riscaldare casa

Le 5 regole per riscaldare casa in modo efficiente e senza dissanguarsi in bollette salatissime

In questo articolo ti svelerò le 5 regole per riscaldare casa che ti consentiranno di stare come un pascià mentre fuori ci sono meno 10 gradi e imperversa la peggior tempesta di neve dell’ultimo secolo senza che il contatore giri all’impazzata rubandosi tutti i soldi che stai faticosamente mettendo da parte per le ferie estive.

E ti faccio anche una promessa: non sarà l’ennesimo articolo di consigli e accorgimenti totalmente inutili che imperversano dappertutto ogni autunno. Anzi facciamo una cosa, elenchiamo qui questi consigli che puoi trovare in rete, così ti risparmi la perdita di tempo di leggerti altri articoli:

  • Installa le valvole termostatiche
  • Chiudi i termosifoni nelle stanze che non usi
  • Attento alle ore di accensione
  • Non coprire o mettere ostacoli davanti ai termosifoni
  • Inserisci un pannello isolante dietro i termosifoni
  • Abbassa le tapparelle durante la notte
  • Spegni i termosifoni di notte
  • Tieni il riscaldamento spento quando non c’è nessuno in casa o quando arieggi
  • Abbassa la temperatura del termostato a 18°
  • Usa i paraspifferi sotto la porta

Ce ne sarebbero ancora a decine e ti assicuro che sono tutti accorgimenti utili ma che non saranno mai in grado mai il problema alla radice. Se in casa tua anche con il riscaldamento a palla c’è freddo, se dopo 5 minuti che hai spento i termosifoni la temperatura torna ad essere polare, se le bollette che paghi da ottobre a marzo basterebbero per sfamare un’intera nazione, allora questi consigli sono realmente inutili.

In questo articolo troverai qualcosa di diverso: ti darò le 5 semplici regole che devi rispettare  per riuscire realmente a riscaldare casa in modo efficiente ed economico. Solo cinque ma il cui valore è inestimabile perchè racchiudono anni di progetti, ristrutturazioni, studio, confronto ed errori. E naturalmente come al solito useremo un linguaggio comprensibile a tutti e non tecnico.

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LE 5 REGOLE PER RISCALDARE CASA SENZA DISSANGUARSI E AVENDO LA CERTEZZA DI RAGGIUNGERE IL VERO BENESSERE

Se in casa tua anche con i termosifoni accesi ti sembra di stare in mezzo ai pinguini sicuramente hai un problema. Dopo aver inutilmente tentato di mettere in pratica tutte le cose che abbiamo elencato nell’introduzione, la prima idea che potrebbe venirti in mente per riscaldare casa finalmente in modo efficiente è rifare l’impianto di riscaldamento. Bene: sappi che potrebbe non essere la soluzione corretta.

Infatti, anche se il tuo impianto è vecchio come la pelliccia della nonna che puzza di naftalina, potrebbe non essere lui l’anello debole. Solitamente le  reali cause del freddo in casa si annidano da altre parti.

Una casa calda e confortevole è il risultato di tanti fattori che vanno ben oltre la semplice installazione di un impianto di riscaldamento efficiente (che bada bene: è un aspetto fondamentale!). E se devi ristrutturare casa è il caso di affrontare il tema in modo corretto e sistematico così da non sprecare i tuoi soldi in opere assolutamente inutili.

Ci sono 5 semplici regole fondamentali che devi assolutamente conoscere e mettere in pratica per avere la certezza di riuscire a riscaldare casa rendendola calda e confortevole come la culla di un neonato.

Regola 1: a morte gli spifferi!

riscaldare casa: occhio agli spifferi!

È assolutamente inutile avere un impianto di riscaldamento che funziona come un orologio svizzero se poi tutti gli sforzi che vengono fatti per riscaldare gli ambienti sono vanificati da correnti fredde degne di una tempesta in alta quota.

