le 6 fasi della ristrutturazione

Le 6 fasi del cantiere della tua ristrutturazione

Ovvero come sapere in ogni momento cosa sta facendo l’impresa, capire se ci sono problemi e prevedere quanto manca alla fine dei lavori.

La ristrutturazione completa di una casa è un processo lungo. Non è come nei programmi televisivi americani dove “la ristrutturazione sarà completata in 5 settimane”. In realtà sono necessari molti mesi.

Ogni di ristrutturazione è differente dall’altro, ma tutte le ristrutturazioni, per essere eseguite a regola d’arte, passano attraverso 6 precise fasi che tutti i committenti ignorano e che invece dovrebbero conoscere.

In questo articolo ti svelerò quali sono le 6 fasi dei lavori che trasformeranno la tua casa da come la vedi adesso a come la stai sognando.

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Imprese e tecnici, io per primo, danno per scontate le 6 fasi dei lavori per averle viste ed eseguite moltissime volte. Ma raramente pensano di informarne dettagliatamente i loro committenti.

Dall’esperienza mi sono reso conto che spiegare ai miei clienti tutte le precise fasi attraverso cui passerà la parte operativa della loro ristrutturazione li aiuta ad affrontare con maggiore serenità i lunghi mesi dei lavori.

Infatti esserne consapevole ti consentirà di:

  • capire realmente in ogni momento a che punto stanno i lavori, se ci sono rallentamenti e che ripercussioni avranno sulla conclusione, e quindi…
  • programmare con la necessaria serenità e consapevolezza la data in cui dovrai lasciare la vecchia casa (che magari hai affittato per l’occasione con un contratto a termine…);
  • non farti prendere da inutili crisi d’ansia perchè i lavori ti sembrano fermi o non procedono come ti aspettersti.

Quindi ecco la guida a:

LE 6 FASI DEI LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE

ristrutturazione: le fasi dei lavori

Naturalmente ogni ristrutturazione è un abito sartoriale costruito su una specifica casa, quindi una totale standardizzazione del processo di ristrutturazione è impossibile.

Ci sono talmente tante variabili in gioco che le carte in tavola cambiano sempre.

In compenso è possibile individuare 6 macro-fasi che si susseguono sempre uguali in tutte le ristrutturazioni. Eccole:

  1. Demolizioni e smaltimenti
  2. Opere edili Parte 1 (muri)
  3. Impianti Parte 1 (impostazione)
  4. Opere edili Parte 2 (massetti e finiture)
  5. Impianti Parte 2 (installazione) + Forniture
  6. Opere edili Parte 3 (rifiniture + pitturazioni)

Come puoi leggere nell’elenco che ti ho fatto qui sopra le tipologie di lavori necessarie per eseguire una ristrutturazione in realtà sono solo 4:

  • Demolizioni e smaltimenti
  • Opere edili
  • Impianti
  • Forniture

Però, per fare in modo che una ristrutturazione segua un processo realizzativo logico , coerente e rapido, devono essere suddivise in più passaggi.

Prova a pensare alla ristrutturazione come alla realizzazione di una scultura in pietra: lo scultore prima sbozza grossolanamente la figura dal masso e poi, con passaggi successivi e utilizzando tecniche diverse, la affina sempre di più fino ad arrivare alla figura che aveva in mente originariamente.

Di sicuro uno scultore non può partire con il levigare la pietra.

La ristrutturazione è esattamente la stessa cosa: ogni passaggio è un affinamento sempre più preciso della tua casa dove, invece di togliere materiale come fa uno scultore, ad ogni passaggio viene aggiunto qualcosa di nuovo e più rifinito.

I sei passaggi che ti ho elencato qui sopra vengono svolti in ogni ristrutturazione nell’ordine che hai letto. Vediamo in modo più approfondito in cosa consiste ogni fase.

