efficienza energtica

Gli interventi per migliorare la classe energetica di casa tua

Da quando a maggio 2020 il superbonus ha promesso di ristrutturare casa gratis solo migliorando di due classi energetiche il proprio immobile, tutti sono diventati esperti di efficienza energetica.

Dai progettisti che dall’oggi al domani si sono re-inventati termotecnici senza averne reali competenze, fino ai privati cittadini che ormai disquisiscono di impianti, isolamenti e involucro con la stessa facilità con cui commentano le partite della domenica.

In realtà l’ è qualcosa di molto complesso, sia a livello normativo che pratico.

Siccome di articoli su come efficientare casa ne puoi trovare a migliaia, in questo ti parlerò di una cosa differente.

Cioè cercheremo di capire come ragiona la legge sull’efficienza energetica e perché applicarla alla lettera non è sempre la soluzione migliore per il tuo benessere (e il tuo portafoglio…).

mailling list per ristrutturare casa

È giusto che ti faccia una premessa: io sono un architetto, non mi occupo direttamente di termotecnica e non ho particolari specializzazioni nell’ambito dell’efficienza energetica.

E non sono uno dei progettisti che si sono re-inventati termotecnici da quando c’è il superbonus…

Già perché ti ribadisco che non sono cose banali, e quando si pensa all’efficientamento di un edificio o di un immobile è importante rivolgersi alle persone con le giuste competenze.

Perché ti parlo di efficienza energetica allora?

Perché l’efficientamento energetico è una parte del progetto di ristrutturazione, ed è assolutamente importante. Ogni tecnico che possa definirsi tale deve avere almeno le basi per non sbagliare completamente progetto.

In tutti i miei interventi l’efficienza è una parte che imposto sempre io. Decido cosa fare e conosco quali sono i risultati che posso ottenere.

Ma una volta impostato il progetto, nel mio team di lavoro c’è un ingegnere specializzato a cui passo il mio progetto per le verifiche di legge e con cui mi confronto per apportare le modifiche necessarie (o stravolgerlo se necessario…).

Te lo dico perché ci tengo a sottolineare che ogni tecnico ha le proprie competenze.

Quando ti ritrovi di fronte ad uno del tipo “so tutto io”, scappa a gambe levate.

Tornando a noi, le mie minime competenze nell’ambito dell’efficienza energetica le ho acquisite studiando tanto, seguendo dei corsi, progettando e confrontandomi con colleghi specializzati.

E ho capito una cosa: alla classificazione energetica non interessa il tuo benessere in casa ma ha altri obiettivi.

Il benessere è un accidente che spesso accade…ma che potrebbe anche non accadere.

Provo a spiegarti perché….

EFFICIENZA ENERGETICA: COME RAGIONA LA LEGGE

Efficienza energetica: la legge

Tutto il sistema dell’efficienza energetica è legato alle classi energetiche.

Non serve certo questo mio articolo per dirti cosa sono. Puoi trovarne a centinaia in rete che lo fanno bene.

Ristrutturazione

Se ti serve un buon riassunto vai su questo articolo di Pedago sulle classi energetiche, è scritto bene e in modo sintetico.

Le classi energetiche individuate dalla legge sono 10 e vanno dalla G alla A4, dove A4 è la migliore e G è la peggiore.

Probabilmente se pensi a quale possa avere casa tua la prima cosa che pensi è:

“pago delle bollette per il riscaldamento quanto il PIL di San Marino e comunque batto i denti dal freddo in inverno…per forza ho una classe energetica scarsa”

Ma la classe energetica non si calcola sulla base delle bollette che paghi.

Per assurdo potresti comunque pagare bollette molto alte e avere una casa con un’ottima classe energetica.

Mentre scrivo (dicembre 2020) sto affrontando la ristrutturazione di una villetta a schiera che attualmente è in classe C. Quindi una buona classe energetica…(diciamo sufficiente…)

Eppure il proprietario si lamenta di avere zone della casa molto fredde e di pagare bollette salate.

