detrazioni fiscali

Le agevolazioni fiscali per la ristrutturazione di casa tua nel 2018. Una guida pratica per non perdetene nemmeno una!

Non ho dubbi sul fatto che tu sappia dell’esistenza delle detrazioni fiscali per la tua ristrutturazione e che ti sia già informato su molti altri siti su questo argomento.

Però sono sicuro che, nonostante tutto, le domande che ti stai ponendo sono ancora molte. D’altronde è normale: stiamo parlando di un argomento che io definisco “liquido”, cioè in continua evoluzione. Ogni anno ci sono novità importanti che scompigliano un po’tutto…e ti assicuro che il 2018 non è da meno, anzi quest anno le novità sono tante e in alcuni casi radicali.

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Conoscere quali sono e come sfruttare le detrazioni fiscali è essenziale per riuscire, fin dalle fasi iniziali della tua ristrutturazione, a determinare un budget chiaro e definito. Ti assicuro che sono veramente una manna dal cielo se sfruttate a dovere…il problema è che spesso un committente non ha la più pallida idea di come fare a trarre il massimo da queste detrazioni e rischia di vedersele revocate perchè ha sbagliato a fare un’unica semplice carta.

Sai qual’è una delle novità del 2018? Che sono stati estesi e potenziati i controlli sulle detrazioni…questo comporta che devi fare le cose nel modo più preciso è rigoroso possibile.

Forse hai già letto l’altro articolo che ho pubblicato sul tema detrazioni fiscali, lo trovi qui:  [Guida Pratica] Incentivi Ristrutturazione: esistono solo il 50% e il 65%?.

Quando nell’autunno scorso hanno cominciato a rincorrersi le prime voci sulle novità delle detrazioni (e hanno cominciato a uscire mille articoli che trovi ancora pubblicati e che, proprio perchè scritti prima che la legge fosse approvata, contengono un sacco di cavolate) il mio pensiero è stato: “a gennaio, quando tutto si è calmato, aggiorno l’articolo sulle detrazioni fiscali!”.

Beh, sai una cosa? Quando ho letto il testo di legge che conteneva le novità (stiamo parlando della legge di bilancio 2018) c’erano talmente tante variazioni che ho capito subito due cose:

  1. Avevo bisogno di tempo per studiarmi e capire tutto quello che è cambiato
  2. Era necessario scrivere un nuovo articolo in quanto un aggiornamento sarebbe stato impossibile

Quindi di seguito ti esporrò, in modo sintetico e analitico, tutti gli aspetti principali che riguardano le agevolazioni che realmente ti possono essere utili nella ristrutturazione della tua casa. Stiamo quindi parlando di:

  1. Detrazioni per le ristrutturazioni edilizie (detrazione del 50%)
  2. Bonusmobili
  3. Ecobonus
  4. Bonusverde

Tralasciamo due sole detrazioni: il sismabonus, di cui ti ho parlato approfonditamente in un altro articolo (Ristrutturazioni antisismiche: sisma bonus for dummies!) perchè le novità, per quanto ti può interessare direttamente nella tua ristrutturazione, sono praticamente nulle; e il conto termico perchè non è stato minimamente toccato dalla legge di bilancio 2018 e comunque raramente è più conveniente dell’ecobonus (comunque puoi leggerne nel vecchio articolo sulle agevolazioni: [Guida Pratica] Incentivi Ristrutturazione: esistono solo il 50% e il 65%?).

Partiamo!

INTERVENTI DI RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO

detrazioni fiscali per la ristrutturazione edilizia

Le detrazioni fiscali relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio sono quelle che comunemente vengono chiamate “detrazioni del 50%”.

Attualmente sono le uniche ad essere strutturali nell’ordinamento legislativo italiano: si dice che una disposizione è strutturale quando fa parte di una legge nazionale senza scadenza. Tutte le altre detrazioni fiscali che analizzeremo sono a termine: devono essere cioè prorogate di anno in anno altrimenti cessano semplicemente di esistere.

Le detrazioni di cui parliamo ora sono inserite nel TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), e precisamente sono definite dall’articolo 16-bis, “Detrazione delle spese per inter-venti di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici”.

Però c’è da evidenziare un aspetto essenziale: le detrazioni previste nell’articolo 16-bis del TUIR prevedono una detrazione del 36% da calcolarsi su un limite massimo di spesa di 48.000 €; invece con le leggi di bilancio che si sono susseguite negli anni tali detrazioni sono state elevate al 50% da calcolarsi un limisu te massimo di spesa di 96.000 €.