Fase 1 – Demolizioni e smaltimenti

fasi della ristrutturazione: le demolizioni

Potrebbe essere banale dirlo ma prima di iniziare a realizzare qualsiasi opera edile o impiantistica è necessario creare la tela bianca su cui lavorare.

La casa deve essere liberata da tutto ciò che non serve più. Che in una ristrutturazione significa:

  • Rimuovere tutti gli arredi (sull’importanza di farlo ne abbiamo già parlato in questo articolo) e i sanitari;
  • Rimuovere gli infissi esterni e le porte interne;
  • Demolire eventuali controsoffitti non più necessari;
  • Demolire tutti i muri che non faranno parte della nuova distribuzione interna;
  • Rimuovere tutti gli impianti dai muri che invece faranno ancora parte della nuova distribuzione interna;
  • Eventualmente rimuovere anche intonaco e/o i rivestimenti ceramici dai muri che rimarranno in piedi;
  • Rimuovere i pavimenti da sostituire con i relativi massetti.

Chiaramente tutto dipende dal tipo di lavori che farai in casa tua e da quanto radicale sarà la ristrutturazione: nell’elenco qui sopra ti ho riportato le principali voci di demolizione di una ristrutturazione completa.

Ma ti assicuro che, anche per lavori poco invasivi, verranno prodotte una bella quantità di macerie.

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Ti faccio l’esempio di due cantieri che ho seguito personalmente e che ben rappresentano gli estremi opposti: in uno sono stati rifatti solo i bagni e poco più, nell’altro è stato rifatto ex novo tutto l’appartamento (parliamo di 160mq):

  • Nel primo caso sono stati prodotti rifiuti per circa 4 metri cubi.
  • Nel secondo caso sono stati prodotti rifiuti per circa 48 metri cubi.

Sicuramente una differenza notevole ma ti assicuro che se li vedi anche 4 metri cubi non sono pochi.

Sai quanto pesano mediamente le macerie da demolizione? Tra i 1.800 e i 2.000 kg/mc, sono 2 tonnellate a metro cubo. Nei due cantieri di cui sopra si tratta rispettivamente di 8 e 96 tonnellate di macerie.

E tutto questo materiale deve essere completamente rimosso dal cantiere prima di iniziare le opere edili della seconda fase.

Lo smaltimento può essere rapido ed indolore oppure lento e fonte di infinite preoccupazioni.

Proprio su questo aspetto è importante fare una breve riflessione, su quella che io chiamo la “fase 0” della ristrutturazione: si tratta di una decisione cruciale che deve essere presa prima di iniziare i lavori e che riguarda sia lo smaltimento dei rifiuti che l’approvvigionamento di nuovi materiali.

Fase 0 – Come avverrà lo smaltimento delle macerie e l’approvvigionamento dei materiali da costruzione? L’installazione del cantiere

Il problema sostanzialmente riguarda da un lato come far arrivare le macerie, che sono state prodotte durante la demolizione, dal cantiere al camion che le porterà in discarica, e dall’altro come far arrivare i nuovi materiali da costruzione dai camion che li scaricano sotto casa fino dentro casa.

In realtà questo problema si pone se il tuo appartamento si trova in un condominio, mentre non ti riguarda se hai una casa con un giardino accessibile dalla strada.

Infatti negli ultimi casi solitamente si tratta di abitazioni di uno o due piani, in cui hai tutto lo spazio e il modo per svolgere le operazioni di smaltimento e approvvigionamento in libertà e senza grosse difficoltà.

Ma nel caso di appartamenti in condominio la situazione cambia. Ci sono spesso diversi piani che separano la tua casa dal piano dove verranno parcheggiati i camion.

Come superarli agevolmente?

Esistono due opzioni per smaltire e approvvigionare i materiali da e verso il cantiere: una economica e una costosa.

La prima è sbagliata e la seconda è giusta.

E purtroppo la prima è (ancora) molto diffusa.

