rifacimento dell'impianto idraulico

Guida al rifacimento dell’impianto idraulico: le opere, le pratiche, i costi.

Se ti parlo di rifacimento dell’impianto idraulico di casa tua sai di preciso di cosa stiamo parlando?

L’impianto idraulico è composto da tutti quegli elementi che gestiscono la fornitura e lo smaltimento dell’acqua all’interno di un edificio. L’acqua viene usata nei bagni, nella cucina, nella lavatrice, nella lavastoviglie…ma anche nei termosifoni. Quindi quando parliamo di rifacimento dell’impianto idraulico dobbiamo mettere prima in chiaro a quale parte dell’impianto di gestione dell’acqua ci stiamo riferendo e per farlo devi conoscere, almeno in modo indicativo, quali sono gli elementi principali di un impianto idraulico all’interno di un appartamento.

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COM’È FATTO UN IMPIANTO IDRAULICO

Il punto da cui parte il tuo impianto idraulico è chiaramente il contatore. Nei condomini, fino a qualche anno fa (in realtà fino a parecchi anni fa…), i contatori delle varie utenze venivano installati all’interno dei singoli appartamenti: nelle case potevi trovare una o più nicchie con il contatore dell’Enel, il contatore del gas e il contatore dell’acqua. Casa mia, che si trova in un condominio realizzato tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, è fatta proprio così. Ora invece i fornitori dei servizi richiedono che tutti i contatori vengano raggruppati in appositi “vani contatore” che affacciano direttamente in strada: questo serve per facilitare la manutenzione e il monitoraggio dei consumi.

Quindi il tuo contatore dell’acqua potrebbe essere sia all’interno di casa tua sia insieme a tutti gli altri direttametne sulla strada, dipende da quanto è vecchio l’immobile o se sono state fatte delle modifiche nel tempo. Tutto ciò che è a monte del contatore è di proprietà e competenza del gestore dei servizi idrici del tuo Comune, tutto ciò che è a valle è di proprietà e competenza tua.

rifacimento impianto idraulico: schema condominiale

L’impianto idraulico all’interno di casa tua

Una volta che entra dentro il tuo appartamento l’impianto idraulico è formato da una precisa serie di elementi. Vediamo quali sono i principali che compongono un impianto basilare. Chiaramente a seconda della dimensione del tuo appartamento e della quantità di apparecchi terminali allacciati (sanitari ma non solo…) potrebbe variare.

  • Il tubo di adduzione dell’acqua che arriva direttamente dal contatore
  • Una chiave di arresto, o rubinetto generale, che serve per chiudere completamente l’impianto in caso di guasti (gravi)
  • Dal rubinetto solitamente l’impianto si divide in due: un tubo va verso la caldaia per essere scaldata, un secondo tubo va direttamente verso i terminali
  • Dalla caldaia partono generalmente altri due tubi separati: uno del circuito del riscaldamento (che solitamente è chiuso: cioè l’acqua esce calda dalla caldaia e, dopo aver rilasciato il calore nei termosifoni o nei terminali che hai installato in casa, rientra nella caldaia fredda per essere scaldata nuovamente); un secondo tubo invece porta acqua calda diretta verso i terminali
  • L’impianto a questo punto può essere di due tipi: a collettore (attualmente il più diffuso) o a derivazione.
    Negli impianti a collettore ogni singolo apparecchio è collegato ad un collettore che smista l’acqua fredda e calda (ce ne possono essere più di uno in casa…) e, a seconda del tipo di terminale, riceve acqua fredda e calda (per esempio il lavabo riceve entrambe mentre il wc riceve solo la fredda).
    Negli impianti a derivazione i tubi dell’acqua calda e fredda corrono parallelamente sotto il massetto, lungo tutta la casa, a formare una sorta di circuito e man mano che lungo la strada trovano i sanitari vengono fatte delle “derivazioni” per fargli arrivare l’acqua
  • I rubinetti, da cui esce l’acqua, e i sanitari (lavabo, bidet, doccia, etc) che hanno lo scopo di raccogliere l’acqua e convogliarla verso gli scarichi
  • La rete di scarico che convoglia le acque sporche verso i punti di raccolta condominiali

Puoi immaginare gli impianti idraulici come delle lunghissime sequenze di tubi e diramazioni il cui unico scopo è renderti disponibile l’acqua per quei pochi centimetri che separano il rubinetto dallo scarico del sanitario…

Qui sotto puoi vedere uno schema che riassume quanto abbiamo descritto sopra (l’impianto rappresentanto è di tipo a collettore, quello più diffuso).

