Lavori di ristrutturazione: gli errori progettuali

Lavori di ristrutturazione: 4 errori di progettazione che devi assolutamente evitare

Spesso quando devono essere fatti dei lavori di ristrutturazione in casa i proprietari vogliono intervenire in modo attivo su aspetti progettuali e tecnici.

Mi è capitato spesso di dover cedere a richieste di committenti che sapevo essere sbagliate. Ma anche di fronte ai miei consigli non c’è stato niente da fare.

Nell’articolo di oggi ti voglio parlare di 4 errori di progettazione che vedo compiere regolarmente da committenti che decidono di fare di testa loro.

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Siccome sento già il vociare dei colleghi tecnici pronti a criticare al suono di “in un progetto sei tu che decidi…non il committente”, chiariamo una cosa:

Io non accetto intromissioni nelle scelte progettuali per tutti quegli aspetti che riguardano la regolarità edilizia e normativa della casa e la sua sicurezza.

Se un cliente mi chiede un abuso o di fare qualcosa che non reputo sicuro non glielo lascio fare.

Piuttosto mi dimetto dall’incarico.

Però so che sto progettando la sua casa…e quindi devo cercare di farla il più vicino possibile ai suoi gusti ed esigenze.

I 4 errori di cui ti parlerò in questo articolo riguardano scelte progettuali che non inficiano gli aspetti di cui ti ho appena parlato.

Ma cambiano radicalmente il comfort e la vivibilità di una casa…

Quindi partiamo con:

I 4 ERRORI DI PROGETTAZIONE DA EVITARE NEI TUOI LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE

errori di progettazione nei Lavori di ristrutturazione

Naturalmente gli errori di progettazione in una ristrutturazione possono essere innumerevoli.

Questa non è una guida completa agli errori di progettazione…ma semplicemente un punto della situazione sui 4 che, per esperienza, ritengo essere realmente deleteri.

Fino ad arrivare a rovinare un’intera ristrutturazione per cui hai speso molti soldi…

Errore 1: Non sostituire gli infissi

Gli infissi nei lavori di ristrutturazione

Durante i lavori di ristrutturazione la prima cosa di cui si preoccupano i proprietari di casa è “rendere più bella” la propria casa.

Quindi si concentrano sul lato estetico e al massimo sulla distribuzione interna degli ambienti.

Si vogliono cambiare le finiture che “sono vecchie, rovinate e fuori moda”, quindi:

  • pavimenti nuovi,
  • porte interne nuove,
  • sanitari nuovi,
  • pitture moderne,
  • controsoffitti, etc…

Oppure si prova a definire una nuova distribuzione interna perché quella attuale non risponde alle nuove esigenze…quindi si uniscono stanze per creare degli open-space, oppure si cerca di trovare lo spazio per un secondo bagno o la camera per il secondo figlio…

Si tratta di aspetti centrali che vanno sempre affrontati in una ristrutturazione.

Ma non bisogna fare l’errore di relegare in secondo piano tutte le altre questioni con la frase che ho sentito troppe volte: “se ci sono i soldi facciamo anche questo…”

Ristrutturazione

Tutto ciò che di solito viene considerato non rilevante è nei fatti tutto ciò che contribuisce in modo primario e determinante al raggiungimento del benessere all’interno di una casa.

E quindi dovrebbe essere la prima cosa da considerare.

Sicuramente è fondamentale vivere in ambienti che ci piacciono, ma è altrettanto importante (anzi di più…) vivere in ambienti in cui il nostro corpo sta bene.

Prendi questo mio sproloquio come un’introduzione sia per l’errore che stiamo vedendo in questo paragrafo, cioè la mancata sostituzione degli infissi, che per quello che vedremo nel prossimo paragrafo.

Te ne sto parlando qui perché mi capita spesso di vedere che gli infissi sono uno degli elementi tralasciati in una ristrutturazione.

