pavimento in legno

Pavimento in legno: la grande guida. La scelta, la posa, i problemi.

Una casa con un pavimento in legno ha sempre un fascino particolare.

Ormai installare il parquet in casa sta diventando una scelta sempre più diffusa, anche per merito delle nuove tecniche produttive che hanno abbattuto notevolmente i costi.

Come per ogni cosa che ruota attorno ad una ristrutturazione il pericolo però è sempre in agguato: se non sei preparato adeguatamente e non ti fai seguire da chi è più esperto di te potresti prendere delle decisioni che non ti porteranno ad avere il risultato che sogni.

Proprio per aiutarti a non commettere errori ho scritto questa guida in cui troverai tutto quello che ti serve.

Nelle prossime righe affronteremo essenzialmente tre aspetti:

  1. Le tipologie di pavimento in legno che puoi reperire sul mercato
  2. Le tipologie di posa in opera che possono essere effettuate
  3. Le problematiche che possono scaturire da una scelta errata o da una posa in opera non a regola d’arte

Non mi stanco mai di sottolineare che ristrutturazionepratica non è un sito di fai-da-te, quindi non ti dirò come dovrai posare il tuo pavimento in legno: è un lavoro per professionisti, quindi lasciamo che siano loro a svolgerlo nel miglior modo possibile. Quello che tu devi fare è capire le caratteristiche e le problematiche connesse ad un pavimento in legno.

LE TIPOLOGIE DI PAVIMENTO IN LEGNO

Per affrontare nel dettaglio tutte le tipologie di pavimento in legno esistenti sarebbe necessario un manuale. La scelta è talmente vasta che probabilmente non esiste persona sulla terra che le conosca tutte.

Non ho la pretesa di scrivere un’enciclopedia del pavimento in legno, piuttosto voglio spiegarti quali sono le tre macrocategorie in cui si suddividono i pavimenti in legno (o spacciati per tali) tra cui ti troverai a dover scegliere, e spiegartene i vantaggi e i difetti, in modo che tu possa fare una scelta consapevole.

La struttura del pavimento in legno

Esistono tre tipologie di pavimento in legno:

  1. Pavimento in Legno Massello
  2. Pavimento in Legno Prefinito
  3. Pavimento in Laminato

Ognuna di queste tipologie ha delle caratteristiche particolari che lo rendono più o meno adatto all’utilizzo per la pavimentazione di casa tua.

Tipologia 1: il pavimento in legno massello

pavimento in legno masselloIn un pavimento in legno massello ogni singolo listello è composto da un unico blocco di legno per tutto il suo spessore.

E’ chiamato anche “pavimento in legno tradizionale” perchè fino a pochi decenni fa è stato l’unico tipo di pavimento in legno utilizzato.

E’ anche sicuramente il più pregiato ed ha una caratteristica importantissima: può essere levigato infinite volte mantenendo le sue caratteristiche estetiche inalterate.

Le assi di legno massello hanno uno spessore che va dai 10 millimetri fino ai 22 millimetri (da 1 cm a 2,2 cm). Può essere realizzato in tutte le essenze di legno anche se chiaramente alcune sono più adatte di altre allo scopo.

Solitamente si evita di usare essenze lignee “morbide” in quanto si deformano e rovinano facilmente (come ad esempio l’abete).

Il più utilizzato è sicuramente il rovere con le sue infinite varianti e finiture.

Se da un lato il massello è il re del pavimento in legno questa tipologia ha anche dei difetti:

  • Richiede dei tempi di posa abbastanza lunghi: infatti le tavole che giungono in cantiere una volta posate devono essere levigate e rifinite, allungando molto i tempi per la posa in opera di questo pavimento in legno;
  • La posa in opera è più costosa proprio per i tempi più lunghi;
  • Deve essere accuratamente essiccato: essendo ogni elemento formato da un unico pezzo le caratteristiche del legno vengono mantute totalmente . Infatti stiamo parlando di una fibra naturale che reagisce all’umidità, quindi se non viene preventivamente essiccato in modo prefetto rischia di muoversi dopo la posa;
  • Non è (sempre) adatto per i riscaldamenti a pavimento e per gli ambienti umidi (cucina e bagni): il motivo è lo stesso, l’umidità. In particolare il bagno può raggiungere fino al 70% di umidità, un valore spesso molto superiore a quello che un pavimento in legno massello riesce a sopportare senza “muoversi”. Si può naturalmente sopperire scegliendo legni opportunamente essiccati e in essenze “dure” (come ad esempio iroko o teak).

Una nota prima di chiudere questo paragrafo: ti ho detto che il pavimento in legno massello deve essere levigato e rifinito una volta posato in opera. In realtà ci sono in commercio anche parquet in massello prefiniti, cioè già levigati e verniciati. Il problema di questa soluzione è proprio il fatto che il legno è massello. In un ambiente nuovo sicuramente le fibre del legno si adatteranno alle caratteristiche di umidità muovendosi in qualche modo. Ciò porterà i listelli a deformarsi (anche di poco), ma quanto basta per non essere più perfettamente complanari. Così la praticità di avere un massello prefinito viene persa con i movimenti naturali del legno.

Tipologia 2: il pavimento prefinito

pavimento in legno prefinitoSe col pavimento in legno massello abbiamo parlato del re, col pavimento in legno prefinito stiamo parlando della star dei pavimenti in legno.

Infatti da alcuni decenni il parquet prefinito ha monopolizzato il mercato arrivando a quote dell’80%.

“Ma mi hai appena detto che il prefinito non va bene! come fa ora ad essere il più venduto?”

Hai ragione. In effetti dobbiamo caprici bene sui termini che usiamo: prima ti ho parlato di pavimento in legno massello prefinito, ora ti parlo di pavmento in legno multistrato prefinito.