La presenza di spifferi non significa solo che entra aria fredda, ma significa anche che esce l’aria calda di casa tua, facendo schizzare le bollette: dove l’aria entra può anche uscire! Considera gli spifferi come un portone sempre aperto tra casa tua e il mondo esterno.

Non fraintendermi: casa tua non deve diventare un luogo sigillato in cui non entra ed esce un filo d’aria. La ventilazione, cioè i ricambi d’aria, sono fondamentali per la salubrità degli ambienti, però li puoi ottenere aprendo tu le finestre per pochi minuti quando lo ritieni opportuno (o con sistemi di ventilazione forzata), non tenendole spalancate 24 ore su 24 tutti i giorni.

Quali sono i primi indiziati per gli spifferi che hai in casa? Naturalmente gli infissi.

Le vecchie finestre sono quanto di peggio tu possa avere, e non solo perchè hanno un singolo vetro anzichè un vetrocamera. Il problema più grosso è che nei vecchi infissi mancano completamente le guarnizioni, oppure che sono insufficienti oltre che consumate.

Le guarnizioni sono quelle strisce di gomma che vengono applicate tutto intorno ai moderni infissi e ai telai, e che garantiscono la chiusura ermetica delle finestre.

Fino all’inizio degli anni ottanta nessun infisso aveva le guarnizioni: non importava se fossero di legno o alluminio. Le battute delle finestre (cioè quella parte dell’anta che va a “battere” contro il telaio per chiuderle) erano realizzate legno su legno o alluminio su alluminio. Questo non garantiva in alcun modo la chiusura ermetica in quanto legno e alluminio sono materiali rigidi, che non hanno la capacità di adattarsi l’uno sull’altro come invece fa la gomma. Quindi non si riusciva ad ottenere una chiusura ermetica e si formavano dei minuscoli spazi vuoti sufficienti però per far passare abbondantemente l’aria.

Le prime guarnizioni sono arrivate negli anni ottanta, in concomitanza con il diffondersi del vetrocamera. Ma se hai infissi risalenti a questo periodo non puoi dormire sonni tranquilli: infatti se è vero che tali guarnizioni hanno migliorato notevolmente la situazione è anche vero che erano decisamente poco performanti.

Ma gli spifferi non entrano solo dalle finestre. Un altro elemento critico sono i vecchi cassonetti delle tapparelle che presentano gli stessi identici problemi degli infissi: nessuna guarnizione e chiusure (per l’ispezione) sottilissime e fissate alla bene e meglio, senza nessuna cura per ottenere una sigillatura perfetta.

Come fare a risolvere il problema degli spifferi?

Trovio in commercio tanti prodotti che ti promettono di risolvere il problema una volta per sempre: profili adesivi in neoprene o gommapiuma, siliconi, paraspifferi…dammi retta: lascia perdere! Questi rimedi fai-da-te ti fanno perdere tempo e durano meno di una stagione.

Se hai degli infissi in legno potresti pensare di far inserire (da dei professionisti specilalizzati) delle guarnizioni sulle tue vecchie finestre. Ma è un’operazione abbastanza costosa che probabilmente non vale la candela: infatti alla fine ti potresti ritrovare ad aver speso un sacco di soldi per delle finestre che non fanno più passare un filo d’aria ma che, poichè hanno una singola lastra di vetro o un vetrocamera molto vecchio (e quindi con basse prestazioni) isolano pochissimo.

Chiaramente la soluzione migliore è sostituire gli infissi, anche se è una spesa importante. Ma ti assicuro che delle finestre nuove di qualità cambieranno totalmente la temperatura e il benessere che provi in casa.

A questo punto abbiamo messo a punto la prima regola: per poter riscaldare casa in modo efficiente non devono esserci spifferi.

Pensa che questo è un fattore così importante che, per testare l’efficienza delle abitazioni che ambiscono ad avere il prestigioso certificato CasaClima, uno dei test che vengono fatti dopo i lavori è il blower door test. In sostanza con tutte le finestre e porte chiuse (e anche le altre parti da cui potrebbe uscire l’aria come cappe e canne fumarie) viene immessa aria ad una pressione nota: se la pressione diminuisce significa che c’è una perdita e la casa non è sigillata. E quindi non è stata fatta bene…

Regola 2: pareti calde

riscaldare casa: le pareti devono essere calde!