Rifacimento impianto idraulico: schema appartamento

Per completare questa prima parte, in cui abbiamo cercato di comprendere a grandi linee come è fatto un impianto idraulico, ti voglio dare qualche notizia aggiuntiva:

  • Solitamente nella rete pubblica l’acqua è a una pressione di circa 5-6 bar, mentre all’interno degli appartamenti la pressione dovrebbe essere tra i 3-3,5 bar per evitare scoppi di tubature e rumori.
    Nonostante questa pressione di partenza superiore a quella ideale, agli ultimi piani di condomini abbastanza alti l’acqua potrebbe arrivare con potenza inferiore. In questo caso, come impianti condominiali, vengono installate delle autoclavi (una o più a seconda del numero di piani), che hanno lo scopo di garantire la stessa pressione a tutti i piani.
    Allo stesso modo non è raro, specialmente nei piani bassi, che la pressione sia eccessiva. In questi casi viene installato, dopo il contatore o il rubinetto generale, un riduttore di pressione che serve proprio a riportare la pressione dell’acqua ai valori ideali.
  • La velocità dell’acqua all’interno dei tubi, strettamente legata alla pressione, dovrebbe essere tra 0,7 e 2,0 metri al secondo. In ogni caso, per non avere rumori spiacevoli, è consigliato non superare mai gli 1,5 metri al secondo.
  • I diametri dei tubi che compongono le reti idrauliche sono misurati in pollici: 1 pollice equivale a 2,54cm.
    I diametri maggiormente utilizzati sono 1/2 pollice, 1 pollice, 2 pollici.
  • I materiali delle tubazioni possono essere di vario tipo.
    Acciaio zincato: molto resistente ma ormai scarsamente utilizzato
    Rame: anch’esso molto resistente, di facile e veloce posa anche se necessita di saldatura, ottime prestazioni antibatteriche
    Materie plastiche (PE, PVC, PP): di veloce posa, leggeri, maneggievoli, garantiscono minori perdite di carico (negli appartamenti sono usati per le reti di scarico)
    Multistrato: combinano le prestazioni di tutti i precedenti, sono ormai quelli più diffusi per gli impianti idraulici all’interno delle residenze

I SEGNALI CHE TI DICONO CHE L’IMPIANTO IDRAULICO È DA RIFARE

rifacimento dell'impianto idraulico: i segnali che ti dicono che è arrivato il momento

Nel paragrafo precedente abbiamo visto gli elementi basilari di cui è composto un impianto idraulico. Chiaramente quello che interessa a te è tutto ciò che sta all’interno del tuo appartamento, perchè è l’unica parte effettivamente di tua competenza.

Come hai visto un impianto idraulico è sostanzialmente divisibile in quattro parti distinte:

  • La dorsale, cioè il tubo, che porta solo acqua fredda proveniente dall’acquedotto, fino alla caldaia e/o ai collettori o al circuito di derivazione
  • Il sistema di distribuzione interna dato appunto dai collettori fino ai sanitari o dal circuito di derivazione
  • Il circuito del riscaldamento dato dai tubi e dai terminali (un esempio: i termosifoni) che parte e torna alla caldaia
  • Il sistema di raccolta e scarico delle acque sporche

In questo articolo non parleremo del circuito idraulico del riscaldamento, perchè attiene appunto all’impianto di riscaldamento, nonstante sia fondamentalmente un sistema di distribuzione dell’acqua. Affronteremo in un altro articolo il complesso mondo degli impianti di riscaldamento.

Invece parleremo delle altre tre parti.

Chiariamo subito un punto: la dorsale e il sistema di ditribuzione fanno essenzialmente parte dello stesso impianto, cioè quello di adduzione dell’acqua, mentre il sistema di raccolta e scarico è un impianto diverso e fisicamente separato.