Come NON devi prevedere la movimentazione dei materiali del cantiere

La soluzione sbagliata prevede di utilizzare l’ascensore condominiale per scaricare le macerie, solitamente sminuzzate e messe all’interno di secchi, cercando di farlo nelle ore in cui ci sono meno persone che utilizzano l’ascensore, e quindi non raramente durante la notte. Ed allo stesso modo verranno caricati tutti i materiali necessari ai lavori: in orari improbabili in modo da non farsi scoprire oppure (per materiali molto ingombranti) facendo arrancare gli operai per le scale.

Non c’è dubbio che in questo modo si risparmiano alcuni costi vivi: dall’occupazione di suolo pubblico (se il tuo condominio affaccia direttamente sulla strada pubblica), ai costi di installazione dei necessari mezzi per la movimentazione verticale dei materiali (te ne parlo tra poche righe).

Però abbiamo detto che questo metodo è sbagliato, e lo è per vari motivi:

  • gli ascensori condominiali non sono fatti per caricare e scaricare materiali edili, sono omologati solo per il trasporto di persone, è sarebbe consentito farne altri usi (chiaramente la spesa e piccoli oggetti si possono portare…);
  • trasportare così i materiali non è un metodo sicuro sia per gli operai che per i beni condominiali (ascensore, pianerottoli, androne) che per i materiali da costruzione;
  • si sporca e anche molto…e di sicuro i condomini non ti ringrazieranno per quest;
  • i tempi si allungano a dismisura sia per scaricare le macerie che per caricare i nuovi materiali.

Pensa ad esempio alla realizzazione di un controsoffitto in cartongesso: le lastre sono grandi 2x3m, pesano dai 20kg in sù, e non entrano in ascensore. Solo per trasportarli attraverso le scale ci possono volere giorni e gli operai sono sottoposti ad uno sforzo non indifferente (e sicuramente ti chiederanno un sacco di soldi in più).

Come DEVI prevedere la movimentazione dei materiali di cantiere

La soluzione giusta per la movimentazione dei materiali in cantiere invece prevede di installare sistemi per il trasporto verticale esternamente all’appartamento, individuando una finestra o un balcone, lungo la verticale fino a terra da sfruttare per far entrare e uscire tali materiali.

E a terra si deve individuare un’area di cantiere in cui posizionare i mezzi che caricano e scaricano i materiali da e per il cantiere.

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Questi sistemi sono principalmente due:

  • montacarichi di cantiere (il sistema migliore e consigliato, soprattutto per i piani alti);
  • argani a bandella (o sistemi similari).

Te ne ho parlato in questo articolo specifico su questo aspetto.

L’utilizzo di tali sistemi ha molti aspetti positivi ma presenta un inconveniente significativo: andare incontro a spese maggiori. Cioè quelle di installazione e noleggio del montacarichi/argano per tutta la durata necessaria ai lavori, e quelle di occupazione di suolo pubblico (sempre se, come prima, il tuo condominio affaccia sulla via pubblica) necessaria per recintare l’area in cui appoggia il montacarichi e per dare uno spazio di sosta minimo per i mezzi.

In una ristrutturazione completa che dura svariati mesi tali costi possono tranquillamente superare i 5.000€, non una bazzecola.

Ma i benefici sono impagabili: lavori più rapidi, sicurezza di tutti gli operatori garantita, leggi totalmente rispettate.

E ti assicuro che, alla fine dei lavori, la spesa maggiore che hai sostenuto viene completamente ammortizzata: lo scarico e il carico a mano dei materiali al piano ti verrà fatto pagare salato, magari in modo occulto, ma non ti sarà risparmiato.

La cosa curiosa è che, almeno per la mia esperienza, sebbene la prima soluzione non sia a norma di legge e la seconda lo sia, la prima viene accettata con più facilità dai condòmini non interessati dai lavori rispetto alla seconda.

Il motivo è da ricercarsi in ipotetiche ostruzioni di vedute causate dal montacarichi o presunto pericolo di furti attraverso il traliccio del montacarichi o del ponteggio dell’argano a bandella.