Questa maggiore detrazione viene prorogata di anno in anno. Attualmente sono in questa misura fino al 31 dicembre 2018 (legge di bilancio 2018, L. 205/2017, art. 1, comma 3, lettera b). Se con la prossima legge di bilancio non venissero ulteriormente prorogate tornerebbero ad essere quelle contenute nell’articolo che abbiamo sopra richiamato.

Immobili e soggetti che possono usufruire delle detrazioni

Questa tipologia di detrazione è riservata esclusivamente agli immobili residenziali e alle relative pertinenze. Gli immobili devono essere esistenti, cioè iscritti al catasto, e devono pagare regolarmente l’IMU.

Possono accedere a queste detrazioni fiscali i contribuenti che “possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi”. Chi possiede è il proprietario, il nudo proprietario, l’usufruttuario, etc. Chi detiene è l’inquilino, il comodatario, etc.

Ma non c’è solo questa limitazione: infatti solo soggetti passivi IRPEF possono usufruire della detrazione. Stiamo parlando delle persone fisiche.

Se le spese sono sostenute da più soggetti (tu e tua moglie ad esempio) possono essere portate in detrazione da entrambi, naturalmente esclusivamente per la parte di loro competenza.  Possono portare in detrazione le spese anche i familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado – art. 5 TUIR) anche se non hanno diritti reali sull’immobile, purché conviventi del possessore/detentore del diritto e partecipanti alla spesa.

Le opere che puoi far rientrare in questa detrazione

Arriviamo alla parte più importante: che lavori puoi detrarre al 50%?

Al comma 1 dell’articolo 16-bis del TUIR trovi un elenco di tutti gli interventi agevolabili. Sono ben dieci tipologie diverse, qui ti evidenzio gli interventi più comuni e significativi per te:

  1. Puoi portare in detrazione tutti gli interventi che rientrano nelle categorie di intervento della manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. (NB: solitamente la gli interventi che fai in casa rientrano nella manutenzione straordinaria)
    Ti evidenzio che gli interventi di manutenzione ordinaria non sono agevolabili (ad eccezione di quelli eseguiti sulle parti comuni di un condominio).
  2. Puoi portare in detrazione gli interventi di risparmio energetico, quelli di cui si parla qui però sono diversi da quelli dell’ecobonus (di cui parleremo tra poco).

Un’ultima nota: rientrano tra gli interventi agevolabili secondo tali detrazioni fiscali anche quelli del sisma-bonus per cui puoi fare riferimento all’articolo che ti ho linkato sopra.

Le spese che possono essere detratte e come le dovrai detrarre

Naturalmente puoi portare in detrazione tutti i costi relativi all’esecuzione dei lavori; ma oltre a questi però possono essere detratte anche le spese sostenute per:

  • Progettazione, direzione lavori e tutte le altre prestazioni professionali
  • L’iva, l’imposta di bollo e i diritti
  • Tutti gli altri costi inerenti agli interventi realizzati

Vediamo ora come devi detrarre le spese e alcuni aspetti di cui devi essere consapevole prima di decidere se sfruttare o meno questa misura di agevolazione fiscale.

già accennato al fatto che il limite di spesa massimo su cui calcolare l’agevolazione è pari a 96.000 € e l’agevolazione è del 50%. Quindi possono essere portati in detrazione fino ad un massimo di 48.000 € per unità immobiliare.

Tale somma deve essere ripartita in 10 quote annuali.

Altro aspetto importante da sottolineare è che la detrazione a cui avrai diritto non va a formare “credito di imposta”. Cioè se la detrazione risulta maggiore rispetto alla tassazione ai fini IRPEF che devi pagare in un determinato anno, perderai la quota non sfruttata di detrazione per quello specifico anno.

Tale concetto è chiamato, in gergo tecnico, “capienza”: se tu hai capienza paghi una somma di tasse maggiore della detrazione di cui puoi usufruire,; se non hai capienza significa che le tasse che devi pagare valgono di meno della detrazione a cui avresti diritto, in questo caso perdi la detrazione in parte o totalmente per quell’anno.

Nel caso in cui tu sia un lavoratore dipendente, quindi con le tasse pagate alla fonte, i soldi della detrazione ti vengono accreditati sul conto corrente, ma il concetto di capienza vale ugualmente.

