rifacimento impianto elettrico

Guida al Rifacimento dell’Impianto Elettrico: tutti i segreti per un risultato a regola d’arte (e senza sorprese)

Oggi ti parlo di un intervento preciso e ben delimitato che spesso viene effettuato in modo autono e indipendente (cioè senza realizzare una ristrutturazione completa) all’interno di case e appartamenti. Il rifacimento dell’ è un’esigenza che nasce in case costruite almeno trent’anni fa e che si palesa con situazioni tipo:

  • il contatore che salta di continuo
  • pericolosissime scintille che si accendono ogni volta che attacchi un apparecchio
  • strani e inquetanti odori di plastica bruciata

Spesso gli appartamenti con impianti elettrici vetusti sono delle vere e proprie bombe ad orologeria: qualsiasi piccolo inconveniente può portare al divampare di incendi. E chi ci abita è costretto a stare costantemente sul “chi va là” (anzi a dire la verità dovrebbe farlo ma spesso non si accorge del reale pericolo).

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La scelta di rifare l’impianto elettrico quindi generalmente è fondata, anche perchè è impossibile negare che, in particolare a partire dagli anni ’90, l’evoluzione di questo tipo di impianto verso sistemi più efficienti e sicuri è stata rapida e netta.

Questa evoluzione si è mossa su un duplice binario:

  • da un lato ci sono stati importanti innovazioni normative a partire dalla legge 46/90
  • dall’altro ci sono state altrettanto se non più importanti innovazioni tecniche

In questo articolo affronteremo tutti gli aspetti rilevanti (per te) per quello che attiene il tema del rifacimento dell’impianto elettrico. Sarà un classico articolo in stile ristrutturazionepratica: una vera e propria guida, un vademecum, in cui potrai trovare tutte le informazioni di cui hai bisogno.

Però non confonderlo con un articolo sul “fai da te”: ti ripeto spesso che ognuno deve fare ciò per cui è specializzato, quindi la realizzazione degli impianti elettrici agli elettricisti! (e la progettazione ai tenici…) Pertanto nei prossimi paragrafi non troverai schemi elettrici e foto su come fare i collegamenti, ma solo le informazioni per te indispensabili al fine di far eseguire i lavori di rifacimento dell’impianto elettrico in totale sicurezza e con un risultato garantito.

: LE 8 COSE DA CONOSCERE

rifacimento impianto elettrico: le cose da sapere

Sono 8 le cose che devi assolutamente conoscere sul tema del rifacimento dell’impianto elettrico e che affronteremo in questo articolo.

Quello di cui parleremo nei prossimi paragrafi vale sia che tu decida di rifare SOLO l’impianto elettrico, sia che tu decida di rifare ANCHE l’impianto elettrico insieme al resto della ristrutturazione. Sono informazioni di grande valore che non trovi da nessuna parte condensate in un unico articolo.

Ecco l’elenco degli 8 punti:

  1. No al Fai da Te!
  2. Come è fatto un impianto elettrico?
  3. Una necessaria distinzione tra rifacimento e manutenzione
  4. Quali sono le reali opere da eseguire?
  5. Il giusto iter burocratico e le professionalità necessarie
  6. Un’idea dei costi di un impianto elettrico nuovo
  7. Non deve esistere nuovo impianto senza certificazione!
  8. Puoi detrarre l’impianto elettrico?

Sarà un articolo un po’lungo da leggere quindi prenditi il tempo necessario. Ma in fondo credo che ottenere un impianto elettrico sicuro e a regola d’arte sia il tuo scopo e quindi vorrai prestare la massima attenzione a quello che ho da dirti.

1. No al Fai da Te!

rifacimento impianto elettrico: no al fai da te!

Te l’ho già accennato nell’introduzione. Il fai da te in questo settore può essere veramente letale. E questo termine non l’ho usato in modo figurativo ma letterale.

Con la corrente elettrica non si scherza! Anche i professionisti devono stare attenti e non è raro leggere di elettricisti che perdono la vita perchè folgorati.

Sono particolarmente sensibile al tema perchè non molto tempo fa un elettricista che stava rifacendo l’impianto a casa di amici è morto perchè non aveva isolato completamente l’impianto prima di intervenire e ha maneggiato un cavo in cui passava elettricità senza le necessarie precauzioni.

Vuoi rischiare anche tu la vita nella vana speranza di risparmiare qualche migliaio di euro?

Ma la pericolosità della corrente elettrica, se non maneggiata correttamente, non è di sicuro l’unico motivo per cui dovresti lasciar perdere l’idea di fare i lavori di rifacimento dell’impianto elettrico in totale autonomia.

Infatti al giorno d’oggi gli impianti devono essere realizzati (per legge):

  • seguendo tutte le normative di settore
  • da personale specializzato

E questo con un duplice scopo: uno più pratico che è quello di avere la certezza di ottenere un impianto realmente sicuro, ed uno economico che è ottenere le certificazioni necessarie per poter usufruire degli sgravi fiscali (ma di questo parleremo più avanti).