Rifare l’impiando idraulico di casa solitamente viene associato al rifacimento del bagno: questa cosa è parzialmente corretta in quanto è vero che gli impianti idraulici servono essenzialmente questo ambiente, però non devi scordarti della cucina e della eventuale lavanderia. Quindi, se il rifacimento dell’impianto idraulico è correttamente associato a quello del bagno, devi considerare però anche il rifacimento della cucina e in generale di tutti gli ambienti in cui arriva l’acqua per avere un impianto completamente nuovo (e che quindi presumibilmente risolve tutti i problemi).

Indivudare i segnali che ti rivelano la necessità di rifare l’impianto idraulico non è semplice, soprattutto se non sei un esperto del mestiere e se l’impianto non da apparenti problemi: la vista ai raggi X per guardare dentro i muri e dentro i tubi non è ancora un superpotere che abbiamo! (Esistono però in teoria delle speciali camere che riescono ad individuare perdite degli impianti idrici…ma naturalmente le hanno solo i professionisti)

In ogni caso possiamo cercare di mettere in evidnza alcuni sintomi.

rifacimento dell'impianto idraulico: l'etàIl motivo principale per cui spesso è necessario rifare un impianto idraulico è semplicemente l’età dello stesso, che porta al naturale deteriorarsi di tubature e raccordi.

Dopo molti anni di funzionamento potresti riscontrare delle frequenti rotture, con conseguenti perdite di acqua che allagano non solo casa tua ma anche quella dei vicini.

Spesso la soluzione a queste perdite è la semplice riparazione del singolo problema. E solitamente questa è la risposta sbagliata: infatti in impianti molto vecchi effettuare una riparazione in un singolo punto significa rischiare che lo stesso problema si ripresenti in un altro punto dell’impianto (però non saprai mai quale sarà fino alla sua comparsa).

Chiaramente se è un problema che si presenta una sola volta la soluzione corretta può essere quella di riparare, ma se i problemi cominciano a diventare più frequenti la naturale soluzione è solo il rifacimento dell’intero impianto idraulico.

Altri segnali che ti possono preannunciare la necessità di rifare l’impianto idraulico, prima di dover spendere un sacco di soldi in rimborsi ai vicini, possono essere:

  • Appena aperto il rubinetto l’acqua esce sporca. Significa che le tubature sono vecchie, probabilmente in materiali non più utilizzati (ferro? piombo?) e rilasciano materiali inquinanti pericolosi per la tua salute;
  • Se l’acqua, una volta asciugatasi, lascia una patina bianca significa che è molto calcarea. Il calcare potrebbe posarsi all’interno delle tubature e nel corso degli anni creare problemi (ostruzioni, fragilità, etc.). Nel caso di impianto datato questo segnale dovrebbe convincerti ad intervenire;

Altri elementi che possono farti propendere in questo senso possono essere i materiali con cui è fatto l’impianto attuale: se è molto vecchio la parte di adduzione potrebbe essere in ferro o piombo e quella di smaltimento in piombo. Se per l’adduzione il ferro potrebbe essere un pericolo per la tua salute (causa ruggine) tanto quanto il piombo (ci sono valori di concentrazione oltre i quali è molto nocivo), il piombo della parte di scarico potrebbe essere a continuo pericolo rottura per la corrosione.

Il rifacimento dell’impianto idraulico potrebbe essere una soluzione da prendere in considerazione anche se non si presentano evidenti problemi: infatti fino a circa 30 anni fa i sistemi di distribuzione (i tubi) non erano isolati. Lo strato isolante ha un duplice scopo: evitare inutili perdite di calore delle tubazioni (sprecare l’acqua calda che generi pagando bollette salate non è il massimo!) ed evitare fenomeni di condensa lungo i tubi (dove scorre l’acqua fredda) che potrebbero a problemi di umidità nelle murature e nei massetti. Quindi, se hai un impianto di oltre 30 anni, probabilmente è realizzato in materiale metallico e probabilmente non c’è isolante e di conseguenza da un lato stai sprecando calore dai tubi dell’acqua calda e dall’altro potresti avere problemi di umidità dove passano i tubi dell’acqua fredda. Quindi sommi l’obsolescenza ad altri problemi…

Riassumendo, gli elementi che devi valutare per decidere o meno di sostituire il tuo attuale impianto idraulico sono:

  • Età dell’impianto
  • Perdite
  • Materiale con cui è fatto l’impianto

Il miglior consiglio che mi sento di darti è quello di non aspettare che l’impianto cominci a causare danni importanti. Come ogni cosa all’intero di casa tua anche l’impianto idraulico ha un suo ciclo di vita che raramente può superare i 30 anni.