Ultimo aspetto da evidenziare è la non possibilità di cumulare tale detrazione con altre agevolazioni: in sostanza la medesima somma spesa non può essere portata in detrazione due volte. Questo caso potrebbe verificarsi, ad esempio, se viene effettuato un intervento di efficientamento energetico consistente nella sostituzione degli infissi: le somme spese potrebbero essere portate in detrazione sia come ristrutturazione edilizia (art. 16-bis) sia come efficientamento energetico agevolato con l’ecobonus (legge 296). In questo caso devi scegliere a quale delle due detrazioni aderire.

Risulta invece possibile, all’interno di un unico procedimento edilizio, detrarre ad esempio le spese per opere come la demolizione e il rifacimento dei muri interni (manutenzione straordinaria) applicando la detrazione di cui stiamo parlando, e contemporaneamente la sostituzione degli infissi, applicando in questo caso  l’ecobonus. In tal caso è necessario suddividere e contabilizzare correttamente le spese sostenute.

Gli adempimenti necessari per accedere correttamente alle detrazioni

Presta attenzione a quanto stai per leggere perché ti dirò cosa devi fare sia durante che dopo i lavori di ristrutturazione per non rischiare di rimanere con un pugno di mosche in mano!

La legge ti richiede l’acquisizione e conservazione di documentazione di vario tipo e disciplina la metodologia di pagamento dei lavori:

  1. Deve essere presentata la necessaria pratica edilizia per realizzare l’intervento. Quindi devono esserci una CILA o una SCIA.
    se non è richiesta una pratica edilizia è necessaria un’autocertificazione da parte tua;
  2. Notifica preliminare all’asl prima dell’inizio dei lavori nel caso in cui sia necessaria ;
  3. Fatturazione di tutte le spese che devono essere portate in detrazione. Per le spese che non possono essere fatturate, come ad esempio gli oneri di segreteria richiesti dagli uffici tecnici per l’istruttoria delle pratiche, è sufficiente la ricevuta di pagamento;
  4. Pagamento con bonifico bancario o postale. In questo caso bisogna utilizzare il modello messo a disposizione specificamente per le detrazioni fiscali.
    Devono essere indicati chiaramente il riferimento alla detrazione a cui si sta accedendo, in questo caso l’articolo 16-bis del d.p.r. 917/1986, il codice fiscale della persona che effettua il bonifico e la partita iva del soggetto a cui viene effettuato il pagamento.

Vi sono poi alcuni documenti che non sono sempre necessari ma nel caso in cui lo fossero devono essere conservati ed esibiti su richiesta:

  • L’avvenuta variazione catastale
  • Ricevute di pagamento dell’IMU
  • Dichiarazione di consenso da parte del proprietario dell’immobile (nel caso in cui tu faccia i lavori da inquilino)

Inoltre, dal 2018, per gli interventi agevolabili rientranti nel risparmio energetico, è diventata necessaria una comunicazione all’ENEA.

BONUS ARREDO

detrazioni fiscali bonus arredo

Il bonus arredo è stato introdotto dal d.l. 63/2013 con l’articolo 16. Essendo una detrazione temporanea deve essere prolungata di anno in anno. Attualmente è in vigore  fino al 31/12/2018.

Immobili e soggetti che possono usufruirne

Nella legge non viene indicata una tipologia precisa di immobili che possono usufruire di queste detrazioni fiscali, ma vengono date delle condizioni imprescindibili per accedervi:

  1. Devono essere state sostenute delle spese per interventi di recupero edilizi come individuati all’articolo 16-bis del TUIR, comma 1.
    Stiamo quindi parlando di tutti gli interventi che abbiamo già visto nel paragrafo precedente, di conseguenza stiamo parlando di immobili residenziali.
  2. Il presupposto per usufruire di questo bonus è la realizzazione di interventi edilizi rientranti nelle categorie di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia;
  3. L’acquisto di mobili ed elettrodomestici deve essere stato fatto per l’arredo dell’immobile oggetto di intervento.

In merito a chi può usufruire di tali detrazioni chiaramente sono esattamente gli stessi soggetti che possono usufruire degli incentivi sulle ristrutturazioni edilizie in quanto il bonus mobili, come abbiamo appena detto, richiede come presupposto un intervento agevolato ai suoi sensi.

Gli acquisti che possono essere detratti

I beni agevolabili sono di due tipi:

  • Mobili
  • Grandi elettrodomestici di classe energetica almeno A+ o A per i forni.

Sono agevolabili i seguenti mobili: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione.

Sia i mobili che i grandi elettrodomestici devono essere nuovi e possono essere agevolati anche trasporto e montaggio.