Quindi se non conosci le leggi in materia (e non le sai mettere in pratica) e non sei un elettricista qualificato non devi nemmeno pensare di realizzare l’impianto da solo.

E non credere che si possa fare all’italiana: “l’impianto lo faccio io e poi un amico elettricista me lo certifica!”. Gli elettricisti mica sono sc***i! Certificare un impianto significa assumersi una serie infinita di responsabilità…quindi o lo paghi profumantamente o difficilmente ti farà questo favore.

2. Come è fatto un impianto elettrico?

rifacimento impianto elettrico: come è fatto

Tu sai come è fatto un impianto elettrico? Cerchiamo di semplificare al massimo che per i tecnicismi ci sono ingegneri e elettricisti.

Quindi nelle prossime righe non ti parlerò in elettrichese…come sempre lasciamo ad altri termini tecnici ed astrusi, a te serve conoscere le basi per non essere fregato e sapere come eventualmente interloquire con gli specialisti che eseguiranno i lavori.

Un impianto elettrico è fatto relativamente da pochi elementi:

  • Un contatore dove arriva l’energia elettrica. Il contatore non è tuo ma è dell’Enel. Tutto ciò che c’è a monte del contatore è di sua proprietà, tutto ciò che c’è a valle e tuo. Il contatore può essere o in casa tua o, come capita spesso nei condomini, sono concentrati in un unico posto.
  • Un quadro elettrico, che si trova in casa tua, collegato al contatore e da cui l’energia elettrica viene distribuita a tutta la casa. I vecchi quadri elettrici spesso erano composti da un unico interruttore: quello per interrompere la corrente. Spesso non erano neanche del tipo comunemente detto “salvavita” (cioè i magentotermici che scattano in caso di sovraccarico di tensione). Tra poco vedremo come un moderno quadro elettrico comprende molti più interruttori
  • Delle linee elettriche, dette dorsali, dove passano i principali cavi che partono dal quadro elettrico verso la casa
  • Delle cassette di derivazione dove queste linee elettriche vengono suddivise verso i punti di destinazione finale
  • Le linee elettriche “secondarie” (lasciami passare questo termine maccheronico anche se sei un elettricista esperto…è per capirci!) che partono dalle cassette di derivazione fino al punto di consegna finale
  • I punti luce, le prese e gli interruttori vari che sono i comandi che tu usi. Questi sono composti da una scatola (solitamente incassata nel muro), dei “frutti” (prese e interruttori) e le placchette per coprire il tutto

Et voilà! Ecco come è fatto un impianto elettrico.

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Ora che hai fatto un ripasso sulle basi vediamo le differenze sostanziali tra un impianto elettrico moderno e uno datato così puoi capire il motivo per cui spesso rifare un impianto elettrico è cosa buona e giusta.

Ancora una volta non useremo tecnicismi ma cercherò di farti capire quali sono le principali cose che sono cambiate e il motivo per cui sono cambiate.

Lasciamo perdere il contatore che periodicamente Enel sostituisce per cercare di avere una contabilizzazione sempre più precisa e controllabile da remoto (non so a casa tua ma da me in 10 anni hanno già cambiato due volte il contatore…). Non è una cosa che ti interessa perchè non puoi decidere niente in merito.

Quadro Elettrico

Rifacimento impianto elettrico: un vecchio quadro elettricoIl primo elemento da prendere in considerazione è il quadro elettrico. Vedi la foto qui a sinistra? E’ un quadro elettrico che mi capita di trovare spesso negli appartamenti che ristrutturo. In realtà non è un quadro elettrico ma un interruttore magnetotermico…è un salvavita da collezione. E nei vecchi impianti spesso svolge la funzione di quadro elettrico.

A prescindere dal fattore estetico che qui non ci interessa affrontare, cerchiamo di capire come vengono realizzati al giorno d’oggi i quadri elettrici.

 

Come ti ho accennato poco sopra nei quadri elettrici moderni ci sono diversi interruttori e non uno solo. Però in realtà si possono dividere in due tipologie:

  • l’interruttore generale che è un interruttore chiamato “differenziale magnetotermico”…in sostanza è il salvavita. Cosa fa questo interruttore? Permette all’energia di arrivare a tutto l’impianto. Se lo abbassi si spegne tutto. E inoltre interviene in caso di cortocircuito o sovraccarico scattando e togliendo l’energia alla casa. E spesso salvando l’intero impianto e/o i suoi utilizzatori. Gli impianti elettrici residenziali prevedono un solo interruttore generale.
  • gli interruttori magnetotermici, il secondo elemento che compone un quadro elettrico, sono collegati direttamente all’interruttore differenziale da cui prendono l’energia e la distribuiscono alle varie parti dell’impianto in cui abbiamo deciso di sezionare la nostra casa.

Da ogni interuttore parte un tubo che contiene i fili elettrici: queste sono quelle che vengono comunemente chiamate “dorsali” (e che per semplicità chiameremo linee elettriche).