Viene comunemente chiamato solamente parquet prefinito perchè il massello prefinito non è diffuso ed è commercialmente più semplice da far comprendere. Quindi quando parliamo di prefinito stiamo parlando di multistrato prefinito.

Ma perchè questo pavimento ha conquistato una fetta così grande di mercato?

Il motivo è semplice: riesce a coniugare tutta la qualità estetica di un pavimento in legno massello con prestazioni tecniche superiori e un costo competitivo.

Detta così la scelta sembra semplice vero? Cerchiamo però di capirne di più.

Il pavimento in legno multistrato è formato da più strati di legno incollati tra di loro. Generalmente gli strati di legno sono incollati in modo tale che due strati successivi abbiano tra di loro le fibre disposte in modo perpendicolare.

Questa soluzione ha un enorme vantaggio tecnico per quanto riguarda la stabilità alle variazioni di umidità: infatti se nel legno massello le forze dovute alla reazione delle fibre agli sbalzi di umidità si propagavano per tutto lo spessore del listello portando a deformazioni dello stesso, in questo caso tali forze si interrompono nello strato (molto più sottile) dove si generano e sono addirittura controbilanciate dallo strato superiore che ha le fibre disposte perpendicolarmente. Ciò ha come risultato l’annullamento quasi totale delle forze che si innescano a causa dell’umidità.

Questa caratteristica ha portato anche ad un’altra importante possibilità: quella di realizzare tavole di dimensioni maggiori (i listoni tanto pubblicizzati al giorno d’oggi). Non essendoci forze significative a deformare le tavole di legno perchè non farle più grandi?

Lo spessore del pavimento in legno prefinito è solitamente di 14 millimetri (1,4 cm) e può essere composto da due o da tre strati.

Ormai si va diffondendo sempre di più la soluzione a tre strati di cui i primi due sono di legni di qualità più bassa, mentre l’ultimo strato, quello nobile, è dell’essenza che abbiamo scelto per il nostro pavimento. Solitamente questo strato è di circa 4 millimetri.

I due strati meno nobili possono essere di varie tipologie di legno e proprio la loro qualità determina in gran parte il costo finale del singolo elemento.

L’essenza più diffusa per gli strati di supporto è l’abete (o il pioppo) ma quella che da un risultato migliore in fatto di stabilità è sicuramente la betulla. Quindi nel momento in cui vai a scegliere il tuo pavimento in legno e confronti vari prezzi cerca di informarti anche sugli strati meno nobili.

(ps: esistono anche le tavole “economiche” in cui gli strati di base sono in frassino o pino, legni morbidi. Ma ti consiglio di evitarli)

I pro di un pavimento in legno prefinito multistrato sono:

  • Rapidità di montaggio: bastano pochi giorni ed è immediatamente praticabile.
  • Esteticamente identico ad un pavimento in legno massello
  • Più economico (soprattutto in fase di montaggio) di un pavimento in legno massello
  • Adatto alla posa su riscaldamento a pavimento, cucine e bagni

L’unico aspetto negativo è la durata del pavimento che, secondo le esperienze avuti da quando è stato inventato, non può mai superare i 60 anni ma potrebbe anche ridursi a soli 30 anni. Il motivo è dato proprio dallo spessore sottile dello strato nobile che non consente di effettuare tante levigature. Infatti una levigatura può togliere fino ad 1 millimetro di spessore, quindi oltre la terza levigatura non è possibile andare. Mediamente si deve effettuare una levigatura ogni 15/20 anni.

Tipologia 3: il pavimento laminato

pavimento in legno laminatoInserisco questa tipologia per dovere di cronaca. Il fatto è che non possiamo considerarlo un pavimento in legno.

Infatti i pavimenti in laminato imitano il pavimento in legno ma in realtà le venature e i colori del legno sono semplicemente stampati.

Non credo ti interessi entrare nel tecnico però voglio farti capire come sono fatti i listoni in laminato:

il cuore del listone è realizzato in fibre di legno impastate e incollate attraverso delle resine. Generalmente per le pavimentazioni viene usato un impasto chiamato HDF (high density fiberboard).

Su questo supporto molto stabile viene fissato il pannello laminato: è un pannellino a base plastica di spessore inferiore ad 1 millimetro su cui è stata stampata l’essenza di legno che hai scelto.

Mi rendo conto che una stampa non è la stessa cosa del materiale reale, però da alcuni anni a questa parte vengono prodotte delle stampanti in grado di riprodurre il legno (ma in realtà tutti  materiali) con una qualità altissima, ad occhio quasi indistinguibile rispetto all’essenza originale.

Sopra questa stampa viene posata una pellicola protettiva trasparente (detta comunemente overlay) che preserva il listone da eventuali danni. In realtà questa pellicola è molto resistente e preserva realmente il pavimento dalla possibilità di danni rendendo questa superficie adatta anche per traffico intenso come quello di uffici o locali commerciali.

L’ultimo strato di cui è composto un listone laminato si trova sotto a tutto ed è quello che va direttamente a contatto con la superficie su cui verrà posato il pavimento: questo strato viene chiamato controbilanciatura ed è generalmente realizzato in carta resinata. Questo strato ha una funziona essenziale: quella di prevenire l’imbarcamento del listone a causa dell’umidità. Infatti lo strato centrale in HDF è pur sempre formato da fibre di legno, quindi molto sensibile all’umidità. Nella parte superiore è protetto e stabilizzato dal laminato ma si rende indispensabile la medesima protezione anche nel lato inferiore.

Tutti questi strati vengono uniti con due processi distinti che determinano anche in gran parte la qualità e il prezzo finale del singolo listone. Entrambi i processi avvengono per pressione ma uno sfrutta anche le alte temperature (HPL – high pressure laminate) e che da i risultati di qualità maggiore, il secondo invece sfrutta solo la pressione (DPL – direct pressure laminate).