Soprattutto quelli che apparentemente sono in buone condizioni, o magari che “sono buoni perché hanno il vetrocamera”.

Purtroppo un infisso con 30 o più anni di carriera sulle spalle non è un buon infisso. Anche se all’apparenza lo sembra. Anche se ha il vetrocamera.

Infissi così vecchi inevitabilmente sono fonte di spifferi, basso isolamento termico e acustico.

Anche se non te ne rendi conto sono la principale fonte di dispersione del calore. Sia quando non sono in grado di trattenere il calore dentro casa, sia quando fanno passare lo spiffero d’aria.

A causa di infissi vecchi e di bassa qualità non solo non riesci a raggiungere condizioni di benessere in casa, ma spesso devi spendere un patrimonio in riscaldamento e raffrescamento perché in inverno fanno uscire il caldo e in estate fanno entrare il caldo del sole.

E ti ribadisco che questo vale anche se il tuo infisso vecchio di 20 anni è con vetrocamera (cioè due vetri e uno strato di aria all’interno).

Infatti le tecnologie delle prime soluzioni con vetrocamera (ti parlo di anni ’80) si sono notevolmente evolute.

Un infisso nuovo di media qualità isola tre volte di più di un infisso con vetrocamera degli anni ottanta.

Inoltre lo sai che dopo un certo numero di anni il vetrocamera ha bisogno di una revisione perché i vetri non sono più sigillati e quindi si comportano come se fossero una lastra singola?

Ma non pensare che il problema sia solo della parte vetrata…anche il telaio è un problema: i vecchi infissi sono quasi sempre senza nessun tipo di guarnizione e quelli che ce le hanno sono talmente sottili e rovinate che sono inutili.

Sono proprio le guarnizioni che garantiscono la perfetta tenuta all’aria di un infisso…e quindi non fanno passare lo spiffero d’aria che ti arriva inesorabile sulla schiena.

Ma anche il cassonetto delle tapparelle è un altro problema importante: lo sai come sono fatti quelli vecchi? Un cassone di legno spesso pochi millimetri che praticamente mette in diretto contatto il tuo ambiente interno con l’esterno.

E’ come avere un grosso buco perennemente aperto sopra ogni finestra.

Non il massimo quando hai i termosifoni a pieno regime per riscaldare la casa…in pratica stai scaldando l’aria esterna!

E infine non sottovalutare l’aspetto acustico. Soprattutto se vivi in città.

Gli stessi elementi che danno isolamento termico danno anche isolamento acustico.

Non sentire più le macchine in mezzo alla strada a tutte le ore del giorno e della notte, oppure il casino del bar sotto casa quando vorresti riposare, non ha prezzo.

Qualche anno fa ho cambiato gli infissi: sono passato dalla sensazione di avere le macchine in casa (e abitavo al sesto piano) a non sentire più nulla…

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Quindi qual è la prima cosa che devi fare nei tuoi lavori di ristrutturazione se vuoi cominciare realmente a stare bene in casa e a risparmiare sulle bollette?

Naturalmente cambiare gli infissi.

Ma non cercare i più economici sul mercato! Ti sembrerà banale ma “poca spesa = poca resa” è un dato di fatto.

Infatti è vero che sul mercato ci sono infissi abbastanza economici che garantiscono buone prestazioni.

Ma tutti questi infissi presentano il problema di un rapido deterioramento delle prestazioni dichiarate perché realizzati con materiali scadenti. Per non parlare degli alti costi di manutenzione causati proprio dai materiali con cui sono realizzati.

Gli infissi economici sono quasi sempre prodotti di bassa qualità importati dalla Cina su cui è stato appiccicato il marchio CE (comunità europea). Non farti fregare.