LE OPERE NECESSARIE PER RIFARE UN IMPIANTO IDRAULICO

rifacimento dell'impianto idraulico: le opere necessarie

Sei sicuro di sapere quali sono le reali opere che sono necessarie per rifare un impianto idraulico? Come avrai capito non si tratta semplicemente di cambiare i tubi e i sanitari del bagno. Gli interventi sono molto più profondi in quanto prevedono opere edilizie e murarie in abbondanza.

Il rifacimento dell’impianto idraulico si divide sostanzialmente in due fasi principali:

  • rimozione dell’impianto esistente
  • realizzazione del nuovo impianto

Vediamo brevemente, per ognuno di essi, quali sono le principali opere.

La rimozione dell’impianto idraulico esistente

Non mi capita raramente di vedere imprese che non rimuovono l’impianto idraulico esistente ma si limitano a togliere le parti che interferiscono con quello nuovo che devono realizzare.

Il consiglio che ti do è quello, nel caso di rifacimento dell’impianto idraulico, di far rimuovere totalmente il vecchio impianto per evitare di avere, all’interno dei muri, un crogiuolo di tubi in parte vecchi e dismessi e in parte nuovi e funzionanti. Infatti la presenza di tante tubazioni da un lato indebolisce le murature e dall’altro può creare problemi in caso di manutenzione e installazione di mensole e/o pensili alle pareti.

La rimozione totale del vecchio impianto idraulico deve riguardare sia la parte di adduzione che quella di scarico e consiste in:

  • Rimozione dei rivestimenti esistenti nei bagni e in cucina
  • Rimozione delle pavimentazioni nei bagni e, se necessario, in cucina
  • Apertura delle tracce nei muri per togliere tubazioni e ogni altro elemento che compone l’impianto (per esempio la cassetta del wc)
  • Rimozione dei massetti a terra negli ambienti in cui sono stati tolti i pavimenti per togliere tutte le tubazioni presenti

Questa fase, per poter essere completata efficacemente, prevede quasi sempre la completa demolizione del bagno, dove sono presente la maggior parte delle opere impiantistiche idrauliche. Pertanto il contestuale rifacimento dello stesso è praticamente sempre necessario.

Il rifacimento dell’impianto idraulico

Una volta fatta piazza pulita è possibile quindi passare al rifacimento del nuovo impianto idraulico.

Si tratta quindi, dopo aver progettato precisamente come deve essere fatto il nuovo ipianto e pianificato dove dovranno passare i nuovi tubi, di:

  • Installare tubature e componentistica del sistema di distribuzione dell’impianto di adduzione dell’acqua
  • Predisporre gli allacci per tutti gli apparecchi (igienico/sanitari, cucina, caldaia, etc.)
  • Fare un prima prova di messa in pressione dell’impianto per verificare l’eventuale presenza di perdite
  • Installare tubature e componentistica del sistema di smaltimento delle acqua meteoriche
  • Chiudere tutte le tracce murarie e realizzare i massetti a pavimento
  • Posare i rivestimenti a parete e pavimento
  • Installare i sanitari
  • Completare con le finiture (pitturazioni)

È importante sottolineare come, sin dalla prima fase di predisposizione dell’impianto di adduzione dell’acqua, sia necessario conoscere già marca e modello dei sanitari che verranno installati nel bagno. Questo risulta fondamentale in quanto, sulla base delle specifiche tecniche, è necessario posizionare correttamente sia i punti di consegna dell’acqua che quelli di scarico.

Ti faccio un esempio:abbastanza semplice il wc può essere con scarico a terra o scarico a parete. Se non sai, prima di fare l’impianto, che tipo di scarico prevedere risulterà impossibile realizzarlo.