L’esempio più semplice e comune di suddivisione dell’impianto è in una linea per le prese e una linea per le luci, cioè un interruttore generale e due interruttori magnetotermici.

Le linee elettriche

Detto di qual’è la versione più semplice dell’impianto elettrico è necessario dire anche che, secondo le normative attualmente in vigore, un impianto realizzato in questo modo non sarebbe a norma.

Infatti oltre alle linee dedicate alle prese e alle luci risulta indispensabile dedicare una linea alla cucina e una linea ai bagni.

Il motivo è che la cucina è il posto dove possono avvenire i sovraccarichi maggiori poichè vengono attaccati quelli che sono definiti “grandi elettrodomestici”: frigo, forno, cappa, lavastoviglie, etc.; pertanto la legge giustamente prevede una maggiore protezione per questa stanza.

Per i bagni il motivo è sempre di sicurezza, però legato alla presenza di acqua: prova a buttare un po’di acqua su un cavo su cui passa corrente elettrica e vedrai cosa succede! (non farlo mai, mi raccomando!!!!). Siccome in bagno di acqua ne passa in abbondanza la legge ha previsto la necessità di dedicarci una linea separata.

C’è poi una terza linea che la legge ti chiede di inserire…ma solo in determinati casi!

Stiamo parlando della linea per i condizionatori. Anche questi sono considerati “grandi elettrodomestici” quindi necessitano di una linea di protezione a sè stante per la grande quantità di energia che assorbono e i sovraccarichi che possono determinare. Naturalmente se non prevedi di installare condizionatori è inutile fare una predisposizione per i condizionatori….

Questo è quello che ti dice la legge. In realtà potresti sbizzarrirti con infinite soluzioni di sezionamento dell’impianto elettrico, il tutto anche basandoti sulla dimensione di casa tua (in un mini-appartamento è inutile dividere l’impianto in troppe parti…).

Diciamo che in un impianto elettrico nuovo devono esserci come minimo:

  • una linea luci
  • una linea prese
  • una linea cucina
  • una linea bagno

Personalmente preferiscoo anche a suddividere la la “zona giorno” e la “zona notte” (quindi due linee prese e due linee luci).

L’utilità di sezionare in questo modo gli impianti è quello di non rimanere senza corrente/luce in tutta la casa quando si verifica un problemain un solo punto (aiutando anche ad individuarlo rapidamente), oppure quando si deve fare un intervento localizzato (ad esempio sostituire un lamadario in camera da letto…). Infatti basta spegnere l’interruttore relativo ed è possibile intervenire in totale sicurezza.
Inoltre questi interruttori, essendo appunto magnetotermico, protegge l’impianto da cortocircuiti.

I quadri elettrici inoltre adesso vengono realizzati con cassette, quasi sempre da incasso, con struttura in alluminio e finiture generalmente in plastica. Qui sotto puoi vedere l’esempio di un (brutto) quadro elettrico moderno.

rifacimento impianto elettrico: un quadro elettrico moderno

Una preghiera che ti faccio: cerca di far installare il quadro elettrico generale in un punto non troppo in vista. Non puoi immaginare quante case mi capita di visitare in cui la prima cosa che vedi, in bella vista direttamente nel salone, è un orribile quadro elettrico di dimensioni molto generose!

I cavi elettrici

Il sistema per portare la corrente dai quadri elettrici fino ai terminali è composto da due elementi:

  • i tubi
  • i cavi elettrici

La grandezza dei tubi (in sezione) dipende direttamente dalla dimensione dei cavi.

I cavi elettrici sono notevolmente cambiati nel corso degli anni: fino agli anni ’70 i fili elettrici erano formati da un unico filamento molto spesso ricoperto da un sottile trato di guaina di materiale plastico.

Il problema di questi cavi erano svariati:

  • il sottile rivestimento faceva disperdere molta corrente elettrica
  • l’unico cavo consentiva di far viaggiare meno corrente (se vuoi approfondire cerca “effetto pelle”)
  • i cavi erano poco flessibili (nelle curve rischiavano di spezzarsi)

rifacimento impianto elettrico: i caviOra i cavi sono formati da tanti filamenti attorcigliati e sono protetti in modo robusto con materiali plastici morbidi portandoli ad avere da un lato una sezione maggiore e dall’altro una capacità di trasporto dell’energia nettamente migliore. Oltre a garantire la necessaria flessibilità.

Altra innovazione importante introdotta dalle leggi sugli impianti elettrici è l’inserimento di un terzo conduttore all’interno dei cavi. Infatti nei vecchi cavi elettrici i fili di rame erano 2: il neutro e la fase. I moderni cavi elettrici oltre a questi due conduttori ne prevedono un terzo: la messa a terra (o massa), cioè un circuito collegato direttamente con il terreno per scaricare eventuali potenziali elettrici dovuti a dispersioni di apparecchi. Lasciando perdere i paroloni serve per evitare che tu prenda la scossa quando tocchi un apparecchio mezzo scassato.

Qui a fianco puoi vedere un’immagine con gli elementi che formano un moderno cavo elettrico tratta dal sito elettricasa.