Le tipologie di infissi principali che puoi trovare in vendita sono quattro:

  • PVC
  • Alluminio
  • Legno
  • Legno-Alluminio

Oltre al materiale del telaio devi valutare anche il vetrocamera: si parla di numero di camere d’aria (1, 2 o 3), dello spessore delle lastre, dello spessore dello strato d’aria e del tipo di gas contenuto all’interno di questo strato d’aria (importante perché funge da isolante), inoltre ci sono i trattamenti superficiali dei vetri che consentono di ottimizzare ulteriormente le prestazioni.

Infine non devi scordarti di abbinare sempre la sostituzione del cassonetto con uno coibentato e delle tapparelle con altre a tenuta d’aria e isolate.

Ho scritto una guida suddivisa in cinque articoli dedicata agli infissi. Puoi leggere il primo qui.

Per casa mia ho scelto infissi con telaio in legno-alluminio con doppio vetrocamera (quindi tre lastre di vetro) con gas argon e trattamento bassoemissivo dei vetri. Inoltre tapparelle nuove (elettrificate) in alluminio isolato e cassonetti coibentati.

Risultato?

Sono costati un occhio della testa, ma ogni volta che qualche ospite entra in casa in inverno, magari tutto infreddolito, la prima cosa che dice è “che bel calduccio, hai acceso il riscaldamento”? E puntualmente la risposta è “no, è tutto spento”.

Non voglio farti vedere la bolletta del gas sennò diventi viola dall’invidia…

Quindi cambia gli infissi e cerca di sfruttare al massimo le detrazioni fiscali…che sono tante ed importanti. Puoi leggere questo articolo in proposito.

Errore 2: Non rifare gli impianti

La caldaia nei lavori di ristrutturazione

Non rifare gli impianti è un errore strettamente legato al precedente.

Perché non rifare gli impianti è un errore? E a quali impianti ci riferiamo?

Ristrutturazione

Partiamo dalla seconda domanda.

Gli impianti all’interno di una casa sono sostanzialmente tre:

  • impianto elettrico
  • impianto dell’acqua sanitaria
  • impianto di riscaldamento (ed eventualmente raffrescamento)

Non so spiegarti il motivo ma, quando devono affrontare dei lavori di ristrutturazione, solitamente i proprietari di casa hanno la percezione che l’impianto elettrico vada rifatto (per fortuna!). Mentre spesso credono che quello di acqua sanitaria (quello dei bagni per intenderci) e quello di riscaldamento vadano bene com’è. Al massimo c’è da cambiare la caldaia.

In questo paragrafo vorrei concentrarmi sull’impianto di riscaldamento. Perché ritengo il non rifarlo quando si ristruttura un errore molto grave.

Solitamente, soprattutto negli appartamenti, abbiamo a che fare con impianti autonomi costituiti da una caldaia a cui, tramite delle tubazioni, nel muro sono collegati dei termosifoni.

I quali possono essere in ghisa (quelli più vecchi) o in acciaio (che hanno preso il sopravvento dagli anni ’80).

I tubi che collegano il tutto solitamente sono di rame (quelli più vecchi in ferro) e corrono sotto il pavimento.

Infine il tutto viene controllato da un termostato.

Devo essere sincero, dopo aver lavorato per anni nel nord Italia, quando sono arrivato a Salerno mi ha stupito trovare molte case in cui l’impianto di riscaldamento era costituito da una serie di stufette elettriche appese alla parete ed assolutamente autonome.

Addirittura in molte case non c’è alcun impianto di riscaldamento…perchè “tanto qui fa freddo solo per poche settimane e basta mettersi una coperta in più addosso” (salvo poi battere i denti dal freddo per mesi e ritrovarsi con vari problemi fisici negli anni…).

Questi impianti, se hanno più di 30 anni, dovrebbero essere completamente rifatti.

In tutti i componenti…anche i tubi di distribuzione.