La realtà è che spesso si tratta solo di scuse che nascondo invidia o di un modo di vendicarsi per vecchi rancori.

Sappi solo che istallare il montacarichi di cantiere o l’argano a bandella anche appoggiandoti al muro esterno del condominio è un tuo diritto sancito anche dal codice civile.  

Fase 2 – Opere edili parte 1

fasi della ristrutturazione: le opere edili

Una volta che il cantiere è totalmente sgombro (dopo le demolizioni casa tue è un cantiere a tutti gli effetti) si può finalmente iniziare a realizzare le opere edili.

Le prime da eseguire sono le nuove murature.

Abbiamo già detto che una ristrutturazione si realizza per successivi affinamenti. Considera le nuove pareti (e naturalmente anche le vecchie) come lo scheletro su cui verrà agganciato tutto ciò che serve a far funzionare e rendere abitabile la casa.

È necessario avere l’impianto distributivo della casa definito prima di poter impostare gli impianti. E naturalmente è necessario avere le pareti prima di fare intonaci e pitturazioni.

Le pareti in questa fase saranno realizzate grezze. Quindi:

  • nel caso di tramezzi in laterizio (mattoni forati) o similari (tipo i mattoni in cemento cellulare) verrà realizzata solo la muratura senza nessuna finitura superficiale (intonaci);
  • nel caso di tramezzi in cartongesso verrà realizzata la struttura metallica e le lastre saranno messe solo da un lato della stessa.

In questa fase saranno anche realizzati i vani per le porte interne, inserendo i necessari controtelai in legno che vengono murati nei tramezzi (servono per agganciare le porte). La stessa operazione viene fatta anche per i controtelai delle nuove finestre e porte-finestre, in cui inoltre vengono installati anche i cassonetti delle tapparelle.

Fase 3 – Impianti parte 1

fasi della ristrutturazione: gli impianti

La terza fase è la prima in cui entrano in casa gli impiantisti. Se stai ristrutturando tutta la casa gli impianti da rifare sono sostanzialmente quattro:

  1. Impianto elettrico
  2. Impianto idrico
  3. Impianto di riscaldamento
  4. Impianto del gas

C’è da dire che ultimamente si stanno diffondendo sistemi completamente elettrici molto efficienti, però il gas continua ancora ad essere un impianto capillarmente diffuso.

Quando ti parlo di impostazione degli impianti significa che vengono posate solo le tubazioni e poco altro, non che gli impianti vengono realizzati completamente:

  • gli elettricisti poseranno le canaline in materiale plastico per gli impianti elettrici (se non ti è ben chiaro cosa siano leggi questo articolo sul rifacimento degli impianti elettrici per capire di cosa parliamo);
  • gli idraulici poseranno i tubi di adduzione dell’acqua calda e fredda ai vari punti di utilizzo (i sanitari nei bagni sostanzialmente) e quelli di scarico per l’impianto idrico;
  • sempre gli idraulici si occuperanno dei tubi che distribuiscono l’acqua ai termosifoni (se hai deciso per questo tipo di impianto) per l’impianto di riscaldamento;
  • e per finire ancora gli idraulici installeranno le tubazioni dal contatore alla caldaia e alla cucina per  l’impianto del gas.

In questa fase vengono anche posati tutti i pezzi necessari per eseguire gli snodi dei vari impianti: stiamo parlando di cassette di derivazione e di cassette portafrutti per gli impianti elettrici, collettori per gli impianti idrici (adduzione acqua) e di riscaldamento, pozzetti di ispezione e brache per gli impianti idrici (scarico acque).

Per fare tutti questi lavori verranno realizzate delle tracce nelle murature: nella sostanza i muri, anche quelli appena realizzati, verranno rotti per inserirci le tubazioni e le cassette. Sembra strano che una cosa appena realizzata vada rotta ma purtroppo funziona così…solo nel caso di pareti in cartongesso praticamente non vengono fatte demolizioni, giusto il foro per incassare le varie cassette (per questo sono un grande fan di tale sistema costruttivo).