Per capire come funziona la classificazione energetica devi conoscere un concetto che per la legge è fondamentale: cioè il consumo di risorse energetiche non rinnovabili.

La classificazione energetica di una casa è tanto più alta quanto meno risorse energetiche non rinnovabili consuma.

Un bel casino eh?

Per questo dobbiamo approfondire due concetti:

  1. Come funziona una casa
  2. Cosa sono le risorse energetiche rinnovabili e non rinnovabili

Come funziona una casa

Efficienza energetica: come funziona una casa?

Casa tua è un posto che ti deve proteggere dalle intemperie, ti deve tenere caldo in inverno e fresco in estate.

Per fare tutto ciò è formata da un “guscio” che ti protegge dall’esterno, che viene comunemente chiamato involucro edilizio.

L’involucro in sostanza sono le pareti, le finestre, i tetti, i solai…tutto quello che ti divide dall’esterno.

Questo involucro ti protegge dalle intemperie ma anche dal freddo in inverno e dal caldo in estate.

Almeno in parte.

Perché sai meglio di me che le sottili pareti delle case costruite negli anni sessanta o settanta, oppure gli infissi con un solo vetro, proteggono ben poco.

Per questo ci sono gli impianti che riscaldano la casa in inverno e, se presenti, la raffrescano in estate.

Quindi in una casa, dal punto di vista energetico, abbiamo due macro-elementi:

  • L’involucro
  • Gli impianti

Chiaramente gli impianti hanno bisogno di energia per funzionare. Non è che producono calore dal nulla con la sola imposizione delle mani.

Devono utilizzare delle risorse energetiche…risorse che possiamo prendere dall’unico posto possibile: l’ambiente esterno.

Ecco che arriviamo al secondo punto, cioè:

Cosa sono le risorse energetiche rinnovabili e quelle non rinnovabili

Fonti energetiche

Più che di “risorse” si parla di fonti energetiche.

Partiamo da quelle non rinnovabili:

  • Petrolio
  • Carbone
  • Gas (metano)
  • Uranio
  • Combustibile da rifiuti

Col petrolio ci facciamo la benzina, col carbone produciamo altra energia (p.e. elettrica), col gas ci scaldiamo le case, con l’uranio ci facciamo le centrali nucleari e con il combustibile da rifiuti funzionano i termovalorizzatori.

Perché sono considerate non rinnovabili?

In realtà sono rinnovabili…ma per rinnovarle (cioè produrne di nuove) ci vogliono ere geologiche. Tempi che né io né tu possiamo nemmeno immaginare.

Quindi non sono infinite: non è che possiamo scavare pozzi sperando di trovare petrolio all’infinito. Sono risorse che si vanno esaurendo (ancora qualche decennio e saranno finite) e costeranno sempre di più.

Inoltre inquinano: sono tutte fonti che per fare il loro lavoro (cioè produrre l’energia che ci serve) devono bruciare (ad eccezione dell’Uranio che ha altri problemi).

Bruciando producono (anche) anidride carbonica che crea l’effetto serra e il riscaldamento globale…

Non approfondisco ulteriormente perché non credo di avere i titoli per fare una lezione su queste cose.

Riassumendo: quando bruciamo le fonti non rinnovabili consumiamo risorse del pianeta e inquiniamo. E la legge (giustamente) ci dice che non è cosa buona e giusta.

Le energie rinnovabili invece sono quelle che potremmo consumare in quantità illimitata senza problemi.

Sono state definite da leggi e direttive europee. E sono:

  • Sole
  • Vento
  • Energia idraulica
  • Geotermia
  • Maree
  • Moto ondoso
  • Rifiuti organici
  • Energia aerotermica (aria)
  • Energia idrotermica (acqua)
  • Energia geotermica (terreno)

Tra poco vedremo che le ultime tre sono particolarmente importanti per l’efficienza energetica.