E i motivi sono vari:

  1. Un vecchio impianto di riscaldamento non è efficiente.
    Perché spreca tantissima energia e fa schizzare i le bollette alle stelle.
    Sono tre gli elementi principali che causano queste inefficienze:
    la caldaia che consuma molto (perché di vecchia tecnologia) e spreca tanto calore (hai notato che i locali caldaia spesso sono caldissimi? tutto calore sprecato… E se la caldaia sta all’esterno? Per anni hai riscaldato il mondo…);
    i tubi che trasportano l’acqua calda dalla caldaia ai termosifoni: quelli vecchi generalmente non sono isolati. Mi ricordo che a casa di mia nonna in inverno lungo il percorso dei tubi c’era una sorta di riscaldamento a pavimento. Uno dei problemi è che così stai riscaldando anche gli appartamenti di chi ti abita sotto…;
    Il termostato che non si può programmare e che nella maggior parte dei casi devi accendere e spegnere tu. Così quando torni a casa dopo una giornata di lavoro trovi la casa gelata, oppure hai scaldato gli ambienti a palla anche quando non c’era nessuno in casa…che spreco!
    Quindi il primo beneficio è che sostituendo l’impianto di riscaldamento abbatti il costo delle bollette! E già questo dovrebbe bastare…
  2. Un vecchio impianto di riscaldamento non ti fa stare bene in casa. Il motivo è che non riesci a raggiungere il livello di comfort desiderato.
    Infatti i vecchi sistemi di regolazione non riescono mai a garantirti costantemente le condizioni di benessere.
    Le situazioni tipiche sono che quando rientri la sera non puoi toglierti il cappotto finché non hai acceso i termosifoni per almeno un’ora, oppure che in casa fa più caldo che ai tropici tanto da dover stare in maglietta. O ancora che ci sono zone della casa calde e altre fredde…o ancora riscaldi allo stesso modo ambienti che richiederebbero riscaldamenti differenti (in cucina ad esempio c’è già il calore dei cibi che cuociono…)
    Quindi cambiando l’impianto di riscaldamento riesci ad ottimizzare tutti questi aspetti per ottenere una reale condizione di benessere

Ma deve esserti chiaro che rifare l’impianto di riscaldamento non significa solo sostituirne alcuni pezzi: ad esempio cambiare la caldaia, oppure i termosifoni.

Significa invece far eseguire prima un’analisi accurata da un tecnico specializzato, predisporre un nuovo progetto e infine probabilmente intervenire in modo radicale.

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Tra l’altro non è necessario rimanere ancorato al classico sistema di riscaldamento caldaia a gas + termosifoni. Ormai ci sono sistemi completamente diversi e molto più efficienti che garantiscono il caldo in inverno e il fresco in estate con un unico impianto praticamente invisibile (e che ti fa risparmiare un sacco di soldi).

Capisco che sostituire l’impianto di riscaldamento è una spesa notevole all’interno dei lavori di ristrutturazione, ma probabilmente è più importante di molte altre cose a cui stai dando troppa rilevanza.

Deve comunque esserti chiaro che sostituire un impianto di riscaldamento senza avere infissi efficienti (e possibilmente le pareti esterne isolate) è utile come cercare di riempire d’acqua un colapasta.

Se vuoi approfondire qualche concetto sugli impianti di riscaldamento ho scritto un articolo abbastanza completo. Lo trovi qui.

Abbiamo finito anche con gli impianti e come avrai capito, questi due primi errori da evitare rientrano all’interno della sfera di interventi che ti consentono di:

  1. abbattere i costi di gestione
  2. migliorare drasticamente il benessere in casa

A mio modo di vedere sono interventi essenziali in una ristrutturazione e da fare in modo coordinato, possibilmente dopo un’analisi approfondita della tua abitazione dal punto di vista energetico.

Per fare questo ti consiglio di partire col chiedere al tuo tecnico una valutazione energetica comprensiva di Attestato di Prestazione Energetica (non quelli a 39€ di Groupon! Un buon certificato ti costa almeno 200€).

Passiamo ad errori altrettanto pratici ma che hanno influsso su come vengono usati gli spazi in una casa.