In merito ai grandi elettrodomestici che rientrano in questa detrazione si può fare riferimento all’allegato II del d.lgs. 49/2014 in cui è presente un elenco indicativo e che ti riporto di seguito:

«1. GRANDI ELETTRODOMESTICI
1.1 Grandi apparecchi di refrigerazione
1.2 Frigoriferi
1.3 Congelatori
1.4 Altri grandi elettrodomestici utilizzati per la refrigerazione, la conservazione e il deposito di alimenti
1.5 Lavatrici
1.6 Asciugatrici
1.7 Lavastoviglie
1.8 Apparecchi di cottura
1.9 Stufe elettriche
1.10 Piastre riscaldanti elettriche
1.11 Forni a microonde
1.12 Altri grandi elettrodomestici utilizzati per la cottura e l’ulte-riore trasformazione di alimenti
1.13 Apparecchi elettrici di riscaldamento
1.14 Radiatori elettrici
1.15 Altri grandi elettrodomestici utilizzati per riscaldare stanze, letti e mobili per sedersi
1.16 Ventilatori elettrici
1.17 Apparecchi per il condizionamento come definiti dalle dispo-sizioni di attuazione della direttiva 2002/40/CE dell’8 maggio 2002 della Commissione che stabilisce le modalità di appli-cazione della direttiva 92/75/CEE del Consiglio per quanto ri-guarda l’etichettatura indicante il consumo di energia dei forni elettrici per uso domestico
1.18 Altre apparecchiature per la ventilazione, l’estrazione d’aria e il condizionamento»

Ti evidenzio come, tra questi elettrodomestici non ci sono i televisori;

Le spese che puoi detrarre

L’importo massimo agevolabile viene calcolato su una spesa complessiva di 10.000 € tra costi dei mobili e dei grandi elettrodomestici. Di questa somma puoi detrarre il 50% spalmato su 10 anni.

Gli adempimenti necessari

I metodi per pagare mobili e grandi elettrodomestici sono:

  • Bonifico bancario o postale ordinario;
  • Carta di credito o di debito;
  • Finanziamento rateale a patto che la società che emette il finanziamento paghi con bonifico e che una copia di tale bonifico venga data al contribuente.

Per poter usufruire della detrazione del bonus mobili bisogna poter documentare, in caso di controllo, l’acquisto di beni tramite fattura, il pagamento con le modalità previste, tutta la documentazione che attesti l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione (documentazione edilizia  e notifica ASL se dovuta) e un’autodichiarazione che attesti la destinazione dei beni per l’immobile oggetto di intervento edilizio.

BONUS VERDE

detrazioni fiscali bonus verde

Il bonus verde è una nuova detrazione fiscale che ti è stata messa a disposizione per il 2018 con la legge di stabilità. La sua validità è al momento limitata al solo anno in corso e, se non verrà prorogata, cesserà di esistere al 31 dicembre 2018.

Le detrazioni sono relative alle spese sostenute per:

  • «Sistemazione a verde» di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazioni e realizzazione pozzi;
  • Realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili

L’ammontare complessivo delle spese che può essere portato in detrazione è pari al 36% calcolato su un ammontare complessivo non superiore a 5.000€ (quindi 1.800€). Tale detrazione fiscale è assolutamente autonoma ed indipendente rispetto a quelle che abbiamo visto nei paragrafi precedenti.

Immobili e soggetti che possono usufruirne

Tale detrazione è riservata alle spese sostenute su immobili a destinazione abitativa.

La detrazione può essere usufruita anche per interventi effettuati «sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali».

Possono usufruire della detrazione solo i soggetti passivi IRPEF, quindi sono escluse le attività imprenditoriali.

Le spese sostenute possono essere detratte solo dai soggetti che hanno sostenuto le spese e che contemporaneamente «possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi».

Le opere che puoi detrarre

Le opere che possono essere detratte sono quelle che ti ho già richiamato nell’introduzione:

  • «Sistemazione a verde» di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazioni e realizzazione pozzi;
  • Realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili

Non viene data nessuna indicazione in merito alla categoria di intervento in cui rientrano le opere di sistemazione a verde: i lavori che vengono eseguiti, per poter usufruire delle agevolazioni fiscali ai sensi delle presenti disposizioni, non devono quindi essere necessariamente di manutenzione straordinaria ma possono rientrare anche nell’ordinaria.

Le spese che puoi detrarre e come vengono detratte

Oltre alle spese necessarie per eseguire le opere, possono essere portate in detrazione anche le spese di progettazione e manutenzione connessi agli interventi.

È interessante evidenziare che anche le spese di manutenzione rientrano nel bonus verde.

La detrazione viene ripartita in dieci quote annuali costanti di pari importo.