Queste energie, oltre ad essere disponibili in modo illimitato (in particolare quella del sole), per funzionare non richiedono di bruciare nulla, e quindi non producono inquinamento.

Pertanto sono illimitate e pulite. E il loro utilizzo è premiato dalle leggi sull’efficienza energetica.

Sì, ma come?

Come la legge premia le fonti rinnovabili

Fonti energetiche rinnovabili premiate

Ci stiamo addentrando in un contesto abbastanza complesso. E non è mio scopo complicare le cose.

Ristrutturazione

Quindi faremo alcune semplificazioni necessarie.

Comunque ti sto per dire cose che la maggior parte dei professionisti là fuori ancora non ha capito (ad eccezione dei termotecnici sia chiaro…)

Stranamente la legge premia le fonti rinnovabili…escludendole dalla classificazione energetica!

Cioè ci dice:

“casa tua ha una classe energetica tanto più alta quanto meno consuma di fonti non rinnovabili per garantirti le condizioni minime di benessere”

In sostanza: meno combustibili fossili consumi meglio è.

(e hai solo due modi per non utilizzare fonti non rinnovabili: o non utilizzare nulla o utilizzare fonti rinnovabili)

Siccome il combustibile fossile per eccellenza usato nelle case è il metano delle classiche caldaie a gas, è chiaro che l’obiettivo è diminuirne l’utilizzo.

(non è l’unico…ma stiamo semplificando eh!)

Ma come si fa?

La legge ci dà due alternative (che possono anche coesistere):

  • Intervenendo sull’involucro
  • Intervenendo sull’impianto

Intervenire sull’involucro significa isolarlo maggiormente.

Una casa più isolata richiede meno energia per essere riscaldata, quindi meno utilizzo di combustibile fossile.

Intervenire sull’impianto significa, in prima istanza, passare a caldaie che usano fonti energetiche rinnovabili e in seconda istanza utilizzare caldaie a gas più efficienti.

Quindi l’intervento più premiante a livello di classificazione energetica è isolare bene la casa e scaldarla con un impianto che usa solo fonti rinnovabili.

Tanto per capirci:

isolamento di pareti e tetti + infissi nuovi + riscaldamento a pompa di calore + fotovoltaico = intervento perfetto.

Già, perché la pompa di calore utilizza (in gran parte) una fonte rinnovabile per riscaldare. E non è l’energia elettrica…

Perché le pompe di calore sono considerati impianti ecologici?

Cosa sia una pompa di calore non servo certo io a spiegartelo: hai un climatizzatore che in inverno fa anche caldo?

Ecco: hai una pompa di calore. (Per i sapientini: ricordatevi che stiamo semplificando…)

Le pompe di calore sono principalmente elettriche (esistono anche quelle a gas…ma non ci interessano e rappresentano una frazione minuscola del mercato).

La cosa positiva di tutti gli apparecchi che funzionano ad elettricità è che non producono fumi di scarico come le caldaie.

Quindi niente riscaldamento globale dovuto alla produzione di anidride carbonica.

Ma l’elettricità non è una fonte energetica rinnovabile.

Per capirlo bisogna capire anche come viene prodotta l’energia elettrica…

Come si produce l’energia elettrica

Penso sia chiaro che l’elettricità non si trova in natura…va prodotta (a differenza di petrolio, gas, carbone…).
E le statistiche ci dicono che per produrre elettricità ci sono vari metodi:
– Centrali nucleari (non rinnovabili -> sfrutta fonti che si vanno esaurendo)
– Bruciare carbone/petrolio/gas (non rinnovabile -> sfrutta fonti che si vanno esaurendo)
– Idroelettrico (rinnovabile -> sfrutta l’acqua per creare elettricità)
– Eolico (rinnovabile -> sfrutta il vento per creare elettricità)
– Fotovoltaico (rinnovabile -> sfrutta il sole per creare elettricità)

Le statistiche del 2019 ci dicono che:
– Il 37% dell’energia elettrica mondiale è prodotta bruciando carbone (non rinnovabile)
– Il 24% dell’energia elettrica mondiale è prodotta bruciando gas (non rinnovabile)
– Il 3% dell’energia elettrica mondiale è prodotta bruciando petrolio (non rinnovabile)
– Il 10% dell’energia elettrica mondiale è prodotta col nucleare (non rinnovabile)

Quindi il 74% dell’energia elettrica mondiale non è prodotta da fonti rinnovabili.