Errore 3: Non prevedere il ripostiglio

Un rispostiglio è fondamentale nei lavori di ristrutturazione

E’ inutile che ci giriamo intorno: il ripostiglio è l’unico locale realmente essenziale in una casa!

Ne sono fermamente convinto.

E la realtà dei fatti è che la maggior parte delle ristrutturazioni che vedo in giro non prevedono nessuno spazio in cui riporre tutto quello che non viene utilizzato.

In ogni casa ci sono moltissimi oggetti che non servono sempre e che hanno bisogno di una collocazione. Ti parlo di aspirapolveri, ferri da stiro, alberi di natale…ognuno di noi si trova con oggetti che non vuole avere tra i piedi in continuazione e che non sa dove mettere.

Se abiti in una casa singola magari hai la cantina o il garage da usare come magazzino…ma in un appartamento? Se hai la fortuna di avere un garage sicuramente per raggiungerlo devi farti qualche piano di scale.

E poi ci sono oggetti che ti possono servire anche più volte in una settimana…che fai? Te li porti avanti e indietro?

Insomma: il ripostiglio è un ambiente fondamentale per la casa.

E’ vero che spesso i vecchi appartamenti hanno un locale adibito a ripostiglio, però in città gli spazi sono talmente stretti che spesso viene sacrificato per ricavarci altre funzioni.

Se stai pensando di fare la stessa scelta fermati subito. Non potrai vivere senza un ripostiglio!

Naturalmente il ripostiglio non deve essere per forza una stanza a sé stante. Sicuramente è la soluzione più pratica, ma ci possono essere anche delle alternative altrettanto valide.

Ad esempio puoi ricavare una nicchia lungo un corridoio in cui mettere una scaffalatura. La nicchia può essere profonda anche solo 60 centimetri e puoi chiuderla con delle eleganti porte scorrevoli in legno a tutta altezza.

Un’altra possibilità è quella di creare una sorta di soppalco sopra i corridoi o il bagno. Lo sai che questi ambienti possono essere alti solo 2,40 metri? (mentre gli altri ambienti devono essere alti almeno 2,7 metri). Dei travetti in acciaio, delle paretine in cartongesso, una porticina ed ecco che hai realizzato un ripostiglio soppalcato perfetto. Certo avrai bisogno di una scala per raggiungerlo ma vuoi mettere l’utilità?

Quindi ricordati: sia che tu abbia deciso di fare i lavori in casa da solo, sia che tu abbia un tecnico che ti segue, fai in modo che nella tua casa non manchi mai il ripostiglio!

Errore 4: Non tenere conto delle misure reali dei mobili

Attenzione all'arredo nei lavori di ristrutturazione!

Hai deciso di ridisegnare da solo casa tua? Quando sposti pareti e crei i nuovi ambienti devi assolutamente tenere conto delle dimensioni-standard dei mobili.

Lo so che potresti farti realizzare un arredamento su misura ma questa soluzione comporta alcuni inconvenienti:

  1. I costi lieviterebbero. Se non hai un budget molto alto lascia perdere…
  2. E se un domani volessi cambiare casa? Devi lasciare i mobili dove stanno e ricomprarli TUTTI da capo.

Le misure standard sono pensate anche in funzione dell’ergonomia, quindi è il caso di non discostarsi troppo

Ma quali sono queste dimensioni standard?

Ristrutturazione

Non posso farti qui un corso intensivo di arredamento, però qualche dritta te la posso dare…

La prima è quella di lasciar perdere i mobili IKEA e le loro strambe misure: sono completamente diverse da quelle standard utilizzate in Italia (e in gran parte del resto d’Europa).

La misura-base standard per i mobili è 60cm. Questo è il modulo da cui nascono tutti gli arredi. Con i suoi multipli e sottomultipli.

Pertanto si parte da 15cm, poi 30, 45, 60, 90, 120, 150, 180, 240, 270….