Molte tubazioni, se ci sono gli spessori necessari, verranno fatte passare a terra, sui solai da cui sono stati precedentemente tolti pavimenti e massetti.

Devo dire che non è raro, soprattutto nelle case realizzate fino agli anni ’60 del secolo scorso, trovare massetti praticamente inesistenti. In questi casi risulta difficile far passare a terra tutti i nuovi tubi, che rispetto a 50 anni fa sono molti di più e di dimensioni decisamente maggiori. La soluzione in questi casi è far passare tutti gli impianti a parete/controsoffitto, oppure rassegnarsi ad alzare tutto il livello della casa (ma questo te lo sconsiglio soprattutto per questioni statiche: i massetti pesano!)

Tornando a noi, in questa fase verranno installati anche tutti i macchinari previsti ad incasso (ad esempio i condizionatori incassati nel controsoffitto con i sistemi di distribuzione tramite tubi e bocchettoni, ma anche sistemi di ventilazione).

Fase 4 – Opere edili parte 2

fasi della ristrutturazione: massetti e intonaci

Dopo che se ne sono andati gli impiantisti tornano gli operai: riprendono le opere edili. Lo scopo qui è portare il grezzo della casa ad un livello tale per cui è possibile posarci le finiture.

In questo secondo passaggio di opere edili devono essere coperti tutti gli impianti e rifiniti i muri. In sostanza i lavori da fare sono:

  • Massetti a terra
  • Chiusura delle tracce sui muri
  • Intonaco sulle pareti
  • Rivestimenti dei bagni

Facciamo qualche rapida riflessione su questi lavori.

Massetti

I massetti hanno un duplice scopo: coprire tutti gli impianti e raggiungere il livello su cui verranno posati i pavimenti.

In questa fase è fondamentale aver già scelto quale sarà il pavimento da installare: non solo il materiale di cui sarà composto (legno, gres porcellanato, ceramica, pietra, resina, etc.) ma anche il modello preciso. E sarebbe importante che in cantiere ci fosse almeno un campione del pavimento per calcolare correttamente gli spessori.

Il motivo è duplice:

  • Il materiale scelto serve per scegliere correttamente il tipo di massetto da realizzare (cementizio, all’anidrite, alleggerito, mono o a doppio strato, etc.);
  • Il campione serve per determinare precisamente lo spessore del massetto. O meglio quanto lasciare tra la quota finita dell’appartamento (detta quota “0”) e il piano del massetto.

Chiusura delle tracce

La chiusura delle tracce avviene in due modi diversi tra pareti in laterizio e pareti in cartongesso. Anzi in realtà nelle pareti in laterizio si tratta di vera e propria chiusura delle tracce, nelle pareti in cartongesso si tratta di conclusione delle pareti.

La chiusura delle tracce delle pareti in laterizio avviene con malta e se necessario scaglie di laterizio per riempimento.

Nelle pareti in cartongesso, siccome non sono state fatte tracce ma, se ti ricordi, un lato della parete è stato lasciato senza lastre di cartongesso, vengono semplicemente installate le lastre sul lato rimasto libero.

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Intonaco

Anche in questo caso si tratta di due procedimenti differenti da seguire a seconda che le pareti siano in laterizio o cartongesso.

Nel primo caso quello che viene realizzato è un vero e proprio intonaco, nel secondo caso si tratta della stuccatura di viti e giunti.

Nel caso tu abbia optato per far realizzare pareti in laterizio (ricordai che quando parlo di laterizio intendo anche altri tipi di mattoni come il gasbeton) l’intonaco viene realizzato per rifinire e proteggere le pareti.

I materiali con cui possono essere realizzati gli intonaci sono molti e fanno parte integrante di una corretta progettazione, che naturalmente farà il tuo progettista, e che deve coordinarsi sia con il supporto (cioè il muro di mattoni) che con la finitura (cioè la pittura).