Lo spessore di un listone in laminato varia dai 7 millimetri fino a 12 millimetri (1,2 centimetri).

A seconda della tecnica realizzativa utilizzata e dei materiali applicati questo tipo di listone può arrivare a sopportare tranquillamente un utilizzo intenso senza graffiarsi e senza muoversi minimamente, anche per molti anni. Alcune aziende produttrici utilizzano per lo strato di finitura superficiale (overlay) pellicole realizzate con il corindone, il minerale più duro al mondo dopo il diamante. Per questo motivo spesso sono consigliati in locali commerciali e in uffici dove un listone in legno tradizionale si rovinerebbe molto più rapidamente.

Naturalmente a seconda della qualità varia anche in modo considerevole il costo: i prodotti base possono costare anche 5 €/mq. Li trovi nei negozi di bricolage, ma non devi assolutamente aspettarti pestazioni tecniche ed estetiche di gran livello e durature. Per essere chiari: installando laminati economici non aspettarti una durata che superi una decina di anni.

Per cominciare ad avere dei risultati degni di nota devi orientarti sugli spessori maggiori (almeno 1 centimetro) e su qualità maggiore. Naturalmente anche i prezzi salgono di pari passo, per arrivare (e superare a volte) il costo di un normale pavimento in legno prefinito. A questo punto devi domandarti: ne vale la pena?

Riassumendo: i pro dei pavimenti in laminato sono:

  • Prezzo contenuto
  • Stabilità e resistenza
  • Durata (a seconda della qualità scelta)

I contro invece:

  • Risultato estetico finale
  • Durata (a seconda della qualità scelta)

Il consiglio che mi sento di darti è quello di prediligere, se ti è possibile, un pavimento in legno vero che comunque dona sempre un’atmosfera più naturale.

La qualità della venatura

Come per una piastrella esiste la prima scelta e la seconda scelta anche per i pavimenti in legno esistono queste distinzioni.

Qui in realtà stiamo parlando di una classificazione basata sulla venatura della tavola.

Immagino che il concetto di venatura del legno ti sia abbastanza chiaro: la venatura è l’insieme di quelle linee parallele o circolari che caratterizzano l’aspetto di questo materiale e che non sono altro che i condotti con cui le sostanze nutritive vengono trasportate lungo tutto l’albero. Le venature degli alberi possono essere assimilate alle nostre vene.

Naturalmente quello che vedremo nelle prossime righe è un ragionamento generale e proprio perchè il legno è un materiale naturale e che varia notevolmente da essenza ad essenza non bisogna essere troppo rigidi nell’interpretarlo.

Esiste una classificazione europea della qualità di un pavimento in legno in base alla venatura che prevede tre tipologie associate a dei simboli grafici:

  • Il pallino in cui i listoni hanno fibre ordinate (parallele) in vista
  • Il triangolo dove sono presenti quelle che vengono chiamate fiammature o fibre mosse
  • Il quadrato dove oltre alle fibre mosse sono presenti anche i cosiddetti nodi

Questa classificazione ha un valore sicuramente estetico ma ci può dare informazioni anche sulla qualità del listone: infatti un listone classificato pallino, proprio per la sua disposizione regolare delle fibre, è tendenzialmente più stabile di un listone classificato triangolo. Questo a maggior ragione per le tavole in massello (mentre non ha nessun valore per i laminati).

Se il legno ha subito un buon processo di essiccazione questo comunque non rappresenta un problema e quindi si riduce realmente ad un aspetto meramente estetico.

Esiste anche un altro tipo di classificazione, basata su come vengono comunemente chiamate le qualità di legno, che comunque può essere facilmente rapportato alla classificazione europea:

  • Rigatino (pallino di alta qualità)
  • Prima Scelta (pallino)
  • Seconda Scelta (triangolo)
  • Nodino (quadrato)

Nelle prossime righe faremo riferimento a questa classificazione perchè è quella maggiormente utilizzata

 

pavimento in legno rigatinoIl Rigatino

Questa qualità è caratterizzata dalla disposizione delle vene tutte parallele tra di loro e a distanza ridotta. E’ considerato l’essenza maggiormente pregiata e viene anche chiamata “millerighe”.

 

pavimento in legno prima sceltaPrima Scelta

La prima scelta è molto simile al rigatino: la maggior parte dei listoni o listelli hanno le fibre parallele e c’è qualche elemento fiammato.

 

 

pavimento in legno seconda sceltaSeconda Scelta

In questo caso la percentuale di assi fiammate aumenta notevolmente. Cominciano a comparire anche alcuni nodi, sebbene in bassa quantità.

 

 

pavimento in legno nodinoNodino

Caratterizzato dalla presenza di moltissime tavole fiammate e con una buona quantità di tavole in cui si vedono i nodi.

 

 

Naturalmente la scelta finale dipende dai gusti personali, però raramente consiglio il rigatino o la prima scelta perchè nella maggior parte dei casi da una sensazione di finto (sebbene non lo sia affatto!).

Le dimensioni

L’ultima distinzione che devi fare quando scegli il tuo parquet è legato alla dimensione del singolo elemento.

Le dimensioni sono standardizzate e alcune sono strettamente legate agli schemi di posa di cui parleremo  nel prossimo paragrafo.

Ti faccio solo un elenco molto stringato:

pavimento in legno lamparquetLamparquet (o listello) – lunghezza tra i 20 e i 35 centimetri e larghezza tra i 5 e i 6 centimetri

 

 

 

pavimento in legno listoncino

Listoncino – lunghezza tra i 30 e i 50 centimetri e larghezza tra i 6 e gli 8 centimetri

 

 

 

pavimento in legno listoneListone – lunghezza tra i 50 centimetri e 1 metro e larghezza tra i 7 e i 10 centimetri

 

 

 

pavimento in legno maxiplanciaMaxiplancia (o maxilistone) – lunghezza tra 80 centimetri e 2,5 metri e larghezza tra i 10 e i 20 centimetri

 

 

 

Queste sono le misure standard ed indicative, naturalmente ogni produttore ha le sue varianti.