Quindi se stai riprogettando la tua camera da letto devi lasciare una parete libera di un multiplo di 60cm per l’armadio. Solitamente per una camera matrimoniale la misura minima è 240cm. Però tieni presente che la parete non può essere precisamente di questa misura in quanto esistono i battiscopa e ci vuole un po’di spazio di “manovra”. Quindi una buona misura potrebbe essere 245cm.

Naturalmente anche la profondità dei mobili rispecchia queste dimensioni: un armadio generalmente è profondo proprio 60cm, così se prevedi una nicchia falla di questa profondità.

Un altro esempio? La cucina. Una cucina standard che riesce a contenere comodamente tutti gli elettrodomestici dovrebbe essere lunga 360cm. Quindi la parete su cui la addosserai dovrebbe essere 365cm.

Naturalmente la cucina non deve per forza essere disposta su un’unica parete, quindi cerca in ogni caso di avere più pareti che ti consentano almeno questo sviluppo (occhio agli angoli!). E naturalmente devi tenere conto anche degli spazi che ti servono per muoverti…

Proprio sugli spazi per muoversi devi fare un’altra importante riflessione. Pensa ad esempio alla camera da letto: un materasso matrimoniale standard misura 160cm di larghezza per 190cm di lunghezza. Se vuoi il cosiddetto XXL misura 180cm di larghezza e 200cm di lunghezza. A queste misure devi naturalmente aggiungere la testata ed eventuali strutture.

Intorno al letto devi avere lo spazio per muoverti: almeno 60cm anche se 80 (soprattutto ai lati) sarebbe meglio.

Quindi anche l’aspetto degli spazi per muoversi è essenziale nel progetto della tua casa: ci sono misure ergonomiche standard che ti garantiscono la vivibilità degli ambienti e di stare non schiacciato come una sardina in scatola…

Per concludere: pensare da capo gli ambienti di casa richiede anche una riflessione attenta sui mobili e sugli spazi. Naturalmente è impossibile pretendere di avere tutte le pareti perfette per inserirci mobili basati sui “multipli di 60”, e nemmeno tutte le stanze con le proporzioni perfette. Però non studiare a fondo questi aspetti nel tuo progetto per i lavori di ristrutturazione è realmente un grave errore.

4 ERRORI EVITATI E HO RISOLTO I MIEI PROBLEMI?

Lavori di ristrutturazione: devi evitare gli errori per viverli senza stress

Mi piacerebbe dirti di sì, ma non è così.

In questo lungo articolo, che come hai visto è stato poco tecnico e molto discorsivo, ti ho evidenziato i quattro errori di progettazione che vedo commettere più spesso e che hanno conseguenze importanti per la tua ristrutturazione.

Sono sicuramente i più gravi ma non sono gli unici che ti possono portare a una ristrutturazione insoddisfacente.

Se hai già scaricato il mio report gratuito in cui ti parlo proprio errori che vengono commessi nelle ristrutturazioni hai potuto leggere come ce ne sono tanti altri, di natura diversa (io li chiamo procedurali), che possono avere conseguenze molto peggiori.

Ma tornando agli errori di progettazione, per evitarne la maggior parte la soluzione è affidarsi ad un progettista.

Anche se so che a molte persone non piace l’idea di spendere soldi per un tecnico, ti assicuro che saranno proprio quei soldi che ti permetteranno di risparmiarne molti in futuro e di ottenere la ristrutturazione che desideri. Che poi è la cosa più importante

Ma la figura del progettista non è altro che un ingranaggio in un processo che prevede più attori e più fasi.

Ogni ristrutturazione deve essere pianificata e gestita con un corretto processo edilizio-amministrativo.

Che in Italia è unico, sebbene molti provino a stravolgerlo facendo danni…

Se hai bisogno di qualche chiarimento e vuoi esprimere qualche tua idea lasciami un commento qui sotto! Risponderò appena possibile.

Alla tua ristrutturazione!

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