Gli infissi sono un elemento fondamentale dell’involucro di casa tua, cioè di tutti quegli elementi che la separano dall’esterno, intendendo per esterno sia l’ambiente aperto che le eventuali parti dell’edificio non riscaldate (pensa ad esempio al vano scale di un condominio).

Un involucro efficiente è senza dubbio l’elemento più importante per poter riscaldare casa in modo efficiente e quindi garantire un elevato benessere interno. Un involucro realizzato rispettando tutti i migliori parametri, anche in climi freddi, può consentire di minimizzare l’utilizzo dell’impianto di riscaldamento, rendendolo alle volte quasi inutile, e al contempo garantire delle condizioni interne che probabilmente ti sogni a casa tua.

Il principio generale, che hai sicuramente intuito con la prima regola, è che l’involucro che racchiude casa tua deve disperdere la minor quantità di calore possibile. Altrimenti ti sforzerai per nulla…

Oltre alle finestre gli altri elementi che compongono l’involucro di casa tua sono le pareti, il pavimento e il soffitto (o il tetto). In questo paragrafo ci concentreremo sulle pareti perchè sono la parte predominante e più problematico del tuo involucro, però quanto diremo vale anche per pavimenti e soffitti.

Quando parliamo di pareti calde stiamo affermando che un elemento fondamentale per riscaldare casa efficientemente è che sia presente l’isolamento termico. Infatti le pareti rappresentano la maggior parte della superficie di casa tua a contatto con l’ambiente esterno, con ambienti non riscaldati (un vano scale) o con ambienti che non sai se sono riscaldati o meno (altri appartamenti). Quindi il fatto che siano isolati rappresenta un elemento fondamentale.

Fino agli anni ’80 le pareti e i solai delle case raramente erano isolate. Se pensi che la maggior parte delle case in Italia è stata costruita tra gli anni ’40 e gli anni ’80 capisci che è un problema diffuso. Tra l’altro anche in tempi più recenti le nuove costruzioni, soprattutto quando lasciate in mano totalmente ai costruttori, non sempre sono isolate o isolate a dovere.

Se casa tua non è isolata puoi affermare con una certa sicurezza che uno degli elementi che non ti consentono di riscaldare efficientemente, di avere condizioni di benessere e che ti fanno spendere tantissimi soldi in bolletta, è proprio questo.

Da alcuni anni si è diffusa la pratica di installare gli isolamenti a “cappotto”, chiamati così perchè avvolgono gli edifici dall’esterno come fossero un cappotto. È senza dubbio il sistema più efficace per isolare ed è facilmente implementabile anche negli edifici esistenti. In compenso, se abiti in condominio, non puoi certo decidere di farlo solo a casa tua: deve essere una scelta fatta da tutto il condominio e sappiamo benissimo come sia difficile far capire l’importanza di questo intervento alla maggior parte delle persone.

In questo caso non hai alternative? In realtà ce ne sono come l’insufflaggio (se le pareti esterne di casa tua sono realizzate con una camera d’aria) o l’isolamento dall’interno (a costo di perdere un po’di superficie in casa). Non è scopo di questo articolo approfondire l’argomento, il miglior consiglio che ti posso dare è quello di affidarti ad un bravo tecnico professionista per trovare una soluzione.

Abbiamo messo a punto anche la seconda regola: tutto l’involucro deve essere isolato per disperdere la minor quantità di calore possibile.

Regola 3: l’impianto non lo progetta Bepi l’idraulico

riscaldare casa: l'impianto non lo progetta l'idraulico

Con la terza regola cominciamo a parlare dell’impianto di riscaldamento. Dopo aver ottimizzato l’involucro, che ora è perfettamente isolato e non ha nessuno spiffero malefico, il tuo obiettivo deve diventare quello di riscaldare nel miglior modo possibile l’ambiente interno e allo stesso tempo spendere il meno possibile in bolletta.