E di questa il 64% è prodotta immettendo nell’aria anidride carbonica.

Tutto questo te lo dico non per affermare che l’energia elettrica sia il male. Anzi è il futuro e uno degli obiettivi mondiali è diminuire (e annullare) nel tempo la produzione di energia elettrica da fonti non rinnovabili.

Ma ti ho riportato questi dati per dimostrarti che al momento l’elettricità non è una fonte energetica totalmente rinnovabile, ma solo parzialmente.

E che la legge sulla classificazione energetica degli edifici italiana di questa cosa ne tiene conto.

Infatti se installi una pompa di calore ti dice comunque che stai consumando fonti non rinnovabili.
mailling list per ristrutturare casa

Ma se l’elettricità con cui funziona una pompa di calore non è una fonte energetica rinnovabile…perché una pompa di calore viene considerata un sistema di riscaldamento e raffrescamento più ecologico rispetto a una caldaia a condensazione?

Perché la fonte energetica rinnovabile che sfrutta non è l’elettricità.

La fonte energetica rinnovabile utilizzata dalle pompe di calore

A seconda della tipologia, le fonti rinnovabili utilizzate da una pompa di calore sono:

  • L’aria
  • L’acqua
  • Il terreno

(ti ricordi l’elenco che abbiamo fatto poco fa sulle fonti rinnovabili?)

Per la precisione: il calore contenuto nell’aria, il calore contenuto nell’acqua, il calore contenuto nel terreno.

Siccome la maggior parte delle pompe di calore domestiche in commercio sfruttano l’aria come fonte energetica rinnovabile, ci concentriamo su questa tipologia.

Capisco che capire come faccia una pompa di calore a sfruttare l’aria esterna per scaldare un ambiente, soprattutto quando in inverno l’aria esterna è la causa del freddo, non sia immediato.

In realtà anche io per anni non l’ho capito (ammetto che al corso di fisica tecnica dell’università non ero molto attento…).

Ma anche sotto zero l’aria ha sempre una parte di calore da sfruttare…lo so sembra assurdo ma è così.

Sia chiaro: più è fredda l’aria minore è la quantità di calore a disposizione…ma le pompe di calore sono in grado di sfruttare quel calore e di portarlo alla temperatura che ci interessa.

Certo non lavorano a tutte le temperature…in climi molto freddi hanno dei problemi…ma in generale riescono a funzionare anche in zone non particolarmente calde (per esempio la pianura Padana).

Il sistema con cui le pompe di calore riescono ad estrarre il calore dall’aria è un compressore azionato elettricamente (ecco l’utilizzo dell’energia elettrica).

In pratica le unità esterne che vedi un po’ dappertutto (come quelle dei normali condizionatori) sono delle enormi ventole che convogliano l’aria verso uno “scambiatore di calore”, cioè delle lamelle metalliche dentro cui passa del liquido refrigerante.

Questo liquido refrigerante prende il calore dell’aria e il compressore lo comprime scaldandolo (ogni cosa che viene compressa si scalda). Così il calore generato viene ceduto al circuito di riscaldamento.

Abbiamo scoperto che per fare questa cosa non ci vuole poi così tanto “lavoro” (cioè energia elettrica), soprattutto per le moderne pompe di calore ad alta efficienza.

Ristrutturazione

Questo, a grandi linee, è il funzionamento di una pompa di calore. Ed è motivo per cui una pompa di calore è considerata rinnovabile rispetto ad una caldaia a condensazione: utilizza in gran parte il calore contenuto nell’aria.