Un altro consiglio che voglio darti è quello di valutare sia la pressione con cui l’acqua entra nel tuo impianto idraulico e sia la concentrazione di calcare. Se la pressione è superiore ai 3,5 bar (ne abbiamo parlato prima) prevedi di installare un riduttore di pressione (è una sorta di rubinetto con un manometro…), mentre se la concetrazione di calcare è elevata (te ne accorgi semplicemente vedendo quanto ne rimane depositato dopo che l’acqua si asciuga) prevedi di installare un addolcitore. Quest’ultimo apparecchio è abbastanza ingombrante (come un mobiletto basso) ed ha un costo significativo (per un impianto domestico almeno 1.000€) ma prolungherà la vita del tuo impianto in modo significativo e faciliterà anche la pulizia dei sanitari.

Un aspetto che deve essere curato con particolare cura è l’impianto di scarico: siccome funziona per gravità, cioè l’acqua scorre perchè va verso il basso, è necessario che tutti i tubi siano inclinati per evitare la stagnazione. Ti evidenzio questo aspetto non perchè te ne debba occupare tu, gli idraulici conoscono benissimo come fare un impianto di scarico, ma perchè spesso nasce la necessità di creare un gradino all’interno del bagno per realizzare un impianto di scarico funzionante. Infatti, le pendenze necessarie unite ai maggiori diametri che sono previsti per le tubature attualmente in uso e al fatto che ora si utilizzano frquentemente i cosiddetti “pozzetti di ispezione” per facilitare eventuali manutenzioni, portano a richiedere maggiori spessori per la realizzazione di questo impianto rispetto a quanto si usava fare molti anni fa. Tra l’altro in impianti vecchi mi è capitato più di una volta di vedere come tubi e pozzetti di ispezione fossero letteralmente infilati all’interno del solaio portante dei bagni, soluzione pericolosissima e da evitare in tutti i modi in quanto crea delle fragilità all’interno della struttura…

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Le pratiche edilizie necessarie per rifare l’impianto idraulico

Come? Una pratica edilizia anche per il rifacimento dell’impianto idraulico?

Purtroppo per te la risposta è affermativa: devi fare una pratica edilizia anche per il semplice rifacimento dell’impianto idraulico.

Chiaramente non lo dico io ma lo dice la legge, in particolare il Testo Unico dell’Edilizia (d.pr. 380/2001) che regola tutti i procedimenti amministrativi legati al settore delle costruzioni. Per spiegartelo entreremo brevemente in un campo più comune ai tecnici…ma lo faremo nel modo più semplice possibile.

Tale legge suddivide le opre in “categorie di intervento” e all’articolo 3 ci dice che:

“interventi di manutenzione straordinaria”, [sono le] le opere e le modifiche necessarie […] per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici

Nel caso di rifacimento dell’impianto idraulico ne stiamo realizzando uno ex-novo (nonostante ne fosse presente precedentemente un altro), quindi rientriamo in questa categoria di intervento.

Un’altra cosa che fa il Testo Unico dell’Edilizia è, per ogni categoria di intervento, definire se sia necessaria o meno una pratica edilizia e quale deve essere. All’articolo 6-bis la legge dice che tutti gli interventi di manutenzione straordinaria, che non riguardano opere strutturali, sono soggetti a Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (la famosa CILA).

[NB: Non ti riporto il testo di legge perchè la definizione è complessa in quanto viene data per residualità; ci vorrebbe un articolo intero per spiegare come dalla definizione data dalla legge si arriva ricomprendere nella CILA le opere di manutenzione straordinaria…ti devi fidare di me!]

Quindi il rifacimento dell’impianto idraulico richiede una pratica di CILA per essere fatto in regola con le disposizioni amministrative.

Ma non è tutto: rifacendo l’impianto idraulico tu stai andando a modificare le condizioni di igiene e salubrità che determinano l’agibilità di casa tua. Quindi, una volta conclusi i lavori, dovresti segnalare la nuova agibilità al Comune. Lo so che può sembrare assurdo, in fondo i lavori di rifacimento dell’impianto idraulico servono proprio per migliorare tali condizioni…però la legge è chiara in tal senso. Anche se la sua interpretazione spesso è varia all’interno degli uffici tecnici comunali: ti consiglio di farti un giro presso quelli del tuo Comune per avere risposte precise in merito a quali sono le prassi. Comunque il tecnico che ti farà la CILA sarà in grado di darti una risposta anche su questo aspetto.