Quindi come conseguenza del maggior diametro dei cavi elettrici e del maggior numero di fili che devono alloggiare anche i tubi hanno aumentato le loro sezioni medie. Il tutto anche in considerazione del fatto che la legge prescrive che circa il 30% dello spazio interno del tubo, nel momento in cui si procede ad un rifacimento dell’impianto elettrico, deve essere lasciato libero per eventuali futuri ampliamenti.

I moderni tubi sono realizzati in materiale plastico flessibile e vengono chiamati corrugati leggeri. Il motivo è che hanno delle vere e proprie venature che gli consentono di essere molto flessibili e resistenti nonostante gli spessori ridotti.

I frutti

Cosa sono i frutti? Semplicemente gli interruttori di accensione delle luci e le prese (ce ne sono anche di altri tipi ma i principali sono questi).

Come tutti gli altri elementi anche i frutti sono notevolmente migliorati negli anni sia nell’efficienza che nell’estetica.

In realtà la cosa in cui sono migliorati in modo decisivo rispetto ai vecchi impianti è la protezione delle prese di corrente. Ti ricordi quando da piccolo tua madre ti diceva “guai a te se infili le dita nelle prese che prendi la scossa”? Le nuove prese hanno definitivamente risolto questo problema in quanto presentano delle protezioni che si chiudono automaticamente nel momento in cui estrai la presa e che si aprono solo se inserisci una presa.

 

Con questo spero di averti dato una panoramica abbastanza chiara (per quanto molto semplificata) di come funziona un impianto elettrico e delle innovazioni principali che ci sono state che rendono indispensabile rinnovare un vecchio impianto.

3. Una necessaria distinzione tra rifacimento e manutenzione

rifacimento impianto elettrico o manutenzione?

Non dare per scontata questa distinzione! Potrebbe fare una grossa differenza per te.

Infatti il rifacimento dell’impianto elettrico significa “tagliare i ponti” completamente con il vecchio impianto elettrico. Quindi significa nuovi quadri elettrici, nuove dorsali, nuovi tubi, nuovi cavi, nuovi terminali…nuovo tutto. E comporta opere nettamente più invasive in casa tua. Ne pareleremo più approfonditamente nel punto 4 ma ti assicuro che alcune di esse non te le immagini neanche…

La manutenzione invece significa non solo fare le operazioni necessarie a mantenere in efficienza l’impianto ma anche tutti quegli aggiornamenti che possono comportare un parziale rinnovo dell’impianto. Quindi può rientrare in questa fattispecie la sostituzione dei cavi ma utilizzando sempre le medesime canaline, oppure la sostituzione degli interruttori e delle placchette.

Le grosse differenze tra questi due tipi di interventi sono:

  1. Nel primo caso ottieni un impianto totalmente nuovo, completamente a norma (se fatto con le indicazioni che trovi in questo articolo) e adatto alle esigenze di una casa moderna. Nel secondo caso invece ti trovi ancora con un impianto vecchio, legato ai limiti di spazio dati dalle vecchie canalette in cui devono passare i cavi (i nuovi cavi hanno sezione maggiore e spesso sono in numero maggiore rispetto al passato…), quindi non certificabile secondo la nuova normativa
  2. Nel primo caso spendi sicuramente di più ed hai lavori più invasivi in casa. Nel secondo caso risparmi sicuramente di spese vive per i lavori ed è un intervento non particolarmente invasivo.
  3. Nel primo caso sei soggetto a degli adempimenti burocratici e puoi accedere a delle agevolazioni fiscali. Nel secondo caso non hai nessun obbligo se non quello di far svolgere il lavoro ad un elettricista specializzato

Se il tuo impianto non è recente (25-30 anni al massimo) ti sconsiglio di provare ad ammodernarlo riccorendo agli interventi ricadenti nella manutenzione. Non avresti un risultato che ti mette al riparo dai problemi e pericoli legati ad un vecchio impianto e dovresti rifare nuovamente i lavori nel giro di pochi anni. In fondo quello che pensi di risparmiare ora lo pagherai in modo salato negli anni a venire con bollette più alte e non accesso alle detrazioni fiscali.

Ti ricordo (e lo approfondiremo tra poco) che in caso di modifica all’impianto con interventi di manutenzione ordinaria dell’impianto elettrico che portano ad un impianto parzialmente nuovo sono comunque soggetti a certificazione.

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E’ chiaro come ogni caso sia particolare e, soprattutto se hai intenzione di rifare solo l’impianto elettrico continuando ad abitare in casa, l’idea di avere lavori invasivi (vedi punto 4 di questo articolo) non è certo allettante. Però credi veramente che sia il caso di barattare un po’di temporaneo disagio con un notevole risparmio di soldi nel tempo e con la sicurezza della tua famiglia?

Il miglior consiglio che ti posso dare è quello di far controllare l’impianto elettrico ad un elettricista qualificato prima di prendere qualsiasi decisione. E di chiedergli di essere il più onesto e diretto possibile: pretendi la verità e non quello che vuoi sentirti dire!