Gli adempimenti necessari per accedere correttamente alla detrazione

L’unico adempimento obbligatorio per poter accedere correttamente alla detrazione che devi rispettare è utilizzare «strumenti idonei a consentire la tracciabilità delle operazioni».

Non viene data indicazione in merito a quali siano tali strumenti, pertanto verosimilmente oltre ai bonifici possono essere considerati strumenti tracciabili anche carte di credito e assegni.
Chiaramente, sebbene non viene espressamente indicato nella legge, è importante conservare tutta la documentazione relativa all’intervento svolto.

INTERVENTI DI RISPARMIO ENERGETICO

detrazioni fiscali ecobonus

Questa, dopo la detrazione sul recupero del patrimonio edilizio, è la seconda grande detrazione che generalmente viene sfruttata nelle ristrutturazioni residenziali: stiamo parlando del famoso Ecobonus, o detrazioni del 65% (anche se vedremo che proprio nel 2018 sono cambiate alcune cose in relazione alla percentuale di detrazione). Questa detrazione è stata introdotta con la legge finanziaria del 2007, l. 296/2006.

Un aspetto particolare da evidenziare è che la legge non riporta l’importo massimo di spesa su cui calcolare il 65% di detrazione, ma viene riportato direttamente l’importo massimo che può essere detratto e che corrisponde al 65% della spesa totale massima ammissibile a detrazione.

Facciamo un esempio: se per un intervento la legge riporta  che la somma massima detraibile è di 60.000 €, questa cifra è già il 65% della spesa massima su cui calcolare la detrazione. Per conoscere i massimali di spesa previsti dalla legge è quindi necessario fare un ragionamento inverso e, nel caso specifico, si arriverà a determinare che 60.000€ sono il 65% di una spesa massima di 92.307,69€.

Immobili e soggetti che possono usufruire delle detrazioni

Per l’ecobonus non viene fornita alcuna limitazione in merito al tipo di immobili che possono accedervi, l’unico limite è il fatto che devono essere esistenti. Naturalmente tutti gli immobili residenziali possono accedere a tale detrazione.

In una circolare dell’agenzia delle entrate viene chiarita una caratteristica essenziale che devono possedere gli immobili per poter accedere alla detrazione: l’obbligo di preesistenza di un impianto di riscaldamento all’interno della casa; tale obbligo vale anche per interventi che non riguardano l’impianto di riscaldamento.

Venendo ai soggetti che possono usufruire della detrazione in questione, questa è estesa sia ai soggetti “non titolari di reddito di impresa” (quindi i soggetti passivi IRPEF, quello che interessa te), sia ai soggetti “titolari di reddito di impresa”.

Gli interventi che possono essere detratti

Qui la faccenda si fa veramente complessa: infatti, partendo dagli interventi agevolabili definiti nella legge che ha istituito l’ecobonus, la legge 296/2006, negli anni sono state fatte aggiunte e modifiche agli interventi agevolabili, di cui le più recenti risalgono alla legge di bilancio 2018 che ha ridotto, per alcuni interventi, le agevolazioni dal 65% al 50%.

Attualmente possono usufruire delle detrazioni fiscali secondo la disciplina dell’ecobonus i lavori che riguardano:

  1. Interventi di riqualificazione energetica su edifici esistenti (l. 296/2006, art. 1, comma 344)
  2. Interventi sull’involucro degli edifici per riduzione della trasmittanza termica (l. 296/2006, art.1, comma 345)
  3. Interventi di installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda (l. 296/2006, art.1, comma 346)
  4. Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (l. 296/2006, art. 1, comma 347)
  5. Acquisto e posa in opera di schermature solari (l. 190/2014, art. 1, comma 47)
  6. Acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili (l. 190/2014, art. 1, comma 47)
  7. Dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti termici (l. 208/2015, art. 1, comma 88)
  8. Acquisto e posa di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti (l.205/2017, art.1, comma 3, lettera a, numero 3).

Nei prossimi paragrafi metteremo in evidenza le caratteristiche principali dei singoli interventi qui elencati.

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1. Interventi di riqualificazione energetica su edifici esistenti (l. 296/2006, art.1, comma 344)

In questo caso gli interventi di riqualificazione sono globali, sull’intero edificio esistente. Vi è un chiarimento dell’Agenzia delle Entrate che specifica come l’intervento debba necessariamente coinvolgere l’intero edificio e non le singole unità immobiliari. Quindi, se abiti in condominio, questa misura non ti interessa minimamente.