Ricordati infine che l’impianto idraulico deve rispondere a delle precise caratteristiche di legge, ed è previsto (anzi è obbligatorio) il rilascio del certificato di conformità da parte dell’installatore (che pertanto deve essere abilitato a farlo).

CHI ESEGUE I LAVORI DI RIFACIMENTO DELL’IMPIANTO IDRAULICO?

gli artigiani per il rifacimento dell'impianto idraulico

La risposta potrebbe essere banale: l’idraulico. Ma non è la risposta corretta.

Non fraintendermi, è vero che l’impianto idraulico viene realizzato da un idraulico ma hai visto tutte le opere che abbiamo indicato nei paragrafi precedenti? L’idraulico è sicuramente il fulcro dell’intervento di rifacimento dell’impianto idraulico (nomen omen) ma non basta.

Solitamente il rifacimento di un impianto idraulico, per come lo abbiamo descritto finora, viene fatto da:

  • Demolizioni e rimozioni vecchio impianto -> impresa edile
  • Posa nuovo impianto (carico e scarico), verifiche sullo stesso e installazione sanitari -> idraulico
  • Chisura tracce e finiture -> impresa edile
  • Posa rivestimenti e pavimenti -> piastrellista

Perchè ho voluto fare questo chiarimento? Semplicemente perchè penso sia importante, per te che devi rifare il tuo impianto idraulico, avere ben chiari alcuni aspetti:

  1. Per rifare un impianto idraulico intervengono una serie di maestranze specializzate in lavori che non attengono direttametne all’idraulica. Nel momento in cui decidi di affidarti ad un idraulico per fare questi lavori verifica che si rivolga, per tutti gli altri lavori, a degli artigiani esperti  (fai questa verifica prima di iniziare i lavori).
  2. Nel caso tu debba rifare l’impianto idraulico è comunque sconsigliabile rivolgersi direttamente all’idraulico: conviene chiamare un’impresa edile  specializzata in interni e affidarle tutti i lavori. Sarà lei poi a subappaltare separatamente gli incarichi agli artigiani necessari (tra cui anche l’idraulico). Un’impresa edile è abituata a gestire e coordinare varie maestranze, un idraulico solitamente no.
  3. Nel cantiere di rifacimento del tuo impianto idraulico entrerà più di un’impresa: ciò significa che devi sottostare a tutti gli obblighi previsti per la sicurezza nei cantieri, cioè devi nominare un responsabile della sicurezza che rediga tutta la documentazione necessaria (secondo le disposizioni del Testo Unico sulla Sicurezza).

Naturalmente tutto quello che abbiamo detto finora è valido nel caso tu decida di sostituire il tuo impianto idraulico completamente o comunque in gran parte. Se invece devi fare dei semplici aggiustamenti a porzioni limitate dell’impianto esistente le cose sono molto più semplici, non richiedendo nè pratiche edilizie nè l’intervento di tanti professionisti.

IL COSTO DI RIFACIMENTO DI UN IMPIANTO IDRAULICO

quanto costa il rifacimento dell'impianto idraulico?

Veniamo al punto dolente: quanto costa rifare un impianto idraulico?

Quantificarlo non è semplice in quanto, come hai visto, per un rifacimento completo sono tante le variabili che entrano in gioco e molte sono legate alla condizione specifica di casa tua.

Ad esempio se hai un solo bagno piccolo e dalle dotazioni molto essenziali il costo per rifare l’impianto idraulico sarà molto più basso se invece in casa hai più bagni.

Inoltre devi tenere in considerazione che i prezzi possono variare in funzione della zona d’Italia dove svolgi i lavori ma anche di materiali e tecnologie che vengono utilizzate.

Voglio comunque darti dei parametri di riferimento. Molti dei dati che ti sto per dare puoi trovarli nella mia guida sulla ristrutturazione del bagno.