Potresti essere anche particolarmente fortunato e chi ha eseguito l’impianto elettrico a suo tempo ha previsto tubi di dimensione e quantità maggiore al necessario e quindi il rifacimento completo dell’impianto diventa un’operazione non molto più complessa della manutenzione (ma con tutti i relativi vantaggi). Delle opere da eseguire ne parliamo nel prossimo capitolo

4. Quali sono le reali opere da eseguire

rifacimento impianto elettrico: i lavori da fare

Vediamo ora che lavori dovrai far eseguire per realizzare il tuo nuovo impianto elettrico. Infatti, come ti ho accennato nel capitolo precedente, i lavori di rifacimento dell’impianto elettrico possono essere invasivi (e nella quasi totalità de casi lo sono). Cerchiamo di capire come.

Qui si tratta in sostanza di eliminare completamente il vecchio impianto e sostituirlo con uno nuovo.

Una pratica molto diffusa da parte di alcuni elettricisti per velocizzare le opere è quello di staccare il vecchio quadro elettrico, togliere tutti i frutti e tappare i tubi esistenti.

In realtà la soluzione più opportuna sarebbe rimuovere completamente anche i tubi esistenti (naturalmente ad eccezione di quelli che passano sotto al pavimento a meno che tu non preveda di rifare anche quello) e sostituirli con nuovi tubi corrugati.

Questi lavori richiedono per forza la rottura dei muri per creare le tracce. Quindi ecco la prima notizia importante: rifare un impianto elettrico non significa che deve intervenire solo l’elettricista, ma che è necessario il lavoro di almeno un muratore (e un pittore).

La seconda notizia è che probabilmente i lavori di muratura ti costeranno più dei lavori di rifacimento dell’impianto elettrico…Ma di questo ne parleremo al punto 7.

Vediamo quindi rapidamente quali sono le opere che verranno eseguite per rifare il tuo impianto elettrico.

Fase 1 – demolizioni

  • Rimozione di tutti i frutti, delle cassette di derivazione e del quadro elettrico generale
  • Esecuzione delle tracce e relativa rimozione dei tubi e cavi esistenti

Fase 2 – rifacimento impianto elettrico

  • Esecuzione delle tracce per eventuali nuove tubazioni necessarie
  • Installazione dei tubi, delle cassette di derivazione, delle scatole portafrutti e del vano per il quadro elettrico
  • Chiusura di tutte le tracce aperte ed eventuali controsoffitti in cartongesso
  • Intonachi, stuccature e pitturazioni
  • Infilaggio di tutti i cavi
  • Installazione di quadro elettrico, frutti e placchette

Chiarito quali sono i lavori che verranno eseguiti in casa tua per la realizzazione del tuo nuovo impianto elettrico è giusto sottolineare che la loro sequenza temporale potrà differire da quanto scritto qui sopra.

In sostanza: se decidi di rimanere in casa durante il rifacimento dell’impianto elettrico non è pensabile che tu possa rimanere senza corrente elettrica per molto tempo. Così sarà necessario eseguire i lavori in sezioni in modo che almeno una parte della casa rimanga sempre utilizzabile.

Questo modo di procedere naturalmente richiederà più tempo e anche costi maggiori.

C’è da fare un’ultima riflessione: in cucina ed in particolare in bagno quasi sicuramente hai anche le pareti rivestite in piastrelle. Qui devi fare una scelta: o decidi di mantenere i vecchi tubi sperando che ci passino anche i nuovi cavi, oppure intervieni in modo drastico cambiando i rivestimenti delle pareti. Naturalmente se quando sono stati realizzati bagni e cucina hai avuto l’accortezza di farti mettere da parte qualche piastrella in più potresti non aver nessun tipo di problema.

Se per la cucina cambiare il rivestimento dell’unica parete dove ci sono gli elettrodomestici può non essere una grossa spesa, per i bagni invece è un costo importante che difficilmente vorrai accollarti se stai solo rifacendo l’impianto elettrico. In questo caso devi valutare con il tuo elettricista se è possibile utilizzare i vecchi tubi…in caso negativo devi metterti l’anima in pace.

5. Il giusto iter burocratico e le professionalità necessarie

rifacimento impianto elettrico: le profesionalità necessarie

Dopo aver chiarito i punti precedenti è possibile affrontare con maggiore consapevolezza questo punto. Infatti se ti avessi parlato prima di pratiche edilizie, tecnici e operai mi avresti sicuramente sputato in un occhio.

Come hai potuto leggere nel capitolo precedente per il rifacimento dell’impianto elettrico è necessario eseguire importanti opere murarie. Inoltre la legge considera il rifacimento totale dell’impianto elettrico come una manutenzione straordinaria.

L’art. 3 del Testo Unico per l’Edilizia (dpr. 380/2001) al comma 1 lettera b) riporta la definizione di manutenzione straordinaria, e tra le altre cose dice che riguarda “le opere e le modifiche necessarie […] per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici[…]”.