Considera che se una caldaia a condensazione sfrutta il 100% di fonte energetica non rinnovabile, per una pompa di calore poco efficiente arrivare al 50% non è un grosso problema.

E quindi viene “premiata” nella classificazione energetica.

Vediamo però dove tutto il sistema che sta alla base dell’efficienza energetica pecca e dove quindi devi fare molta attenzione…

CASA EFFICIENTE MA POCO CONFORTEVOLE E CON BOLLETTE SALATE…

Efficienza energetica ma casa fredda

I ragionamenti che faremo in questo paragrafo sono legati alle detrazioni fiscali e a quello che ti raccontano in giro i fornitori e rivenditori di impianti.

Mentre scrivo queste parole siamo nel pieno del superbonus 110%…una misura che ritengo folle (ma te ne ho già parlato in questo articolo) per cui puoi ricevere una montagna di lavori in regalo se migliori di almeno due classi energetiche la tua casa.

In realtà tutto il sistema di detrazioni fiscali legati all’efficientamento energetico è legata al miglioramento della classificazione energetica.

Come abbiamo detto le pompe di calore sono per legge sistemi più efficienti rispetto alle caldaie a condensazione (naturalmente pompe di calore di buona qualità…).

Quindi, in linea di principio, sostituire un impianto a gas con uno a pompa di calore secondo la legge porta ad un della casa.

E dal punto di vista del legislatore tutto ciò ha una logica: infatti con la pompa di calore consumi meno fonti non rinnovabili (ricordi? Ci vuole poco lavoro per scaldare l’aria esterna…quindi minor consumo elettrico), e non produci anidride carbonica (niente fumi di scarico dalla pompa di calore)…cosa c’è di meglio?

Probabilmente solo sostituendo il tuo impianto di riscaldamento con uno a pompa di calore potresti anche consumare meno in bolletta (ma non è detto…).

Questo i rivenditori di pompe di calore l’hanno capito bene…infatti col superbonus si stanno sprecando promesse di miglioramento di due classi energetiche semplicemente mettendo una pompa di calore e un fotovoltaico.

(NB: col fotovoltaico copri parte dei consumi elettrici della pompa di calore ecco perché è proposto insieme)

Pensa che, se hai i termosifoni e non vuoi cambiarli, esistono anche i cosiddetti sistemi “ibridi”: cioè che abbinando la pompa di calore ad una caldaia a condensazione e ti consentono di continuare ad usare i vecchi termosifoni.

(I termosifoni lavorano ad almeno 60° mentre le pompe di calore non superano i 55°…la caldaia a condensazione dà la scaldata finale all’acqua che circola nei termosifoni. Tutto ciò consumando molto meno gas)

Tutto ciò effettivamente spesso consente di migliorare di due classi energetiche una casa (come richiesto dal superbonus). E in ogni caso consente di accedere alle detrazioni fiscali per l’efficientamento energetico.

Ma tu ci stai bene dentro quella casa?

Come vedi tutti i ragionamenti fatti nelle ultime righe parlano solo di impianti ma snobbano completamente un aspetto fondamentale: il benessere interno degli ambienti.

Non è questo il tuo obiettivo?

Se la casa prima era fredda nonostante il riscaldamento che andava a palla non è detto che cambiando l’impianto la situazione migliori.

Oppure potrebbe migliorare ma non avresti poi questi grandi miglioramenti a livello di bollette (ci sono persone che si lamentano di pagare bollette più care di prima con un impianto nuovo…).

“Eppure adesso la mia casa è in classe B!”

Sai quante volte leggo di persone che hanno cambiato gli impianti di riscaldamento e dicono di non aver avuto alcun beneficio sui consumi.

Perché?

Il tuo obiettivo deve essere differente da quello della legge!