Per poter raggiungere questo obiettivo il tuo impianto deve essere dimensionato correttamente. E questa cosa non può assolutamente farla l’idraulico di turno. Non sai quante volte mi è capitato di vedere ristrutturazioni in cui sono stati spesi tanti soldi per fare il cappotto e sostituire gli infissi e poi l’impianto di riscaldamento è stato “arronzato” (scusami il termine dialettale ma rende bene l’idea) affidandosi ciecamente ai consigli dell’idraulico che lo installava.

L’impianto di riscaldamento non lo può progettare l’idraulico, anche se è il migliore del mondo. Progettare un impianto richiede delle specifiche conoscenze di fisica tecnica, richiede di valutare tutto il sistema-casa e non solo la quantità d’aria da riscaldare, sennò che hai speso a fare tutti quei soldi in isolamento e infissi?

Quando affronto una ristrutturazione nel mio team di lavoro c’è sempre un tecnico specializzato in impiantistica che mi affianca fin dalle primissime fasi del progetto: è l’unica figura in grado prima di individuare quali sono gli interventi mifgliori da eseguire in funzione dell’obiettivo richiesto e poi di calcolare correttamente la potenza dell’impianto, della caldaia, dei terminali.

Invece sai come dimensiona un idraulico un impianto di riscaldamento? Usa una formula tanto semplice quanto ridicola: calcola il volume degli ambienti, considera che per riscaldare 1mc sono necessarie circa 30kcal (chilocalorie), trasforma le kcal in watt, prende le schede tecniche di un termosifone qualsiasi e vede quanti watt fornisce et voilà ecco il tuo impianto progettato!

Ti sembra un metodo valido?

In questo modo rischi seriamente di avere impianti sovra o sottodimensionati e di non veder scendere minimamente le bollette.

Quindi la terza regola è: l’impianto di riscaldamento deve essere progettato e dimensionato da un tecnico specializzato.

Regola 4: Siamo nel ventunesimo secolo Baby! I termosifoni li hanno inventati nel diciannovesimo…

riscaldare casa coi termosifoni? C'è di meglio!

Per tantissimi anni l’unica tipologia di impianto di riscaldamento installata in Italia (e in gran parte del mondo) è stata quella composta da caldaia e termosifoni.

Stiamo parlando di una delle soluzioni per riscaldare casa meno efficienti in assoluto: infatti i termosifoni ti consentono di sfruttare una minima parte del calore che viene prodotto dalla caldaia e un riscaldamento realizzato in questo modo comporta una serie di problemi collaterali che non devi sottovalutare.

 

Cerchiamo di capire quali sono le criticità di questo sistema di riscaldamento e anche quali sono i suoi punti di forza.

Criticità dei termosifoni per riscaldare casa

  • La sua gestione comporta dei costi abbastanza elevati: l’acqua che scorre all’interno dei termosifoni deve avere infatti una temperatura di circa 70° per permetterti di averne una interna di circa 20°;
  • Il benessere ottenuto non è ottimale: il riscladamento si concentra tutto in una parte della stanza, mentre il resto rimane a temperature molto più basse. Certo può essere piacevole il calore emesso dal termosifone ma di sicuro non è piacevole allontanarsi pochi passi e sentire freddo;
  • La stratigrafia del calore è la peggiore possibile: studi hanno dimostrato che la miglior sensazione di benessere viene raggiunta dal corpo umano quando i piedi sono caldi e la testa respira aria fresca. Con i termosifoni avviene esattamente il contrario, testa calda e piedi freddi.