La realizzazione dell’impianto elettrico (un servzio tecnologico) rientra quindi nella manutenzione straordinaria.

Perchè ti sto dicendo questo? Semplicemente perchè, sempre per la medesima legge, questa tipologia di intervento richiede la presentazione di una pratica al comune, la CILA di cui abbiamo già parlato tante volte. Lo prevede l’articolo 6.

Ora che hai chiaro anche il giusto iter burocratico vediamo di chi hai realmente bisogno per realizzare tutti i lavori.

Come prima cosa hai bisogno di un tecnico che prepari per te la CILA e la Asseveri (l’asseverazione può essere fatta solo da un tecnico abilitato!).

Visto che sei stato costretto ad infilare un tecnico nel processo il mio consiglio a questo è quello di sfruttarlo al massimo: fagli preparare uno schema della nuova disposizione dei punti luce, prese, interruttori, etc. Sicuramente il vecchio impianto, oltre ad essere carente di terminali, ne aveva molti posizionati in posti scomodi. Ora puoi farli mettere esattamente dove ti servono!

Inoltre puoi sfruttarlo per farti consigliare su che serie di frutti e placchette scegliere tra quelle infinite disponibili in commercio.

Questo tecnico può essere indifferentemente un geometra, un ingegnere o un architetto (meglio!) poichè sono opere abbastanza semplici.

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Per quanto riguarda la realizzazione materiale degli interventi  ti servirà sicuramente un elettricista qualificato (meglio una piccola impresa artigiana con un minimo di organizzazione che un elettricista singolo) a cui affidare i lavori. Una volta individuato ti consiglio di chiedere a lui di chiamare dei muratori e pittori di sua fiducia per realizzare le opere murarie (a meno che non li abbia già tra i suoi dipendenti ma credo sia un caso quasi impossibile). Mi raccomando: devono essere tutte persone in regola!

Nel caso in cui l’elettricista non collabori con nessuno lascia perdere e chiama direttamente un’impresa di ristrutturazione: lui ha i muratori tra i dipendenti e sicuramente collabora con qualche impresa artigiana di eletricisti che possono occuparsi dell’impianto.

Qui nasce una questione che troppo spesso viene sottovalutata: ti ritrovi ad avere almeno due imprese che lavorano in casa (elettricisti e muratori), quindi la legge ti impone di nominare un responsabile per la sicurezza, che è a sua volta un tecnico abilitato.

Queste quindi sono le figure essenziali.

Un consiglio che credo possa esserti utile: nel caso di solo rifacimento di impianto elettrico, se vuoi un nuovo impianto di tipo domotico (o con predisposizione) dovresti valutare di affidarti ad un tecnico specializzato in questo tipo di impianti, oppure far affiancare il tuo tecnico ad un collega specializzato.

6. Un’idea dei costi di rifacimenteo dell’impianto elettrico

rifacimento impianto elettrico: i costi di realizzazione

Devi distinguere tra due tipi di costi: quelli tecnici e quelli di esecuzione delle opere.

Costi tecnici

Quasi tutti i Comuni chiedono dei diritti di segreteria per la presentazione della CILA, solitamente si arriva al massimo a 200-300€. Non hai altre spese burocratiche in quanto, se rifai solo l’impianto elettrico, non è necessario il riaccatastamento e nemmeno l’aggiornamento dell’agibilità.

Poi devi pagare i tecnici. Ho scritto tempo fa un articolo in cui ti spiego cosa devo aspettarti dalla fattura di un architetto. Quell’articolo si riferiva ad una ristrutturazione completa, questo caso è molto più semplice, ma probabilmente in percentuale potrebbe costarti di più la parcella del tuo tecnico. A grandi linee per un progetto/pratica/direzione lavori del rifacimento di un impianto elettrico con un altro di tipologia standard di un appartamento tra i 70 e 100mq potresti cavartela con circa 1.000€ (più IVA e cassa).

Costi di esecuzione delle opere

Come abbiamo visto non dovrai pagare solo la realizzazione dell’impianto elettrico, ma anche tutte le opere edili di cui abbiamo già ampiamente parlato.

Un impianto elettrico ti costa, mediamente, tra i 50€ e i 65€ per ogni punto luce/interruttore/presa/etc. Posto che mediamente in una casa possono esserci circa tra i 60 e gli 80 punti di consegna l’impianto di per sè dovrebbe costare tra i 3.000€ e i 5.000€. Naturalmente eventuali lampadari e/o faretti sono esclusi.

Naturalmente molto dipende dalle tue richieste in merito alla tipologia dei frutti e delle placchette (ne esistono che costano 1€ come che costano 10€…) e dalla sua complessità (domotico o meno).

Ci sono poi i costi edilizi: se la realizzazione delle tracce può essere molto economica (si tratta di rompere e spesso lo fanno gli elettricisti stessi), quello che inciderà sarà la chiusura delle tracce e soprattutto la stuccatura e la pitturazione delle pareti.

