed in realtà è semplice: dividere la soglia (o il davanzale) in due parti, una interna e una esterna, distanziarle tra di loro e inserire tra le due uno strato di materiale isolante. Questo strato di materiale isolante non è altro che il cosiddetto “quarto lato” del controtelaio dell’infisso, cioè quello inferiore.

Non è raro che questo quarto lato non venga nemmeno previsto dai fornitori di infissi e tantomeno ci pensino le imprese edili ad installarlo. Pensa che mi è capitato di vedere degli infissi posati su una soglia correttamente tagliata in due parti (quella esterna e quella interna) che poi sono state semplicemente accostate tra di loro e su cui è stato posato l’infisso. Era stato ricreata la soglia “passante” con delle soglie pensate per risolvere il problema dell’isolamento!

Quindi, quando parli con il tuo progettista della sostituzione degli infissi o quando vai in un negozio di serramenti a chiedere un preventivo, devi assolutamente sincerarti di questo aspetto fondamentale. E manda a quel paese chi non ti vuole dare retta.

I 3 principi dell’installazione perfetta dell’infisso

Ecco i principi della “posa perfetta” dell’infisso:

  1. Controtelaio di tipo isolante
  2. Controtelaio che preveda il “quarto lato” e il taglio del davanzale/soglia
  3. Cassonetto con ispezione frontale

E soprattutto una progettazione integrata di tutto il sistema infisso-aggancio alla muratura che può esserti garantita solo da professionisti del settore (…e purtroppo quasi mai dalle imprese edili…).

LA SOSTITUIONE DEGLI INFISSI SENZA PIÙ SEGRETI…

Con questo abbiamo concluso finalmente tutto quanto di tecnico devi sapere per fare in modo che la tua sostituzione degli infissi sia un investimento proficuo e non uno spreco di soldi.

Ci sono voluti ben quattro articoli densi di informazioni ed esempi e ti assicuro che non è certo con quello che ti ho detto finora che si esaurisce l’immenso tema degli infissi. Ma queste sono le informazioni essenziali che devi conoscere per affrontare tale scelta in modo corretto e consapevole.

Anzi…probabilmente adesso ne sai molto di più di alcuni miei colleghi…

Però credi che sia finita qui? C’è tutta un’altra parte di cui devi sapere almeno le basi: quella burocratica e fiscale.

Ho preparato per te una quinta ed ultima parte di questa guida in cui affrontiamo la parte più scocciante di tutte.

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