Il problema di base è che un impianto a termosifoni (ma vale anche per i ventilconvettori o per qualsiasi sistema “puntuale”) riscalda per convezione. Sintetizziamo il funzionamento di un riscaldamento a convezione:  in sostanza abbiamo una piccola fonte di calore (il termosifone) che deve scaldare una grossa massa d’aria. Siccome questa fonte di calore non è talmente calda da riuscire a riscaldare tutta la massa in modo uniforme riesce a scaldare direttamente solo l’aria che si trova più vicina. Come sai l’aria calda tende a salire verso l’alto e l’aria fredda a scendere, così la massa d’aria che viene scaldata dal termosifone si muove verso l’alto lasciando spazio all’aria fredda. Il risultato di tutto ciò? Che in casa si creano delle vere e proprie correnti d’aria, che le stanze non sono scaldate i nmodo uniforme, che avremo la sgradevole sensazione di avere i piedi freddi e la faccia calda, che la polvere accumulata comincia a circolare per tutta la stanza creando possibili problemi di allergia…

Punti a favore dei termosifoni per riscaldare casa

  • È un sistema talmente diffuso e collaudato che la sua installazione è rapida ed economica. Certo, se scegli i termoarredi di design potresti spendere cifre significative anche per questo tipo di impianto, ma se ti accontenti di normali termosifoni potresti risparmiare molto.
  • Proprio perchè è un sistema diffusissimo è anche molto collaudato e gli idraulici sono esperti nella sua installazione. A meno che non ti rivolgi ad uno scarparo totale il lavoro sarà fatto a regola d’arte senza troppe preoccupazioni.

Proviamo quindi a fare un bilancio: l’installazione di un sistema a termosifoni è rapida ed economica ma la gestione è costosa e non ti da un benessere ottimale in casa. Per essere più terra-terra: costa poco adesso ma ti costerà tanto durante il funzionamento, sia di bollette che di salute.

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Da alcuni anni i sistemi di riscaldamento si sono evoluti notevolmente: ora hai a disposizione molte tecnologie alternative e maggiormente efficienti che, seppur con un costo sensibilmente maggiore in fase di realizzazione, permettono di abbattere i costi in fase di utilizzo e di garantirti un clima interno realmente ottimale e salutare.

Non è lo scopo di questo articolo raccontarti vita morte e miracoli dei sistemi di riscaldamento moderni, però spendiamo alcune parole su quello che attualmente è considerato (probabilmente a ragione) il miglior sistema per riscaldare casa: il riscaldamento a pavimento.

Il funzionamento di questa tipologia di impianto in fondo è semplice: funziona sempre con acqua calda che, invece di essere inviata ai termosifoni per scaldare l’ambiente, viene fatta circolare in apposite serpentine poste al di sotto della pavimentazione. Vediamone pro e contro.

Punti a favore del riscaldamento a pavimento

  • Funziona per irragiamento e non per convezione. Un sistema ad irragiamento scalda una grande massa di aria in contemporanea, quindi evita la formazione delle correnti di cui abbiamo parlato nei sitemi a convezione e delle conseguenti differenze di temperatura. Il riscaldamento ad irragiamento più efficiente che c’è al mondo lo conosci sicuramente: è il sole. Una grande superficie che scalda con una potenza infinita…
    Il tuo riscaldamento a pavimento funziona esattamente allo stesso modo: è una grande superficie scaldante che riesce ad innalzare la temperatura dell’aria in modo omogeneo.
  • La gestione è economica: la temperatura dell’acqua che scorre dentro i tubi che si trovano sotto il tuo pavimento è notevolmente minore rispetto ai 70° di cui abbiamo parlato prima. Generalmente è circa la metà: l’acqua viene scaldata a 35°, rilascia il suo calore al massetto e alla pavimentazione soprastante che a sua volta lo rilascia all’aria: in questo modo ottieni facilmente una temperatura uniforme di 20° dappertutto.
  • La distribuzione del calore è ottimale: avrai i piedi caldi, il corpo caldo e la testa un po’ più fresca. La sensazione è quella di respirare sempre aria fresca, a differenza di un riscaldamento classico dove rischi di diventare paonazzo e avere i piedi gelidi.

Per ora bastano questi tre vantaggi, anche se ce ne sarebbero molti altri. Vediamo però anche quali sono gli svantaggi.