Per la scelta della dimensione più adatta al tuo caso, olte al tipo di schema di posa che sceglierai, devi anche fare una riflessione attenta sulla dimensione degli ambienti in cui andrai ad inserire il pavimento in legno: ad esempio in un ambiente troppo piccolo un maxilistone potrebbe non essere adatto e quindi potresti optare per un listone o forse meglio per un listoncino.

Comunque molto dipende anche dai gusti estetici personali, per questo ti consiglio, se possibile, di farti dare qualche campione di legno per provare a posarlo nelle stanze di casa tua.

LE TIPOLOGIE DI POSA DEL PAVIMENTO IN LEGNO

Perchè dovrebbe interessarti qualcosa della tipologia di posa del tuo nuovo pavimento in legno? In fondo non sarai mica tu a doverlo fare! (a meno che non ti fidi di quelle pubblicità in cui fanno sembrare qualsiasi intervento edilizio una cosa banale).

Anche la posa che può sembrare più semplice richiede esperienza in modo da evitare futuri problemi, quindi devi affidarti a dei professionisti, sia che tu stia ristrutturando tutta la tua casa sia che tu stia semplicemente cambiando il pavimento.

La posa di un pavimento in legno riguarda tre aspetti:

  • La tecnologia con cui viene posato il pavimento in legno
  • Lo schema di posa per il tuo pavimento
  • Il trattamento finale

Se i primi due punti sono validi per tutte le tipologie di pavimento che abbiamo visto nel paragrafo precedente, la terza vale solo per i pavimenti in legno massello non prefiniti, quelli cioè che dopo essere stati posati devono venire anche levigati e trattati.

Le tecniche di posa del pavimento in legno

Il pavimento in legno appartiene da sempre alla tradizione, quindi l’uomo ha una profonda esperienza nell’utilizzo di questo materiale all’interno degli edifici.

Però negli ultimi decenni le tecnologie costruittive sono mutate in modo sostanziale e di conseguenza hanno dovuto farlo anche le modalità di posa.

Quelle attualmente più utilizzate sono tre, anche se vedremo come una in realtà sia ormai quasi completamente in disuso:

  • Posa tramite incollaggio
  • Posa flottante
  • Posa con chiodatura

Andiamo ad approfondire rapidamente modaltà, pregi e difetti di tutte queste tecniche di posa. Tutto quello che diremo è generico e ogni casa ha condizioni particolari dei piani di posa e ambientali, quindi devi sempre richiedere la consulenza di un tecnico per scegliere il miglior metodo di posa.

Posa tramite incollaggio

pavimento in legno incollatoQuesta soluzione è adatta a pavimenti in legno massello e prefiniti, mentre non è sempre adatta per i pavimenti in laminato (in alcuni casi la posa a colla fa addirittura perdere la garanzia).

La posa a colla può essere realizzata sia su un massetto di sottofondo (situazione in cui ti verrai a trovare quasi sicuramente se decidi di ristrutturare tutta la casa) sia sulla pavimentazione preesistente.

Il piano su cui vai a incollare il pavimento deve essere perfettamente piano e non avere irregolarità o avvallamenti.

Ricordati che il legno è una fibra e quindi ragisce alle variazioni ambientali muovendosi. Le forze che scaturiscono possono essere molto forti portando le assi a muoversi, quindi per evitare problemi futuri è importante che il fondo su cui viene incollato il pavimento sia molto stabile.

Nel caso di posa su massetto è importante che questo massetto non sia di tipo autolivellante perchè troppo sottile, preferibilmente non dovrebbe essere nemmeno di quelli alleggeriti perchè sono meno resistenti e non adatti ad un pavimento in legno. La soluzione migliore è un massetto classico di circa 4 centimetri con una rete di ferro annegata all’interno che ha lo scopo di distribuire meglio carichi e forze e impedire movimenti e deformazioni del massetto stesso.

(lo so che probabilmente ti ho dato informazioni tecniche che non ti interessano, però ti saranno estremamente utili sia in fase di verifica del progetto del tuo tecnico sia in fase di esecuzione)

Nel caso di posa su pavimento esistente devi verificare che sia perfettamente stabile, cioè non ci siano piastrelle che si muovono, altrimenti i movimenti del legno farebbero saltare tutto in pochissimo tempo. In questo secondo caso (piastrelle che si nuovono) devi togliere queste piastelle e riempire i buchi in modo da livellare oppure fissare nuovamente le piastrelle al sottofondo. In questa fase potrai anche verificare la consistenza del massetto di sottofondo esistente: i massetti molto vecchi erano fatti con tanta sabbia e poco cemento e tendono a sfarinarsi, in questo caso forse la soluzione migliore per non avere problemi in futuro è togliere tutto e rifare il massetto.

Spendiamo due parole sulla colla: non dovrai essere tu a sceglierla ma il tuo prchettista. Però deve essere quella giusta per la tua situazione! In generale viene utilizzata una colla chiamata bicomponente sui massetti e una colla monocomponente sui pavimenti esistenti.

I vantaggi di una posa tramite incollaggio:

  • Pavimento molto stabile
  • Ideale per pavimento in legno massello
  • Qualità generale superiore
  • Adatto a tutte le dimensioni delle tavole e a tutti gli schemi di posa

Gli svantaggi:

  • Non puoi recuperare il legno in caso di cambio di casa
  • Il piano di posa deve essere perfetto
  • Più costosa
  • Richiede più tempo per darti il pavimento fruibile

Un’ultima nota sulla posa ad incollaggio su pavimenti radianti (il riscaldamento a pavimento): il massetto deve essere fatto con ancora più cura e prima di posare il pavimento deve essere seguito un protocollo di accensione e spegnimento dell’impianto per stabilizzarlo. Inoltre, siccome il legno è un materiale molto isolante, è preferibile usare tavole con spessori ridotti.