Le tecniche standard utilizzate negli ultimi decenni prevedono intonaci a base di cemento ma ormai si stanno riscoprendo vecchie tecniche (con le dovute migliorie tecnologiche) che garantiscono ambienti interni più salubri (mi riferisco principalmente alla calce). Non è mia intenzione in questo articolo scrivere un vademecum sugli intonaci quindi interrompiamo qui l’argomento.

Voglio solo evidenziarti che se ti trovi a nord di Roma probabilmente l’intonaco verrà eseguito in modo molto più preciso e rifinito (e con costi maggiori) rispetto a tutto il territorio da Roma verso sud.

Non fraintendermi: non è che nel sud Italia non siano capaci di fare bene gli intonaci, semplicemente è diffusa una finitura delle pareti diversa, che prevede un passaggio ulteriore, effettuato dai pittori (che quindi vedremo a breve nella fase 6), e che permette di lasciare gli intonaci meno precisi.

Si tratta semplicemente di tecniche costruttive differenti.

Per quanto riguarda le pareti in cartongesso invece la stuccatura dei giunti tra le lastre e delle viti viene fatta con stucco a base di gesso e serve per rendere perfettamente planari le pareti.

La tecnica prevede vari gradi di finitura delle stuccature (denominate da Q1 a Q4), a seconda di come si vuole procedere con le pitturazioni.

Senza approfondire sappi che le più diffuse sono la Q2, che prevede una stuccatura dei giunti e delle viti con allargamento ai lati di circa una decina di centimetri, e la Q3 che in aggiunta prevede una stuccatura completa della lastra di cartongesso, rendendola praticamente pronta per la pitturazione.

(Tienine conto quando chiedi preventivi e valuti le offerte).

Rivestimenti

A conclusione di questa quarta fase vengono anche posati i rivestimenti dei bagni (le piastrelle sulle pareti e sul pavimento) e potrebbero essere posati anche i pavimenti in tutta la casa.

In realtà i pavimenti sono installati durante questa fase in relazione a cosa hai scelto: quelli in gres porcellanato, o in materiali ceramici in genere, possono essere tranquillamente posati adesso, quelli in legno invece no, devono essere messi nell’ultima fase. E tra poco ti spiegherò il perché.

Altre opere

Sono tipiche di questa fase anche la realizzazione di controsoffitti e mobili in cartongesso.

In sostanza, come ti ho già detto, vengono realizzati tutti i lavori che sono propedeutici per l’ultimo passaggio di finiture che vedremo nella fase 6.

Fase 5 – Impianti parte 2 e forniture

fasi ristrutturazione: gli impianti

Dopo aver completato le principali finiture edili è possibile completare gli impianti, che in sostanza significa:

  • Impianto elettrico: infilare i cavi, installare il quadro elettrico e mettere i frutti nelle cassette elettriche;
  • Impianto idrico: installare i sanitari e le rubinetterie nei bagni.

Invece per l’impianto di riscaldamento è ancora presto per installare i termosifoni (se hai previsto questa tipologia di riscaldamento) o gli split a vista, così come la caldaia: per queste cose è necessario che tutte le pareti siano pitturate.

In questa fase invece è essenziale che vengano installati anche gli infissi esterni, senza i quali non potranno essere realizzate le opere dell’ultima fase.

Questa cosa diventa maggiormente importante se hai scelto un pavimento in legno (di qualsiasi tipo, massello, prefinito o laminato, vai a leggerti la mia guida sui pavimenti in legno per capirne di più): infatti il legno è un materiale che teme l’umidità e gli sbalzi di umidità, soprattutto appena installato. Quindi ha bisogno di un ambiente chiuso, cosa possibile solo con gli infissi installati.