Costo delle opere

Le opere necessarie per rifare completamente l’impianto idraulico le abbiamo viste pochi paragrafi fa e si possono riassumere in:

  • Demolizioni e smaltimenti
  • Realizzazione dell’impianto idrico (carico e scarico)
  • Realizzazione delle opere di muratura
  • Realizzazzione delle finiture e installazione dei sanitari

Vediamo sinteticamente per ognuna di queste a quali costi potresti andare incontro. Sulla base dei costi che ti darò, e delle caratteristiche del tuo impianto idraulico, dovresti riuscire a ricavare un costo complessivo.

Demolizioni e smaltimenti

Le demolizioni in realtà riguardano tre fasi: la demolizione vera e propria, il trasporto dei materiali di risulta in discarica e gli oneri per lo smaltimento. Nell’elenco che trovi qui di seguito ho provato a sintetizzare tali fasi con un unico prezzo.

  • Per tutte le demolizioni di intonaco e piastrelle dalle pareti dovrai spendere indicativamente dai 15€ ai 20€ al metro quadrato
  • Per tutte le demolizioni di pavimento e massetti dovrai spendere indicativamente dai 25€ ai 35€ al metro quadro
  • Per rimuovere e smaltire tubazioni, sanitari e rubinetterie dovrai spendere circa 50€ a pezzo

Realizzazzione dell’impianto idrico

Come abbiamo detto l’impianto idraulico sarà costituito da una parte principale e comune a tutto l’appartamento (le “dorsali”) e poi le parti all’interno dei singoli ambienti. Inoltre sappiamo che l’impianto è composto da un sotto-impianto di carico e da un sotto-impianto di scarico. Cerchiamo di semplificare il tutto calcolando i costi ad apparecchio. Il costo che troverai è quello dell’impianto (quindi niente sanitari e installazione degli stessi che vedremo tra poco) e devi considerarlo comprensivo di tutte le parti “a monte”, partendo dalla chiave di arresto, e di tutte le parti a valle, cioè lo scarico. A questi costi devi aggiungere quello del collettore (naturalmente se opti per questo tipo di impianto) e un forfait per le opere murarie di apertura e chisura delle tracce nei muri.

  • Linee di carico e scarico di ogni apparecchio (sia del bagno che della cucina, ma anche la caldaia) da 150€ a 250€ a punto
  • Collettore: da 200€ a 300€
  • Opere murarie: da 200€ a 500€

Realizzazione delle opere di muratura

Le opere edili si riducono a due sole interventi: massetti a terra e intonaci:

  • Il costo medio per un massetto a pavimento va dai 20€ ai 35€ al metro quadrato.
  • Il costo medio per un intonaco va da 20€ ai 30€ al metro quadrato.

Realizzazione delle finiture e installazione dei sanitari in bagno

A questo punto hai un impianto completo e devono essere realizzate solo le finiture, che nella sostanza sono i rivestimenti di bagni e cucine e l’installazione dei sanitari.

Qui però dobbiamo fare un chiarimento: se finora i prezzi che ti ho dato sono comprensivi di tutti i materiali necessari, nel caso delle finiture il loro costo può variare notevolmente a seconda di quello che scegli. Una piastrella basilare e di qualità non eccelsa può costarti 10 €/mq, però una piastrella buona difficilmente scenderà sotto i 25 €/mq mentre una di alta qualità potrà superare agevolmente i 50 €/mq. Questo naturalmente che tu voglia piastrellare gli ambienti, infatti le finiture possibili sono tantissime (p.e. le resine, il legno, microcementi, etc), quindi non posso darti una panoramica completa…servirebbe un’enciclopedia!

Quindi nel quantificare il costo della posa delle finiture scomporremo il prezzo in due parti: il costo vivo del materiale e il costo della manodopera per la posa. Di seguito proverò a darti qualche riferimento per entrambi i costi, considerando, per i materiali, un range di valori che considero adeguato per una finitura di buona qualità.

Lo stesso discoro vale naturalmente per i sanitari, la cui scelta è talmente vasta sia per qualità che per tipologia che darti un prezzo sarebbe impossibile. Basta prendere ad esempio i lavabi che in pochi anni sono passati dai semplici e classici lavandini a colonna ai più sofisticati piani con lavabi da appoggio (qui non abbiamo spazio per approfondire questo argomento ma qualche indicazione in più la puoi trovare in questo articolo del sito www.ideacasaplan.it/): le due tipologie avranno costi notevomente differenti! Quindi anche in questo caso proverò a darti il costo dell’installazione separato da quello del sanitario, però quest’ultimo prendilo con le pinze. Attenzione anche al fatto (positivo per te) che alcuni idraulici considerano la posa in opera  compresa nel costo della realizzazione delle linee di carico/scarico.