Entrando nel merito delle opere agevolabili non sono precisamente definite ma si tratta genericamente di tutte le opere necessarie a raggiungere l’obiettivo di abbassare l’indice di prestazione energetica invernale di almeno il 20% rispetto a dei valori limite tabellati.

L’indice di prestazione energetica in sostanza è un valore assoluto che indica quanto è efficiente dal punto di vista energetico casa tua. Si ricava tenendo conto di una lunga serie di parametri (lasciamolo fare ai tecnici specializzati…)

2. Interventi sull’involucro degli edifici per riduzione della trasmittanza termica (l. 296/2006, art.1, comma 345)

La trasmittanza termica non è altro che una misurazione di quanto calore disperde un singolo elemento che compone l’involucro di casa tua. Più basso è il suo valore, più efficiente è la tua casa.
Pertanto lo scopo degli interventi che ricadono in questa tipologia è aumentare le prestazioni di isolamento termico. Naturalmente ci stiamo riferendo a muri, finestre e solai che dividono casa tua dall’esterno o da zone non riscaldate (come può essere un pianerottolo).

Vengono forniti dei valori minimi di trasmittanza da raggiungere perché l’intervento che vai ad effettuare possa usufruire delle detrazioni fiscali. Tali valori sono anch’essi tabellati.

Come sai la percentuale di detrazione dell’ecobonus è del 65%, però la legge di bilancio 2018 ha portato una modifica sostanziale alla detrazione spettante agli interventi di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, riducendolo al 50%. Quindi per il 2018 vi è una doppia aliquota sugli interventi di cui parliamo in questo paragrafo, a seconda che riguardino componenti opachi o componenti trasparenti.

3. Interventi di installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda (l. 296/2006, art. 1, comma 346)

Su questa detrazione non ci sono molte parole da spendere perché la definizione è già abbastanza chiara e non vengono date specifiche tecniche particolari.

È utile evidenziare che questa tipologia di intervento è l’unica per cui non è richiesta la preesistenza di un impianto di riscaldamento per fruire delle detrazioni.

4. Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (l. 296/2006, art. 1, comma 347)

Questa è una delle misure che quasi sicuramente utilizzerai poiché la sostituzione del vecchio impianto di riscaldamento è uno degli interventi più diffusi e oggettivamente che portano a maggior benessere interno e risparmio in bolletta.

Per “interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale” si intendono gli interventi di sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione, nonché, di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia e contestuale messa a punto ed equilibratura del sistema di distribuzione.

Dal 2012 inoltre è inoltre agevolabile secondo questa misura anche la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore.

La legge di bilancio 2018 ha inserito delle casistiche in cui la detrazione viene abbassata al 50% o addirittura non corrisposta. Vediamo rapidamente queste eccezioni:

Sono esclusi dalla detrazione gli interventi di sostituzione di im-pianti di climatizzazione invernali con impianti dotati di caldaia a condensazione avente efficienza inferiore alla A;

  • La detrazione è ridotta al 50% nel caso di sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaia a condensazione avente efficienza pari almeno alla classe A;
  • La detrazione rimane del 65% nel caso di sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaia a condensazione avente efficienza pari almeno alla classe A e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti;
  • La detrazione rimane del 65% nel caso di sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione;
  • La detrazione rimane del 65% nel caso di acquisto e posa in opera di generatori di aria calda a condensazione

Siccome l’installazione di caldaie a condensazione è ancora uno degli interventi più diffusi devi fare attenzione alla scelta delle stesse e anche ai sistemi di regolazione che vi associ.

5. Acquisto e posa in opera di schermature solari (l. 190/2014, art. 1, comma 47)

Quali siano le schermature solari a cui si fa riferimento si può trovare in un vademecum scaricabile dal sito dell’ENEA. In questo vademecum, che comunque non costituisce giurisprudenza ma ha valore tecnico, troviamo elencate alcune caratteristiche che potrebbero aiutare a definire le “schermature solari”:

  • devono essere a protezione di una superficie vetrata;
  • devono essere applicate in modo solidale con l’involucro edilizio e non liberamente montabili e smontabili dall’utente;
  • possono essere applicate, rispetto alla superficie vetrata, all’interno, all’esterno o integrate;
  • possono essere in combinazioni con vetrate o autonome (aggettanti);
  • devono essere mobili;
  • devono essere schermature “tecniche”;
  • per le chiusure oscuranti (persiane, veneziane, tapparelle, ecc.), vengono considerati validi tutti gli orientamenti;
  • per le schermature non in combinazione con vetrate, vengono escluse quelle con orientamento nord.

La legge di bilancio 2018 anche per questo intervento ha ridotto la detra-zione al 50%.

6. Acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili (l. 190/2014, art. 1, comma 47)

Questa tipologia di detrazione è stata introdotta con la legge di stabilità del 2015, ma come puoi leggere, è assimilabile alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale.

Rientrano tra le opere agevolabili:

  • smontaggio e dismissione dell’impianto di climatizzazione invernale esistente;
  • fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, delle opere idrauliche e murarie necessarie per la sostituzione, a regola d’arte, dell’impianto termico esistente con un generatore di calore a bio-massa.

Anche la detrazione per questo intervento è stata oggetto di modifiche con la finanziaria 2018 che l’ha ridotta al 50%.

7. Dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti termici (l. 208/2015, art. 1, comma 88)

Questi interventi, introdotti dalla legge di stabilità 2016, sono classificati anche come “building automation”. In sostanza stiamo parlando di interventi legati alla domotica legata alla gestione degli impianti di riscaldamento e raffrescamento. Il vademecum dell’ENEA che abbiamo citato poco fa in merito riporta:

«L’intervento deve configurarsi come fornitura e messa in opera, nelle unità abitative, di dispositivi che consentano la gestione automatica personalizzata degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda sanitaria o di climatizzazione estiva, compreso il loro controllo da re-moto attraverso canali multimediali, eseguiti indipendentemente dalle installazioni e sostituzioni di impianti di climatizzazione invernale.
I dispositivi devono:
a. Mostrare attraverso canali multimediali i consumi energetici, mediante la fornitura periodica dei dati;
b. Mostrare le condizioni di funzionamento correnti e la temperatura di regolazione degli impianti;
c. Consentire l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto»

8. Acquisto e posa di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti (l.205/2017, art.1, comma 3, lettera a, numero 3)

Questi interventi rappresentano l’ultima novità introdotta dalla legge di stabilità del 2018.
I co-generatori sono delle apparecchiature in grado di produrre sia energia elettrica che calore. Fino a pochi anni fa erano utilizzati solo in grossi edifici ma le ultime evoluzioni hanno permesso di produrre macchine compatte adatte anche per case e appartamenti.

Obbligo per poter accedere alle detrazioni facendo interventi di questo tipo è garantire un risparmio di energia primaria pari almeno al 20% (N.B.: guarda quanto abbiamo detto al punto 1 di questo paragrafo).

Le spese che possono essere detratte, quanto puoi detrarre e come farlo

Questo è l’elenco i tutto ciò che puoi portare in detrazione:

  1. Per gli interventi che comportino una riduzione della trasmittanza termica degli elementi opachi (pareti e solai) costituenti l’involucro edilizio possono essere detratte la fornitura e messa in opera di materiale coibente e di tutti i materiali e delle opere necessarie per dare l’opera completa.
  2. Per gli interventi che comportino una riduzione della trasmittanza termica delle finestre possono essere detratte la fornitura e posa in opera di una nuova finestra comprensiva di infisso e le integrazioni e sostituzioni finalizzate al miglioramento del-le caratteristiche termiche dei componenti vetrati esistenti.
  3. Per gli interventi impiantistici concernenti la climatizzazione invernale e/o la produzione di acqua calda possono essere detratte lo smontaggio e dismissione dell’impianto di climatizzazione invernale esistente e la fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, delle opere idrauliche e murarie necessarie per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale nonché delle opere idrauliche e murarie necessarie per la realizzazione di impianti solari termici.
  4. Infine possono essere detratte le prestazioni professionali necessarie alla realizzazione degli interventi, comprensive della redazione dell’attestato di certificazione energetica o di qualificazione energetica.

Per quanto riguarda come e quanto detrarre hai sicuramente capito che la situazione è abbastanza ingarbugliata a causa di percentuali differenti e importi differenti a seconda degli interventi.

Come regola generale la percentuale di detrazione è pari al 65% delle spese sostenute, però come abbiamo già visto nel paragrafo precedente, la legge di stabilità 2018 ha ridotto la detrazione al 50% per alcuni interventi.

Nella tabella che ti propongo qui sotto trovi un riepilogo, per ognuno degli interventi, con la percentuale di detrazione, l’importo massimo detraibile e la spesa massima su cui calcolarlo.

detrazioni fiscali ristrutturazione casa riepilogo ecobonus

Gli importi da portare in detrazione vengono suddivisi in 10 rate annuali di pari importo.