Fase 6 – Opere edili parte 3

fasi della ristrutturazione: le pitturazioni

Siamo arrivati alla fine: la casa a questo punto è molto vicina ad essere conclusa, ma proprio le ultime finiture spesso richiedono più tempo del previsto.

Vengono realizzate le ultime rifiniture edili, che sarebbe impossibile elencare in questo articolo perché si tratta di tante piccole cose che variano in modo radicale da casa a casa.

Dopodichè entrano in gioco gli imbianchini.

La pitturazione della casa (è solo pittura?)

Se ti trovi al centro-sud questa fase sarà molto più lunga di quello che ti aspetteresti, spesso i clienti, anche se avvertiti, si lamentano di come i pittori siano lenti.

Il motivo è, come ti dicevo qualche paragrafo fa, che qui gli intonaci vengono lasciati più grezzi rispetto al nord Italia. E il motivo è che… la finitura finale sarà più liscia!

Lo so, può sembra una contraddizione ma non lo è: nel sud Italia è diffusa l’abitudine di lisciare le pareti fino a farle sembrare velluto.

Per ottenere questo risultato è necessario realizzare le cosiddette camicie di stucco. Si usano stucchi a base di gesso o sintetici e ne vengono date una, due o più passate rigorosamente a mano. E ogni passata viene poi carteggiata (a mano o con una macchina apposta) per renderla sempre più liscia.

Più liscia desideri la parete più mani di stucco ci vogliono.

E ogni volta che la parete viene carteggiata per lisciarla si formano montagne di finissima polvere bianca che ricopre tutto.

Io sono Veneto, ma vivo a Salerno da ormai parecchi anni. Nel mio trasferimento da Nord a Sud la cosa che mi ha trovato più impreparato (in ambito lavorativo) è stata proprio questa differenza di trattamento delle pareti in laterizio.

Sulle pareti in cartongesso invece la stuccatura per preparare le pareti alla pittura è sempre obbligatoria, sia che tu abiti al nord che al sud.

Una volta che le pareti sono pronte le operazioni subiscono un’accelerata notevole: viene passata una mano di fissativo e due o tre di pittura e il gioco è fatto (sia chiaro: a meno che tu non voglia finiture particolari).

Un’operazione che puoi fare solo in questa fase…il pavimento in legno!

Te ne ho già accennato parlando degli infissi nella fase 5: il pavimento in legno richiede condizioni di umidità stabile per evitare che si imbarchi e quindi che tutti gli infissi siano già stati installati.

Il pavimento in legno deve essere posato dopo che i pittori hanno realizzato le prime mani di stucco (se sono previste in casa tua naturalmente). Invece può essere posato indifferentemente prima o dopo la pittura, naturalmente avendo cura di incartarlo completamente in questo secondo caso.

Le ultime opere

Posati i pavimenti e finite le pitturazioni mancano gli ultimi lavori da fare prima che ti venga riconsegnata la tua casa ristrutturata. Solitamente si tratta di:

  • Installare i battiscopa;
  • Installare le porte interne;
  • Installare e avviare caldaie/unità esterne/etc. (l’installazione può avvenire anche nella fase precedente);
  • Montare le placchette dell’impianto elettrico;
  • Installare apparecchi illuminanti e montare i mobili (se previsto dal contratto).

E con questo in 6 fasi la tua casa è pronta!

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È TUTTO QUI? LA SETTIMA FASE CHE LE IMPRESE VOGLIONO FARTI SALTARE…

Negli anni ho capito che la ristrutturazione è un gioco delle parti: ognuno ha un suo ruolo e ognuno cerca di trarre il massimo da quello che fa.

Per te il massimo è ottenere una casa che rispecchi le tue aspettative e i tuoi desideri, che ti lasci con l’effetto “wow” e che non ti dia problemi quando ci vai a vivere.

Per l’impresa è realizzare un lavoro in tempi rapidi, non avere scocciature e passare immediatamente ad un’altra casa da .