I contro del riscaldamento a pavimento

  • Metterlo in opera ti costerà di più, e dovrà essere fatto con molta attenzione da posatori qualificati. Pensa che basta sbagliare l’essicazione del massetto che copre i tubi a pavimento per rischiare di avere grossi problemi con la pavimentazione. Solitamente chi produce riscaldamenti a pavimento ha le proprie squadre di posatori specializzati e non si affida all’draulico di turno che ti fa l’impianto di scarico del bagno.
  • Durante il periodo di riscaldamento deve rimanere costantemente acceso: la temperatura dell’acqua che scorre nei tubi viene modulata a seconda delle ore della giornata (con una programmazione automatica) e della temperatura ambiente che deve esserci, ma non può mai essere completamente spento. Questo perchè tale sistema non produce caldo istantaneo come i termosifoni ma ci vuole un po’di tempo per alzare la temperatura dei massetti e conseguentemente dell’aria.
    Oh, intendiamoci: non è un vero e proprio svantaggio…però per chi è abituato ad accendere e spegnere il riscaldamento all’occorrenza potrebbe essere un cambio di abitudini notevole.

Quindi ti ho convinto che forse l’impianto con i termosifoni non è proprio il migliore per riscaldare casa tua e ce ne sono altri più efficienti? Quello a pavimento è solo un esempio, magari non è neanche il più giusto per casa tua e per il clima in cui vivi…il tecnico che ti seguirà nella progettazione dell’impianto potrà darti un grosso aiuto a scegliere…e poi c’è sempre la tua curiosità che potrà farti approfondire altre possibilità.

Abbiamo messo a punto anche la regola quattro: ci sono tecnologie innovative e maggiormente efficienti per riscaldare casa rispetto ai termosifoni.

Regola 5: Ama e rispetta il tuo impianto finchè morte (la sua…) non vi separi

per riscaldare casa devi amare il tuo impianto

Questa regola vale per tutti i tipi di impianto e, devo ammetterlo, assomiglia molto ai consigli di cui parlavamo all’inizio dell’articolo: la manutenzione annuale è obbligatoria. Non solo quella della caldaia, che è prescritta per legge. Ogni anno dovresti far controllare (o controllare in prima persona) il tuo impianto per verificare che tutto sia in regola. Dopo molti mesi di inutilizzo la sorpresa potrebbe essere dietro l’angolo.

In realtà questo consiglio è maggiormente valido per coloro che hanno un impianto di tipo classico cioè con i termosifoni. Infatti un impianto a pavimento può essere usato anche per il raffrescamento estivo (con i dovuti accorgimenti) e quindi potrebbe in buona sostanza essere attivo, e quindi monitorato, tutto l’anno.

Ma i termosifoni no: li spegni in primavera e li riaccendi in autunno.

Ci scommetto che sai qual’è una delle cose che devi assolutamente fare ogni anno prima di far ripartire tutto: sfiatare i termosifoni. Devi far uscire tutta l’aria che si è accumulata nel circuito del riscaldamento, altrimenti rischi di avere un impianto già poco efficiente di suo che non riscalda nemmeno: le bolle d’aria possono bloccare la corretta circolazione dell’acqua calda e quindi non farla arrivare a tutti i termosifoni, facendoti rimanere al freddo nonostante tutti i soldi che spendi di bollette, e inoltre possono provocare delle forti vibrazioni nei termosifoni stessi rischiando di comprometterne la stabilità.

Quando parliamo di mantenere in perfetta efficienza l’impianto però dobbiamo pensare a tutti gli elementi di cui abbiamo parlato in questo articolo, quindi anche l’involucro. Isolamento e infissi meritano la stessa attenzione dell’impianto.

Non voglio dilungarmi oltre con questa quinta regola poichè c’è veramente poco da aggiungere: mantieni l’impianto sempre in perfetta efficienza e continuerà a darti le soddisfazioni che cerchi.

LA VERITÀ NON È PER TUTTI. LO È PER TE?

la verità su come riscaldare casa...vuoi saperla?