Posa flottante

pavimento in legno flottanteIl pavimento flottante è semplicemente un pavimento che viene solo appoggiato sul fondo esistente e non incollato.

Detta così da un lato pare molto semplice e dall’altro può venire il dubbio che il pavimento possa non essere stabile. Non è vero niente di tutto ciò.

In realtà la posa flottante non significa semplicemente appoggiare il pavimento a terra ma richiede delle precauzioni.

La prima indispensabile operazione da fare è posare un tappetino isolante, solitamente fogli di polietilene dello spessore di circa 2 millimetri. Questo strato serve a prevenire l’eventuale risalita di umidità e ad isolare dai rumori. Vengono chiamati infatti anche “membrane antitacco” in quanto prevengono sia la diffusione dei rumori da camminamento verso i locali inferiori (essenziale se si abita in condominio) e anche all’interno dell’ambiente.

Sopra questa membrana può essere posata la pavimentazione che potrà essere di tipo prefinito o laminato. Non è adatto a pavimenti in massello grezzo (cioè da levigare e rifinire).

Le tavole non potranno essere di dimensioni ridotte perchè non verrebbe garantita la stabilità proprio a causa delle dimensioni, quindi scordati il lamparquet e il listoncino.

Inoltre, ma è assolutamente la prassi per il prefinito e il laminato, le tavole devono essere o ad incastro o con sistema maschio/femmina. In questo secondo caso il pavimento verrà posato usando un po’di colla nelle ali per garantire la stabilità della pavimentazione.

Infine devi sapere che, in caso tu abbia ambienti molti grandi, è necessario inserire dei giunti di dilatazione: generalmente questi giunti vanno inseriti ogni 12 metri lungo un lato e ogni 8 lungo l’altro. Non sono altro che degli spazi maggiori tra due listoni che vengono coperti con un profilo dello stesso colore del parquet (ma a rilievo).

Sebbene venga dipinto come un sistema per posare i pavimenti molto semplice da mettere in pratica, quindi adatto anche al fai-da-te, il consiglio che ti do è quello di affidarti sempre a dei professionisti perchè non è così facile come sembra.

I vantaggi di questa posa:

  • Molto rapida
  • Puoi recuperare il pavimento in caso tu cambi casa
  • Economica

Gli svantaggi:

  • Meno stabile
  • Presenza di giunti di dilatazione
  • Non adatto ad ambienti umidi (bagno)
  • Solo listelli di dimensioni grandi

Posa con chiodatura

pavimento in legno inchiodatoQuesto sistema di posa è quello ormai meno frequente sebbene in passato sia stato l’unico sistema per realizzare dei pavimenti in legno.

In pratica le tavole di legno vengono inchiodate una per una sul sottofondo.

Siccome non è possibile inchiodare delle tavole su materiali duri come il cemento (massetti) o il gres porcellanato/ceramica (piastrelle), l’unica soluzione valida è quella di inchiodare le liste del pavimento su altro legno.

La tecnica maggiormente utilizzata per posare un pavimento in legno tramite chiodatura è quella di fissare al sottofondo dei piccoli travetti ad una distanza regolare che generalmente varia tra i 15 cm e i 35 cm (vengono solitamente chiamati magatelli) e inchiodare su questi il tuo pavimento.

I magatelli sono in legno meno nobile rispetto a quello della pavimentazione e vengono avvitati al pavimento sottostante tramite dei classici fischer. Possono essere montati anche su pavimentazione esistente, però generalmente è consigliato, per questioni di spessore complessivo e costi, utilizzare tale tecnica direttamente sui sottofondi grezzi. E’ importante che tali sottofondi siano perfettamente piani, nel caso ci fossero dei dislivelli dovranno essere posizionati dei rialzi sotto i magatelli in modo da renderli complanari.

Questo tipo di posa, come te l’ho appena descritta, conferisce una caratteristica particolare al pavimento in legno, infatti essendoci dello spazio vuoto sotto il pavimento questo funge da cassa armonica, amplificando il rumore dei passi e creando un caratteristico scricchiolio. Per ovviare a questo inconveniente è possibile riempire lo spazio tra i magatelli con un massetto in cemento o con un isolante resistente all’umidità come l’argilla espansa.

Per non vedere i chiodi sulla faccia superiore delle tavole che compongono il pavimento in legno la chiodatura viene generalmente realizzata disponendoli a 45° sulla faccia laterale di ogni singola lista. In ogni caso è conisgliabile utilizzare tavole con incastri o agganci maschio/femmina per limitare il numero dei chiodi utilizzati.

Esiste un metodo alternativo di posa dei pavimenti in legno tramite chiodatura, adatto principalmente alla posa su pavimenti esistenti: è infatti possibile incollare sulla pavimentazione perfettamente piana dei pannelli di tipo OSB, cioè dei pannelli economici ricavati da scaglie di legno incollate tra loro, e successivamente inchiodare su questi pannelli il tuo pavimento in legno. Questo metodo di posa consente anche di utilizzare tutti gli schemi di posa che vedremo a breve.

I vantaggi della posa tramite chiodatura:

  • La posa avviene legno su legno
  • Ideale nel caso di problemi di peso complessivo (si può evitare il massetto cementizio)

Svantaggi:

  • Cassa di risonanza e cigolii
  • Più costosa rispetto alle altre tipologie

Questa tipologia di posa viene effettuata preferibilmente con legno massello, anche prefinito, utilizzando liste abbastanza spesse, solitamente oltre i 2 centimetri, per consentire al chiodo di avere spessore a sufficienza da tenere fermo.