Dover tornare, dopo aver ultimato i lavori, sul luogo del misfatto per risolvere eventuali problemi è una scocciatura che si evitano volentieri, anche perché tutto ciò ha un costo per loro e sono obbligati a farlo gratuitamente (almeno per i primi due anni).

Per questo motivo realizzano la ristrutturazione, ti consegnano la casa facendoti vedere quanto sia venuta bene, ti chiedono il saldo e saluti&baci: una volta finito di pagare, se hai dei problemi, in alcuni casi potrebbe essere difficile far valere i tuoi diritti.

Però tu hai un’arma per avere la certezza che l’impresa non ti abbandonerà con mille piccoli problemi da risolvere: ed è proprio il saldo.

Una volta conclusi i lavori tu devi fare un sopralluogo approfondito della casa, cercare tutti i difetti visibili ed evidenti e pretendere che siano sistemati dall’impresa immediatamente. Questa cosa devi farla:

  • Prima di effettuare il trasloco
  • Prima di pagare il saldo all’impresa

Altrimenti il risultato sarà che l’impresa ti rimanderà all’infinito per fare queste sistemazioni e tu, con tutti i mobili in casa, le renderai anche più difficoltosa questa fase.

Ti dico questa cosa perché non c’è ristrutturazione in cui non abbia trovato qualche piccola cosa da sistemare a lavori ultimati. Alle volte piccolezze, alle volte cose importanti.

Niente di cui preoccuparsi, è nella norma: una ristrutturazione è un lavoro grande e complesso e qualcosa può sempre sfuggire. Basta controllare e far sistemare.

Naturalmente in tutto ciò dovresti avere il tuo tecnico che ti accompagna. Ha sicuramente l’occhio più allenato di te a trovare questi difetti.

[Se invece hai deciso per una di quelle “ristrutturazioni chiavi in mano” con tecnico incluso allora mi spiace dirti che sono fatti tuoi: lì il tecnico che ti hanno affibbiato è un dipendente o collaboratore dell’impresa e quindi dirà sempre che è tutto “perfetto, bellissimo, meraviglioso”. In fondo da chi prende i soldi?]

Attenzione però: non si tratta di essere pignoli all’inverosimile. Si tratta di trovare difetti reali che potrebbero portare a dei problemi in futuro, o di trovare evidenti errori, estetici o tecnici, nella realizzazione di alcune opere.

Ad esempio in una ristrutturazione che ho seguito recentemente ho verificato che nel rivestimento del bagno un paraspigoli in ceramica non era fissato bene: sicuramente nel giro di qualche mese si sarebbe staccato diventando un problema non solo estetico ma anche di funzionalità. In quella parte (stiamo parlando di un bordo vasca) l’acqua si sarebbe potuta infilare tranquillamente creando in futuro chissà quali danni (fino ad arrivare al distacco delle altre piastrelle di rivestimento).

Uno dei più importanti architetti della storia, Mie van der Rohe, una volta disse “Dio è nei dettagli”, per sottolineare come la perfezione di un edificio si raggiunga grazie alle migliaia di particolari di cui è composto.

Casa tua potrà non essere perfetta ma la cura dei particolari la renderanno tale per te. Tu sei il primo a doverti preoccupare degli aspetti generali ma non devi tralasciare i dettagli della tua ristrutturazione.

Una ristrutturazione è fatta di aspetti generali e di aspetti di dettaglio. E la prima persona che deve preoccuparsene sei tu.

Tu li conosci? Certo, con l’articolo di oggi hai scoperto come verranno eseguiti i lavori in casa tua. Ma questo è solo un piccolo granello di una ristrutturazione…e nemmeno troppo importante per un committente.

Sono altri gli aspetti di cui devi dovresti preoccuparti realmente. Quelli che consentiranno alla tua ristrutturazione di essere come vuoi tu, di non farti sprecare soldi e di non subire fregature.

Ho scritto un manuale in cui ti spiego esattamente tutto questo. Lo trovi qui:

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