Con le cinque regole che abbiamo appena finito di vedere il problema del riscaldamento della casa è stato affrontato con un punto di vista più ampio e globale. Come promesso non sono stati i soliti consigli di cui parlavamo all’inizio dell’articolo sugli accorgimenti che puoi prendere per abbattere le bollette e ottener un riscaldamento efficiente dal tuo vecchio impianto che alla fine non ti faranno ottenere i risultati sperati.

Applicando queste 5 regole riuscirai realmente a riscaldare casa raggiungendo un benessere elevato e abbattendo i costi delle bollette. D’altro canto è innegabile come nella maggior parte dei casi la loro applicazione richieda interventi radicali in casa: sostituire gli infissi, realizzare un cappotto termico, rifare l’impianto di riscaldamento…sono tutte opere costose sia in termine di soldi che di disagi. E soprattutto che possono essere messi in pratica quasi esclusivamente all’interno di un intervento generale di ristrutturazione della casa.

Quindi la dura verità è che se in casa tua durante l’inverno, nonostante il riscaldamento acceso a palla, continui a non stare bene, oppure le bollette sono come il PIL di un piccolo stato centrafricano, l’unica soluzione è prevedere un intervento radicale e generale di ristrutturazione, che non sarà nè economico nè indolore.

Puoi scegliere tra spendere ogni anno dei soldi per trovare la soluzione miracolosa da applicare al tuo vecchio impianto, oppure spendere tanti soldi una volta sola per trovare veramente la soluzione definitiva (ricordati comunque che ci sono sempre le detrazioni fiscali!).

Purtroppo, parlando di ristrutturazioni, so benissimo come funzinano le cose per quanto riguarda gli impianti. Esistono due regole immutabili (…questo sta diventando l’articolo delle regole…) messe sistematicamente in pratica e che sono assolutamente sbagliate:

Regola 1: il committente vuole spendere il meno possibile per gli impianti.

Perchè? Una risposta precisa non te la so dare, probabilmente perchè non ne coglie l’importanza all’interno del sistema-casa, forse perchè gli impianti non sono in bella vista ma sono nascosti sotto muri e pavimenti, oppure perchè “tanto uno vale l’altro”.

Sono tutte fesserie e non passa volta che non lo ribadisca ai miei clienti, sebbene quello che sto per scriverti possa dare la zappa sui piedi alle mie ambizioni estetiche di architetto: quando ristrutturi casa devi spendere tanto per fare un involucro a prova di bomba e degli impianti che funzionano come un orologio svizzero, e riservare quello che ti resta per le finiture e gli arredi.

Il motivo è che una piastrella, una porta interna, un sanitario e una libreria li puoi cambiare anche tra un anno senza tante scocciature. Se un impianto non funziona a dovere per cambiarlo o integrarlo devi sventrare mezza casa! Oltre a dover rompere le finiture costosissime che hai fatto installare…

Regola 2: le ristrutturazioni le gestiscono le imprese.

Nel 95% dei casi un committente che deve ristrutturare si presenta da un’impresa senza un progetto o con un “disegnino” fatto dal nipote neolaureato in architettura dicendo che deve ristrutturare casa. Ad un certo punto dei lavori l’impresa fa questa domanda, quasi di sfuggita: “e per l’impianto di riscaldamento? Cosa facciamo?”. La risposta quasi sempre è: “classico: caldaia e termosifoni”. Così l’impresa a mò di moderno Garibaldi risponde “obbedisco!”.

Credo di avertelo fatto già capire con le regole che abbiamo visto quale deve essere il modo corretto di approcciarsi all’impianto di riscaldamento: è il tuo tecnico, quello a cui hai affidato il progetto, che deve venire da te e proporti più tipologie di impianti spiegandoti i pro e i contro di ognuno di essi e consigliandoti la scelta migliore. Certo, la scelta finale deve essere tua, però devi essere consapevole di quello che stai facendo. Il rischio è quello di buttare i soldi letteralmente nel cesso…

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