Naturalmente non è assolutamente adatto a pavimenti in laminato.

Gli schemi di posa

Riuscire a darti una panoramica completa degli schemi di posa per un pavimento in legno è un’impresa titanica: nel corso dei secoli ogni zona del mondo ha sviluppato più schemi di posa tipici. Inoltre il legno si presta a composizioni particolari e completamente personalizzate.

Quindi in queste righe ti voglio dare solo una panoramica sugli schemi di posa più comuni.

Possiamo suddividerli in cinque tipi-base:

  1. Cassero Irregolare (o posa a correre)
  2. Cassero Regolare
  3. Spina di Pesce
  4. Spina Ungherese
  5. Quadri (o mosaico)

Vediamoli sinteticamente tutti quanti.

Posa a Cassero Irregolare (o posa a correre)

pavimento in legno a cassero irregolare Questo è senza dubbio il sistema di posa più diffuso e prevede di posare tutti gli elementi parallelamente tra loro ma con una sfalsatura tra le giunzioni di testa delle singole liste. Tale sfalsatura non è predefinita è solitamente è determinata dalla lunghezza dell’ultimo listello di una fila che viene posato contro il muro.

La soluzione classica prevede di posarli parallelamente o perpendicolarmente alla porta di ingresso alla stanza. Questo tipo di posa si sposa perfettamente con locali regolari e le cui pareti sono perfettamente perpendicolari tra di loro.

Nel caso in cui questa perpendicolarità non ci sia o in cui la forma della stanza non sia rettangolare (o quadrata) spesso si opta per una disposizione inclinata di 45° o 60° rispetto alle pareti, proprio con lo scopo di non evidenziare tale irregolarità.

Posa a Cassero Regolare

pavimento in legno posa a cassero regolareSi tratta di una variante del precedente schema di posa. La differenza sta semplicemente nel fatto che le giunzioni di testa delle singole liste vengono posizionate esattamente a metà rispetto alla lista della fila precedente.

Hai presente un muro di mattoni? Lo schema di posa a cassero regolare riprende esattamente gli stessi principi.

Per poter posare il pavimento in legno con questo schema è indispensabile che tutti gli elementi abbiano la stessa identica lunghezza.

Anche in questo caso si può optare per una disposizione diagonale.

Entrambi gli schemi di posa che abbiamo visto finora si adattano perfettamente a tutte le modalità di posa in opera di cui abbiamo parlato poco sopra e a tutte le dimensioni.

Posa a spina di pesce

pavimento in legno a spina di pesceIn questo caso gli elementi vengono disposti perpendicolarmente tra di loro in modo tale che la testa di un listello batta nell’angolo del lato lungo del precedente. A partire da questi due primi elementi vengono create delle file parallele di listelli.

La posa può essere anche in questo caso parallela alla porta (o ai muri) oppure in diagonale.

Solitamente per questo tipo di posa vengono usati i listelli o il lamparquet (i formati più piccoli) perchè più pratici da montare, però è possibile usarla anche con formati più grandi.

Per quanto riguarda la tecnica di posa quella migliore è sicuramente a colla, mentre è assolutamente da sconsigliare il flottante in questo caso (credo che non ci sia nessun posatore professionista che lo faccia). Se invece propendi per la posa chiodata devi scegliere la variante con un sottofondo in pannelli OSB in quanto i chiodi non saranno fissati in file parallele, quindi è incompatibile con i magatelli.

Posa a spina ungherese

pavimento in legno a spina unghereseLa spina ungherese concettualmente è molto simile alla posa a spina di pesce ma fornisce un risultato estetico completamente diverso.

Infatti gli elementi sono sempre posizionati perpendicolarmente tra di loro ma viene effettuato un taglio di 45° sulle teste per fare in modo di far combaciare testa-testa.

In realtà questa soluzione si può sviluppare con una variante, infatti le teste degli elementi possono anche essere tagliate a 60° formando così un angolo acuto tra due liste successive e non perpendicolare.

Tra tutti gli schemi di posa che abbiamo visto finora questo è probabilmente il più elegante ma risulta di difficile abbinamento in un ambiente moderno quindi non è molto diffuso.

Valgono tutte le osservazioni già fatte per la spina di pesce in merito a tipologia di posa e dimensioni.

Posa a Quadri (o mosaico)

pavimento in legno posa a quadriQuesta posa è caratterizzata dalla formazione di sorta di piastrelle quadrate date dall’affiancamento di più listelli. Queste piastrelle vengono poi posizionate perpendicolarmente le une alle altre andando così a formare un disegno simile a quello della posa di una pavimentazione in gres, sebbene arricchita dal materiale utilizzato che è il legno.

Possono essere posati parallelamente ai muri o in diagonale con gli stessi accorgimenti già visti per le pose a correre. I formati utlizzati sono quasi unicamente quelli piccoli, quasi sempre i lamparquet.

Per la tecnologia di posa da usare va assolutamente esclusa la posa flottante mentre l’incollaggio e la chiodatura sono adatti, mantenendo le medesime accortezze già descritte per la spina in caso di chiodatura.

Come ti ho già detto questa non pretende di essere una disamina completa delle possibilità di posa dei parquet, a questa pagina del produttore Gazzotti puoi vedere una più ampia varietà di schemi di posa: Gazzotti – schemi di posa.

Il trattamento del pavimento in legno

Chiariamo subito un punto: un pavimento prefinito o un laminato (che come abbiamo già detto non è legno) non richiede alcun tipo di trattamento. Vengono semplicemente posati e puoi camminarci sopra già dal giorno dopo.

Quando parliamo di trattamento per il pavimento in legno ci riferiamo sempre a pavimenti in legno massello grezzi o al massimo a interventi di manutenzione da eseguire su pavimenti prefiniti dopo molti anni di utilizzo.