Anche in questo caso, come per le detrazioni sulle ristrutturazioni edilizie, vige il principio della capienza secondo cui gli importi possono essere realmente detratti fino al raggiungimento della massima imposta da pagare in un determinato anno. Eventuali importi aggiuntivi non costituiscono credito di imposta e vanno persi.

Sebbene non ti interessi direttamente nella ristrutturazione di casa tua, per cronaca sappi che per gli interventi condominial, esistono dei regimi speciali che aumentano le detrazioni fino al 75% e addirittura fino all’85% se gli interventi attuati sono effettuati insieme ad interventi di riduzione del rischio sismico.

Gli adempimenti necessari per accedere correttamente alle detrazioni

Rispetto a quanto previsto per le detrazioni sulla ristrutturazione edilizia, gli adempimenti da svolgere obbligatoriamente per accedere all’ecobonus sono sensibilmente più articolati e richiedono di produrre, in quasi tutti i casi, della documentazione tecnica aggiuntiva rispetto a quella legata alla sola procedura edilizia.

Naturalmente risulta necessario predisporre correttamente tutta la eventuale documentazione edilizia. In compenso, a differenza di quanto abbiamo visto per le ristrutturazioni edilizie, in questo caso la legge non esclude dagli interventi agevolabili la categoria della manutenzione ordinaria. Se le opere da eseguire rientrano in questa categoria di intervento è comunque sempre bene che tu rediga un’autocertificazione con la data di inizio lavori e la dichiarazione che i lavori eseguiti sono agevolabili ai sensi della legge 296/2006.

Vediamo quali sono gli adempimenti particolari legati all’ecobonus.

Asseverazione del tecnico

Questa asseverazione viene redatta da un tecnico abilitato (che può essere anche il direttore dei lavori), il quale certifica che l’intervento eseguito è conforme ai requisiti tecnici.

Attestato di prestazione energetica

Tale attestato deve essere redatto successivamente all’esecuzione dei lavori. Non viene richiesto l’attestato per i seguenti interventi considerati minori:

  • sostituzione di finestre e infissi (in singole unità immobiliari)
  • installazione di pannelli solari
  • acquisto e posa in opera di schermature solari

Invio della documentazione all’ENEA

Attraverso il portale www.acs.enea.it devono essere inviati dei dati relativi alle opere di risparmio energetico eseguite. L’invio della documentazione può essere eseguito solo dagli utenti registrati che possono essere:

  • tecnici abilitati e amministratori di condominio per l’invio delle pratiche complete
  • utenti generici per l’invio di dichiarazioni semplificate.

Le dichiarazioni semplificate sono solo quelle relative alla sostituzione di infissi in singole unità immobiliari, installazione di schermature solari e installazione di pannelli solari.

Tutta la documentazione deve essere trasmessa entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Al momento della trasmissione il portale dell’ENEA rilascerà una ricevuta.

Modalità di pagamento

Come per le detrazioni dedicate alla ristrutturazione edilizia, i pagamenti devono essere fatti tramite bonifici bancari o postali per i soggetti IRPEF. I titolari di reddito di impresa possono pagare anche con modalità diverse (ad esempio con assegni).

Il bonifico deve essere specifico per detrazioni fiscali (legge 296/2006) e deve riportare le medesime informazioni che abbiamo già visto per le detrazioni del 50%.

Naturalmente tutta questa documentazione deve essere conservata a tua cura per eventuali controlli.

SFRUTTARE LE DETRAZIONI FISCALI E’ UNA QUESTIONE DI EQUILIBRISMO

In questo lungo articolo ti ho spiegato i segreti delle detrazioni fiscali, adesso ne sai sicuramente di più ma sicuramente nel momento in cui dovrai mettere in pratica queste informazioni  sarai affiancato dal tuo tecnico e/o da un bravo commercialista.

La cosa principale che ti deve rimanere da questo lungo articolo è che devi programmare attentamente le spese in modo da riuscire a sfruttare nella tua ristrutturazione non solo una ma tutte le detrazioni che ti vengono messe a disposizione.

Importi, percentuali di detrazioni, documentazione necessaria e capienza sono tutti dati che devi considerare per farti bene i conti in tasca e non rischiare di rimanere fregato.

Qui hai visto scalfita la superficie dell’argomento. Se sei un tecnico e vuoi più informazioni anche su questo argomento da poco è stato pubblicato un mio libro con la casa editrice Maggioli dedicato alle procedure edilizie per ristrutturare casa, in cui è presente un approfondimento di oltre 60 pagine dedicato a tutte le detrazioni fiscali che lo stato mette a disposizione del cittadino. Lo puoi vedere qui: Procedure per le ristrutturazioni edilizie residenziali.

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