Il motivo è presto detto: non è pensabile pitturare solo le tracce appena chiuse…si vedrebbero in modo eccessivo le zone dove sono stati fatti gli interventi. Quindi è necessario stuccare e pitturare tutte le pareti dove sono stati rifatti gli impianti…quindi praticamente tutte le pareti di casa! Se trovi dei bravi professionisti potrebbero essere in grado di stuccare solo le aree intorno alle tracce che sono state eseguite ed ottenere un risultato uniforme, comunque la pittura va rifatta dappertutto.

Quanto ti costerà questo intervento? Stuccatura e pitturazione generalmente costano tra i 12 e i 18 €/mq. I conti devi farli tu…

Non scordarti di un’altra ventualità: se hai dovuto far passare delle dorsali (i grossi tubi corrugati che partono dal quadro elettrico e vanno alle prime cassette di derivazione) sotto il solaio, dovrai realizzare dei controsoffitti in cartongesso il cui costo sarà almeno di 35 €/mq (forniti e posti in opera) più stuccatura e tinteggiatura. Anche qui non posso farti io i conti.

Per esperienza ti posso dire che il costo delle opere murarie spesso (se non quasi sempre) è superiore a quello dell’impianto elettrico stesso di almeno un 20-30%.

Insomma, a conti fatti, rifare completamente l’impianto elettrico in un appartamento medio può arrivare a costare oltre i 10.000€.

Ti aspettavi molto di meno?

7. Non deve esistere un nuovo impianto senza certificazione

rifacimento impianto elettrico: la dichiarazione di conformità

Credo che il titolo di questo capitolo dica tutto: i nuovi impianti elettrici devono essere certificati! (anche quelli per cui vuoi fare solo una manutenzione…)

E non pensare “vabbè tanto vuoi che l’elettricista non lo sappia?”

Gli elettricisti lo sanno tutti che non possono fare un impianto senza certificarlo, però in circolazione ci sono molti elettricisti che non sono abilitati a rilasciare certificazioni e sfruttando la tua ignoranza in materia (prima di leggere questo articolo 🙂 ) vanno in giro a fare impianti non certificati…

Quindi la prima cosa che devi chiarire quando contatti un elettricista per il rifacimento dell’impianto elettrico è quello che deve rilasciarti la certificazione (dichiarazione di conformità).

E non accontentarti di avere una rassicurazione a voce: scrivilo nero su bianco nel contratto che stipulerai!

Cerchiamo brevemente di capire i punti salienti legati alla dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico.

  1. E’ un documento diventato obbligatorio con la legge 46/1990 e disciplinato successivamente dalla legge 37/2008.
  2. Deve obbligatoriamente essere allegata alla richiesta di agibilità nel caso di costruzione di nuovo edificio o di ristrutturazione completa. In caso di solo rifacimento dell’impianto elettrico l’agibilità non devi richiederla (anche se ci sono interpretazioni diverse della legge sia negli uffici Comunali che tra tecnici).
  3. Inoltre è un documento indispensabile per accedere alle detrazioni di cui parleremo nel prossimo capitolo.
  4. L’impresa che rilascia la dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico deve essere iscritta nel registro delle imprese o nell’albo delle imprese artigiane e inoltre deve aver ottenuto l’abilitazione specifica.
  5. La dichiarazione di conformità ti deve essere consegnata una volta terminati i lavori di rifacimento dell’impianto elettrico e l’impresa che te la rilascia ha l’obbligo di inviarla al Comune entro 30 giorni. Poi il Comune la invierà alla Camera di Commercio che ha il compito di vigilare (ed eventualmente sanzionare) in merito.

A questa dichiarazione devono essere allegati alcuni documenti:

  • progetto schematico dell’impianto (per case/appartamenti fino a 200mq di superficie può essere uno schema semplificato e senza firma del tecnico, per superfici maggiori deve essere un progetto completo che va allegato anche alla CILA che hai protocollato ad inizio lavori)
  • l’indicazione dei materiali utilizzati
  • una copia della visura della camera di commercio dell’impresa che ha realizzato l’impianto

Vuoi vedere come è fatta una dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico? Scaricala qui.

Infine il decreto 37/2008 prevede delle sanzioni anche per il committente, cioè te, nel caso in cui affidi i lavori di realizzazione dell’impianto elettrico ad un’impresa non abilitata (e che quindi non può emettere la dichiarazione di conformità).

Faccio solo manutenzione dell'impianto...Devo certificarlo?

Abbiamo già visto sopra cosa intendiamo per manutenzione di un impianto esistente.

In questo caso la legge prevede degli obblighi per te:

  1. Tutto quello di nuovo che vai a fare deve essere certificato sulla base della normativa vigente
  2. Il resto dell'impianto deve avere la sua certificazione (dichiarazione di conformità) se realizzato dopo il 1990
  3. Se l'impianto realizzato dopo il 1990 non ha la certificazione (o non si trova più) deve essere prodotto a cura dell'elettricista o di un tecnico specializzato il Documento di Rispondenza (DiRi) che dichiara appunto la rispondenza dell'impianto alle norme
  4. Se l'impianto è stato realizzato prima del 1990 non c'è obbligo nè di dichiarazione di conformità nè di dichiarazione di rispondenza. In compenso viene considerato a norma se dotato di sezionamento e protezione contro le sovracorrenti posti all' origine dell'impianto e protezione con interruttore differenziale. In caso contrario non è a norma e devi adeguarlo.