Tu del trattamento che deve essere fatto sul tuo pavimento in legno massello appena posato vedrai solo l’ultimo passaggio, quello che da l’aspetto finale. E proprio su questa fase ci concentreremo in questo articolo.

In ogni caso è giusto menzionare anche le due essenziali fasi precedenti:

  • la levigatura
  • la sigillatura

La levigatura su un pavimento in legno nuovo serve per pareggiare tutte le assi mentre su un pavimento vecchio serve principalmente per togliere lo strato di vernice preesistente. Avviene solitamente in tre passaggi con mezzi meccanici.

La sigillatura è particolarmente importante soprattutto se il parquet viene installato in ambienti umidi: infatti vengono chiusi tutti i pori e le fughe per fare in modo che acqua e liquidi vari non penetrino nel legno compromettendone la qualità.

Veniamo a quello che ci interessa qui: la finitura superficiale.

Le tecniche sono tantissime ma ci concentreremo su quelle maggiormente diffuse che si possono ridurre a tre:

  1. Finitura a Vernice
  2. Finitura a Olio
  3. Finitura a Cera

In realtà la finitura a cera ormai non è più molto diffusa, comunque ci dedicheremo qualche riga per capire se può essere adatta al tuo caso.

Finitura a Vernice

pavimento in legno finitura verniceSicuramente è la finitura più diffusa per i pavimenti in legno. Non ci dilunghiamo sulle tecniche di posa e su quanti passaggi siano necessari. Vorrei chiarirti i pro e i contro di questa e delle altre tecniche, prima però due note importanti.

Esistono due tipi di vernici: a solvente e ad acqua. La prima si è dimostrata essere nociva per l’uomo e la seconda no. Quale credi sia meglio scegliere? Le vernici a solvente sono state le prime ad essere state immesse sul mercato e quando sono uscite le prime all’acqua non avevano una buona resa. Ora la situazione è cambiata: le vernici all’acqua hanno un’ottima resa e quindi sono le più consigliate.

Il secondo aspetto è il tipo di finitura che puoi avere con le vernici: puà essere opaca o lucida. Chiaramente dipende dalle tue preferenze. Tieni presente però che rispetto alle due finiture di cui parleremo tra poco quella a vernice è comunque sintentica e quindi da un effetto complessivo un po’ più finto.

Gli aspetti positivi della finitura con vernice:

  • E’ una finitura molto resistente e quindi rende più pratica la manutenzione. Infatti le vernici resistono bene ai graffi e la manutenzione può essere effettuata con normali detergenti per pavimenti (naturalmente non aggressivi data la delicatezza del materiale)
  • La durata è di almeno 10/15 anni durante i quali non c’è bisogno di fare alcun tipo di manutenzione se non la normale pulizia
  • La vernice forma una sorta di patina che impedisce ai liquidi di penetrare. Quindi se cadono sostanze come oli, saponi, etc., non vengono assorbiti e quindi non vi saranno modifiche estetiche del pavimento. Per questo è la finitura consigliata se decidi di posare il pavimento in legno in cucina o in bagno.
  • Essendo la finitura più diffusa anche il costo è più economico

Gli aspetti negativi

  • Ha un aspetto più “finto” delle altre finiture
  • Quando si graffia non si può riparare

Finitura a Olio

pavimento in legno finitura a olioIn Italia questo tipo di finitura non è molto utilizzata a differenza del Nord Europa dove è la finitura prevalente.

Rispetto alle vernici è una finitura più naturale, anche se le sostanze utilizzate per gli oli possono essere in parte sintetiche e tossiche, quindi non è per forza sinonimo di maggior sicurezza rispetto alle vernici.

La grande differenza rispetto alle vernici è l’effetto estremamente naturale che questa finitura dona al pavimento in legno: infatti non crea una patina superficiale al legno ma entra in profondità nelle fibre esaltando colori e venature.

Il trattamento ad olio permette la traspirazione del legno: l’olio penetra nelle fibre del legno e ne satura i pori.
Gli oli più usati per fare questo tipo di finitura sono quelli a base di vaselina e di lino.
E’ possibile ottenere una finitura opaca o lucida.

Aspetti positivi della finitura a olio:

  • Aspetto più naturale rispetto a quello verniciato
  • E’ un fondo migliore per finiture successive come sbiancatura e decapatura attualmente molto di moda
  • I graffi sono ripristinabili con saponi a base di olio
  • Si possono fare interventi locali nei punti in cui si sporca in profondità senza la necessità di un parchettista e del rifacimento completo della finitura
  • Migliora il suo aspetto negli anni invece di peggiorare

Aspetti negativi della finitura a olio:

  • Si macchia più facilmente rispetto a un verniciato e una macchia non si può togliere con una semplice pulizia superficiale
  • Si graffia più facilmente
  • Non è adatto per gli ambienti umidi tipo il bagno che sono soggetti spesso a caduta di liquidi

Un pavimento oliato nel tempo risulta più vissuto ma questo solitamente è un punto a suo favore.

Finitura a Cera

pavimento in legno finitura a ceraLa finitura cerata di un pavimento in legno è ormai quasi completamente in disuso poichè richiede una manutenzione maggiore rispetto alle altre due soluzioni che abbiamo visto.

Questa finitura è per alcuni aspetti assimilabile alla finitura a olio: infatti a differenza della vernice non ottura i pori facendo traspirare il legno. Nonostante queste caratteristiche la cera crea una patina sulla superficie del pavimento che lo rende molto resistene al calpestio e alle rigature. Inoltre lo protegge in modo efficace dalle macchie.

Solitamente sono di colore bianco ma se lo scopo è quello di evidenziare i colori del legno il consiglio è quello di utilizzare cere gialle o scure che danno risultati eccezionali.

La ceratura può essere fatta a freddo o a caldo. Le cere non sono per forza naturali: infatti la maggior parte è formata da miscele di cere sintentiche e naturali. Le cere a caldo sono solitamente usate per rendere il pavimento particolarmente lucido.