L’obiettivo della legge lo abbiamo già visto: diminuire il consumo di risorse non rinnovabili e di conseguenza l’inquinamento che produce una casa.

Pertanto nel valutare l’efficientamento energetico controlla principalmente se i tuoi interventi hanno diminuito il consumo di fonti non rinnovabili.

E cambiare un impianto con un altro a pompa di calore è sufficiente a questo scopo.

Ma allo Stato non gliene frega nulla se poi in casa hai comunque freddo…quelli sono fatti tuoi.

Anzi…per gli obiettivi nazionali sarebbe meglio se tu non avessi nessun impianto: non consumi nulla, non inquini…

Tu invece immagino voglia stare bene in casa tua.

Oltre a non spendere in bollette quanto un PIL nazionale.

Quindi devi ragionare in modo differente rispetto alla legge e intervenire secondo le priorità adatte a te.

Se in casa tua c’è freddo nonostante l’impianto di riscaldamento che va a palla, quasi sicuramente il problema è che tutto il calore che produci viene disperso velocemente all’esterno. Attraverso muri, solai e finestre.

Quindi devi pensare come prima cosa ad isolarti:

  • Cappotto termico, isolamento interno, isolamento in intercapedine
  • Infissi

E quando intervieni sull’involucro devi anche capire dove stanno i tuoi maggiori problemi: estate o inverno?

Proteggersi dal freddo è diverso da proteggersi dal caldo…

Solo dopo devi pensare ad ottimizzare l’impianto di riscaldamento.

E per questo va assolutamente bene l’impianto a pompa di calore (io ne sono un grande sostenitore).

Chiaramente l’idea classica di un impianto del genere è il classico split…ma ti assicuro che esistono sistemi più efficienti e raffinati (sia esteticamente che nella gestione del calore).

Ad esempio impianti canalizzati e impianti idronici (utili anche per il riscaldamento a pavimento).

E dopo tutto questo devi pensare anche alla qualità dell’aria.

Infatti un buon isolamento tende a sigillare la casa…così gli spifferi che prima ti davano tanto fastidio ora non ci sono più. Ma quegli spifferi facevano anche circolare l’aria…che ora non circola.

Spesso nelle case fortemente isolate si formano muffe e condense proprio perché l’aria non circola…

Dovresti quindi valutare l’installazione di un impianto di ventilazione meccanica (vmc). Fondamentale per garantirti di avere aria pulita senza dover aprire le finestre quando fuori è sotto zero.

Un approccio integrato

Casa tua, anche se è un mini appartamento, è un ambiente complesso.

Non basta il consiglio di un rivenditore e/o installatore di climatizzatori per ottenere un miglioramento del benessere interno accettabile.

Così come non va bene quello di un’impresa specializzata in cappotti termici. O quello di un rivenditore di infissi.

Non voglio sembrare monotono su un punto che ho ribadito mille volte su ristrutturazione pratica: hai bisogno di un progettista.

Un tecnico che possa fornirti le migliori soluzioni per il benessere dentro casa tua.

A lui non interessa venderti il cappotto o l’impianto.

A lui interessa darti una casa in cui starai bene.

Mentre scrivo questo articolo, come la quasi totalità dei miei colleghi, sto affrontando un progetto legato al superbonus.

Il cliente voleva “mettere una pompa di calore e cambiare gli infissi. E magari il fotovoltaico (nda che fa tanto figo)”. Giusto per sfruttare questo “regalo” dello stato.

E vari rivenditori gli avevano detto che andava bene così.

Ognuno cercava di vendergli il suo sistema.

Io (con il mio termotecnico) gli ho detto no. Abbiamo fatto un’analisi della casa e stiamo progettando un intervento che prevede: cappotto, infissi, pompa di calore, ventilconvettori, fotovoltaico. E se riusciamo anche VMC.

Il progettista è una delle figure principali del sistema per pianificare e gestire la ristrutturazione di cui parlo nel manuale “Ristruttura la tua casa in 7 passi”.

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