  • Pavimenti e rivestimenti di pareti con piastrelle in gres porcellanato: posa in opera dai 30€ ai 35€ al metro quadro, fornitura materiali dai 20€ ai 50€ al metro quadro (materiali di media/buona qualità).
    Tieni presente che sia nei bagni che nelle cucine i rivestimenti di parete non si posano quasi mai fino al soffitto (a meno che tu non abbia particolari esigenze estetiche) ma spesso ci si ferma all’altezza della porta, cioè 2,1m. La parte superiore andrà tinteggiata.
  • Per i sanitari posa in opera circa 50/60 € a pezzo, costo dei sanitari dai 150€ ai 400€ a pezzo, rubinetteria dai 50€ ai 150€ a pezzo.
  • Infine la pitturazione: infatti sarà indispensabile ritinteggiare il soffitto e la parte di parete non rivestita da piastrelle. Il costo qui non sarà elevato: tra i 6€ al metro quadro e i 12€ al metro quadro (naturalmente per finiture standard, se cerchi effetti particolari il costo può salire notevolmente).

Costi burocratici e tecnici

Quelli che ti ho appena elencato sono i semplici costi delle opere, che naturalmente son quelli preponderanti nel rifacimento dell’impianto idraulico. Ma devi considerare anche gli altri costi a cui andrai incontro.

I costi burocratici sono quelli che dovrai sostenere per presentare la pratica edilizia (la CILA) e l’agiblità. Solitamente sono dei semplici diritti di segreteria che ammontano ad una cifra variabile tra i 100€ e i 200€ (l’una). Ci sono alcuni Comuni in cui però tali pratiche non costano nulla…devi semplicemente informarti!

Per quanto riguarda i costi del tecnico che preparerà il progetto e le pratiche edilizie, e farà la direzione dei lavori, in questo caso non saranno molto elevati: la maggior parte si offrirà di farti il tutto per poche centinaia di euro, personalmente ritengo che una cifra congrua per dare un lavoro a regola d’arte non possa scendere sotto i 1.000 – 1.500 €.

Quadro economico e conclusioni

Per fare un quadro economico complessivo dei costi di rifacimento dell’impianto idraulico gli elementi che ti ho dato negli ultimi paragrafi sono sufficienti. Però ricordati che sono tutti importi a cui deve essere aggiunta l’IVA e, nel caso delle prestazioni dei tecnici, anche il contributo previdenziale.

  • L’IVA sulle opere e sui materiali impiantistici ed edili è pari al 10%;
  • L’IVA sull’acquisto dei materiali di finitura è pari al 10% se vengono comprati dall’impresa e li paghi a lei, mentre se li compri direttamente tu è pari al 22%.
  • L’iva sulle prestazioni tecniche è del 22% mentre
  • Il contributo previdenziale è del 4%.

Ricordati che tutti questi costi possono essere detratti ai sensi dell’incentivo per le ristrutturazioni edilizie: quindi potrai detrarre il 50% della spesa sostenuta in 10 rate annuali di pari valore.

Fondamentale per poter sfruttare tali incentivi e non avere sorprese durante gli anni in cui detrarrai (cioè il rischio di vedersi tolti gli incentivi) è fare tutte le pratiche edilizie correttamente e pagare con i cosiddetti “bonifici parlanti”, cioè quelli specifici per le detrazioni fiscali.

Per concludere quest’ultima parte puoi facilmente vedere da solo come, all’interno del costo di rifacimento di un impianto idraulico, le opere strettamente idrauliche incidono sul costo totale di meno rispetto a tutto il resto. Quindi, prima di rivolgerti ad un idraulico per un preventivo e poi cadere dalle nuvole quando i costi reali sono molto diversi dai costi stimati, impara a tenere in considerazione tutto ciò che ruota intorno ad un singolo intervento come il rifacimento completo dell’ìmpianto idraulico e rivolgiti sempre prima ad un tecnico per avere un quadro di insieme completo.

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