La finitura a cera è naturalmente lucida e richiede un ciclo di manutenzione circa ogni 5 anni.

Aspetti positivi della finitura a cera:

  • Aspetto naturale
  • Alta resistenza del pavimento

Aspetti negativi della finitura a cera:

  • Richiede un’elevata manutenzione

pavimento in legno olio ceratoPer concludere questo paragrafo sui trattamenti con cui può essere rifinito un pavimento in legno massello grezzo è necessario pralare della comparsa sul mercato da alcuni anni di olii cerati: cioè che hanno le caratteristiche sia dell’olio che della cera. Questo permette di dare pavimenti con un aspetto molto naturale, molto resistenti e con un ciclo manutentivo molto lungo. Sicuramente una soluzione che puoi valutare in alternativa alla più diffusa finitura a vernice.

LE POSSIBILI PROBLEMATICHE DI UN PAVIMENTO IN LEGNO

Siamo arrivati all’ultima parte di questo lunghissimo articolo.

L’unica cosa che non abbiamo ancora affrontato sono proprio i problemi legati ad un pavimento in legno.

Però non ci interessa affrontare problemi legati alla manutenzione ordinaria ma le problematiche che una posa errata del tuo nuovo pavimento in legno potrebbe portare. E soprattutto quali possono essere le cause.

Le cause delle problematiche

Di seguito puoi leggere una lista delle possibili cause delle problematiche maggiori legate ad un pavimento in legno tratta dal sito rettondini.com, sito di un perito specializzato proprio in problematiche legate ai pavimenti in legno:

  • La necessità delle imprese di consegnare il cantiere il più velocemente possibile
  • La scarsa professionalità di alcuni operatori (i parchettisti)
  • La non rispondenza alle norme legate alla produzione dei parquets (specialmente quelli di importazione)
  • Condizioni di cantiere non idonee alla posa di pavimentazioni lignee

Attenzione perchè in alcuni casi potresti essere proprio tu a scatenare queste cause.

pavimento in legno scartellamentoAd esempio spesso i tempi ristretti per eseguire i lavori non sono solo un’esigenza delle imprese ma anche una richiesta dei committenti. In particolare quando si va ad incollare un pavimento su un nuovo massetto per rispettare i tempi vengono usati massetti ad asciugatura rapida non idonei alla posa di un pavimento in legno, oppure non viene lasciato il tempo necessario all’asciugatura del massetto.

Riguardo alla professionalità degli operatori è vero che tu non scegli direttamente il parchettista che poserà il tuo pavimento in legno, ma se decidi di scegliere l’impresa che ti offre il prezzo più basso poi non stupirti se la qualità dei lavori è la più bassa possibile.

Per quanto attiene alla qualità dei legni è sempre un discorso economico: ricordi il detto “più spendi meno spendi”? Una tavola di legno di qualità è costosa. Se vuoi risparmiare vai incontro a possibili fregature come ad esempio un legno non correttamente essiccato. In ogni caso devi verificare garanzie e certificazioni del produttore del legno.

Sull’ultimo punto, le condizioni di cantiere, invece non puoi avere grandi responsabilità: deve essere il tuo tecnico o l’impresa a dirti se il tuo  appartamento può o meno, in base alle condizioni e ai lavori che vuoi fare, essere adatto alla posa di un pavimento in legno. Tu però devi essere bravo a dargli ascolto.

Le problematiche di un pavimento in legno

Se non viene fatto tutto nel modo corretto un pavimento in legno può:

  • sollevarsi
  • imbarcarsi
  • marcire
  • muoversi

I motivi tecnici alla base di questi problemi sono solitamente legati ai sottofondi:

  • il massetto deve essere fatto correttamente, non può essere alleggerito e anche la quantità di sabbia deve essere adeguata per evitare fenomeni di sfarinamento.
  • Se l’ambiente è umido o il pavimento confina con un ambiente umido (terreno o cantina non riscaldata) non è sufficiente semplicemente un massetto fatto bene. Ci potrebbe volere una barriera al vapore per evitare all’umidità di arrivare a contatto con il legno del tuo pavimento. Questo vale sia che il sottofondo sia un massetto sia che sia una pavimentazione esistente
  • Il massetto, anche quando fatto con tutti i crismi, deve avere il tempo di asciugarsi completamente. Come dicevamo sopra troppo spesso le imprese corrono, quindi i massetti sono fatti e dopo pochi giorni si posa il pavimento in legno. Ogni massetto ha un suo tempo di asciugatura dettato anche dalle condizioni ambientali

Una seconda causa dei problemi è legata proprio all’ambiente in cui viene posato un pavimento in legno:

  • L’umidità deve essere controllata durante la posa
  • Gli infissi devono essere presenti
  • I materiali per posare il pavimento e per rifinirlo devono essere di qualità

pavimento in legno massettoIn quest’ultimo paragrafo abbiamo fatto una breve panoramica sulle cause delle problematiche più comuni di un pavimento in legno, quasi sempre dovute alla sua posa. Anche qui ci vorrebbe un’enciclopedia per affrontarle tutte e probabilmente tu non saresti interessato alla questione anche perchè sulla maggior parte non potresti avere nessun controllo in quanto non esperto del mestiere e/o non direttamente coinvolto nelle fasi necessarie.

Con questo abbiamo finito questa lunga trattazione in cui abbiamo affrontato tutti gli aspetti essenziali per garantirti la realizzazione di un pavimento in legno esattamente all’altezza delle tue aspettative.

Dopo questa lunga guida sei pronto per scegliere il tuo nuovo pavimento in legno? Come ti consiglio sempre fatti in ogni caso aiutare e consigliare dal tecnico che hai scelto per seguire la tua ristrutturazione.

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