Naturalmente il rilascio della dichirazione di rispondenza da parte del tuo elettricista per l'impianto di casa tua non è una cosa automatica (devono essere fatte le opportune verifiche sugli impianti) nè tantomeno gratuita.

Ci tengo a fare tutte queste precisazioni perchè non è raro che ci siano ristrutturazioni in cui si chiede solo "una revisione" dell'impianto elettrico.

Se la revisione non è fatta come prescrive la legge rischi di non poter ottenere l'agibilità di casa tua in quanto le amministrazioni rifiutano  di rilasciartela se non hai tutti i certificati degli impianti in regola!

PS: per gli impianti succesivi al 2008 (ultimo aggiornamento normativo) non è possibile la presentazione di una dichiarazione di rispondenza al posto della dichiarazione di conformità.

8. Puoi detrarre l’impianto elettrico?

rifacimento impianto elettrico: incentivi fiscali

Ne abbiamo accennato più volte nel corso dell’articolo e credo che ormai l’avrai capito: è possibile accedere alle detrazioni fiscali per la realizzazione di un impianto elettrico.

Come sai in Italia, relativamente ai lavori edili di ristrutturazione, esistono sostanzialmente due tipi di detrazioni fiscali a cui puoi accedere:

  1. Detrazioni del 50% per le ristrutturazioni edilizie
  2. Detrazioni del 65% per l’efficientamento energetico

Il rifacimento dell’impianto elettrico rientra nella prima tipologia, quindi tra le detrazioni per le ristrutturazioni edilizie. Puoi detrarre il 50% di tutte le opere che farai eseguire per sostituire il tuo impianto elettrico.

Le linee guida dell’Agenzia delle Entrate chiariscono come tra gli interventi che possono accedere a questa tipologia di detrazione vi sono quelli di Manutenzione Straordinaria (e abbiamo visto nel capitolo 5 di questo articolo come il rifacimento dell’impianto elettrico sia considerato manutenzione straordinaria) e “le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 – ex legge 46/90 (impianti elettrici)”, quindi direi che ci siamo.

Inoltre le stesse linee guida sanciscono come tu possa inserire in detrazione anche le spese tecniche, quindi il progettista che ha seguito tutte le pratiche.

Devi anche prestare particolare attenzione a come fare richiesta di queste detrazioni fiscali:

  • Da un lato il commercialista deve inserire i dati corretti nella dichiarazione dei redditi (tra cui gli estremi dell’immobile ad esempio)
  • Tu devi pagare tutte le opere con i bonifici specifici per le detrazioni fiscali
  • Devi avere sempre a portata di mano le ricevute di pagamento delle imposte comunali
  • Devi avere tutte le abilitazioni necessarie (nel tuo caso come minimo CILA e Dichiarazione di Conformità dell’impianto)
  • Nel caso in cui sia richiesto devi avere copia di notifica preliminare all’ASL (da fare prima dell’inizio dei lavori) (obbligatoria nel caso in cantiere siano presenti almeno 2 imprese come abbiamo visto al capitolo 5)

Naturalmente deve essere tutto fatturato a nome di chi usufruisce delle detrazioni fiscali.

Se non hai tutti questi documenti in regola rischi che le detrazioni ti vengano tolte…

RIFACIMENTO IMPIANTO ELETTRICO: TUTTO CHIARO?

rifacimento impianto elettrico: domande

Il tema che abbiamo affrontato in questo articolo è come sempre complesso e articolato. Non era possibile fare una trattazione completa (l’argomento è veramente vasta) ma ho cercato di condensare le cose che devi assolutamente conoscere per rifare nel modo corretto il tuo impianto elettrico.

In fondo conoscere nel dettaglio le norme tecniche, come si eseguono connessioni,potenze, etc…ma veramente credi che ti possa essere utile? Chiamerai un elettricista che saprà tutto per te.

Anche la questione di come e dove si posizionano prese e interruttori è un aspetto che approfondirai o con il tuo tecnico oppure direttamente con l’elettricista. Questo è senza dubbio un aspetto importante e che per alcuni ambienti in particolare (cucina e bagni) richiede di rispettare precise posizioni e distanze imposte per legge.

Però a conti fatti le cose che ti interessa sapere quando decidi di rifare l’impianto elettrico sono:

  • il processo corretto da seguire (leggi burocrazia…)
  • a chi ti devi rivolgere
  • quanto potresti spendere

E negli otto punti che abbiamo visto in questo articolo ho cercato di specificare proprio questi aspetti. Il resto sono aspetti che puoi tranquillamente delegare.

Naturalmente se hai ancora dubbi in merito a tutti gli aspetti affrontati qui puoi utilizzare lo spazio dei commenti qui sotto per avere chiarimenti.

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