certificato di abitabilità

Il certificato di abitabilità di casa tua non esiste più! Scopri il nuovo documento essenziale che non può mancare per poter abitare in casa tua

Non vorrei smorazare subito i tuoi entusiasmi sul fatto che finalmente lo Stato abbia deciso di toglierti un’incombenza scocciante…in realtà il certificato di non esiste più da almeno 15 anni, cioè da quando è stato ufficialmente sostituito con il certificato di . Ma la seconda (e più importante) notizia per te è che ora non esiste più nemmeno il . E le sorprese non sono ancora finite: nonostante tutto hai ancora la necessità di avere l’agibilità per poter utilizzare casa tua. Anzi: ora, più di prima, se non ce l’hai sono guai.

Non ho scritto nemmeno 100 parole ma ci scommetto che non ci stai capendo già più niente…

Non preoccuparti perchè su questo argomento sei in buonissima compagnia. Non è raro che anche i tecnici non sappiano che pesci pigliare quando si parla di abitabilità/agibilità degli edifici (sono stato il primo a dover alzare la mano…). Il problema è che la legge italiana presenta le solite insopportabili caratteristiche:

  1. Cambia in continuazione
  2. Ogni variazione la rende sempre più ingarbugliata
  3. Non aiuta nessuno a capirci qualcosa

E riguardo al tema dell’abitabilità/agibilità tutto questo guazzabuglio sembra aver raggiunto uno dei suoi apici.

Quindi cerchiamo di fare un po’di chiarezza sull’argomento per rispondere alla domanda che probabilmente ti stai ponendo: “Devo fare il dopo una ristrutturazione?”

Siccome dirti semplicemente “sì ti serve” o “no non ti serve” non avrebbe alcun senso, per capire quale sia la risposta giusta è necessario che tu abbia ben chiari alcuni semplici ma essenziali concetti (naturalmente semplici dopo che saremo riusciti a sgarbugliarli dal casino della legge!). E poi, siccome abbiamo detto che il certificato di abitabilità non esiste più, così come il certificato di agibilità, vorrei farti capire quali sono le responsabilità per te (e soprattutto per il tuo tecnico) che comporta il documento che li ha ufficialmente sostituiti: la SCA. Non preoccuparti, non è un insulto pensato da qualche burocrate che vive arroccatto in qualche palazzo romano pieno di burocrazia…è semplicemente l’acronimo di Segnalazione Certificata di Agibilità, il nuovo documento che è entrato in vigore da novembre 2016.

Quindi, per fare chiarezza sul tema agibilità, in questo articolo ti parlerò di 5 aspetti, che sono uno più essenziale dell’altro per rispondere alla domanda di cui sopra:

  • Cos’è l’abitabilità/agibilità?
  • Cosa sancisce l’abitabilità/agibilità?
  • Quando serve l’abitabilità/agibilità (serve per la tua ristrutturazione?)
  • Come e quando si presenta l’abitabilità/agibilità?
  • Cosa succede se non presenti abitabilità/agibilità

Ci scommettiamo che alla fine ne saprai più del tuo tecnico?

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CHE COS’È L’ABITABILITÀ/AGIBILITÀ? DALL’AUTORIZZAZIONE DEL SINDACO ALLA SEGNALAZIONE DEL CITTADINO

Facciamo un po’di storia (sarò breve te lo prometto). Per capire da dove proviene il concetto di agibilità dobbiamo tornare addirittura al diciannovesimo secolo: è stata la legge 5849 del 1888, Legge per la tutela dell’igiene e della sanità pubblica che all’articolo 39 ha introdotto per la prima volta il concetto che «Le case di nuova costruzione, od in parte rifatte, non possono essere abitate se non dopo autorizzazione del sindaco». Ok è vero, non c’è scritto da nessuna parte nè “abitabilità”“agibilità”, ma dobbiamo capire che questi sono due termini entrati in uso in tempi più recenti che servono semplicemente per racchiudere un concetto: se non vi sono determinate condizioni un immobile non può essere utilizzato.

Prima di fare un salto nel tempo verso i giorni nostri c’è un altro passo intermedio che dobbiamo fare. Questo passaggio è importante in quanto deve essere considerato come il momento che introduce in modo ufficiale per gli edifici italiani l’obbligo di avere l’agibilità per essere abitati. Stiamo parlando del Regio Decreto n.1265 del 27 luglio 1934, il “Testo Unico delle leggi sanitarie”, che in sostanza ribadisce la necessità di ottenere l’autorizzazione da parte del podestà (il sindaco di allora) per abitare una casa. Tutto ciò che è stato costruito successivamente a tale data DEVE essere dotato di agibilità. (forse farei meglio a dire dovrebbe in quanto i casi di sua mancanza abbondano…)

Vorrei sottolineare come tutto quello che stiamo dicendo vale non solo per le nuove costruzioni ma anche per le ristrutturazioni: in seguito a modifiche avvenute all’interno di una casa è necessario ottenere nuovamente l’autorizzazione ad abitare. Questo concetto è assolutametne valido anche al giorno d’oggi, sebbene non sempre sembra essere compreso…

La prima volta che compare ufficialmente la definizione di certificato di abitabilità è nel 1994, quando viene introdotto dal d.pr. 425 con l’articolo 4: «Affinché gli edifici, o parti di essi,[…], possano essere Utilizzati, è necessario che il proprietario richieda il Certificato di abitabilità al sindaco». Naturalmente il tutto continua a valere anche per le ristrutturazioni.

Una nota: in questi anni (dal 1934 in poi), sebbene non fosse una cosa scritta in nessuna legge nazionale, si è diffusa l’abitudine di distinguere tra il termine abitabilità, riferito agli immobili residenziali, e agibilità, riferito agli immobili con altra destinazione (fabbriche, uffici, negozi, etc.). Nella sostanza sono sempre state la medesima cosa e questa era una differenza meramente di nome ma non di contenuto. Te lo evidenzio perchè spesso viene fatta confusione su questo aspetto. Proprio per dare un colpo di spugna a tale confusione nel 2001 il nuovo Testo Unico dell’Edilizia (d.pr. 380/2001) ha riunito i due concetti sotto l’unico istituto del Certificato di agibilità che eliminava con un colpo di spugna il certificato di abitabilità e doveva essere richiesto per qualsiasi tipo di immobile per poter essere utilizzato.

Quindi è scomparso ufficialmente il certificato di abitabilità ma nella sostanza non sono mutati gli obblighi per il cittadino: in seguito alla costruzione di una nuova casa, o a una sua ristrutturazione, era necessario richiedere al Comune il certificato di Agibilità, senza il quale non era possibile andarci a vivere.

Ma stiamo parlando al passato…perchè?

Nel 2016, quindi pochissimo tempo fa, le cose sono cambiate in modo sostanziale un’altra volta (speriamo l’ultima…): il certificato di agibilità è andato in cantina ed è arrivata la Segnalazione Certificata di Agibilità, abbreviata in SCA.

La differenza sostanziale tra le due è che prima tu dovevi chiedere al Comune “senti ma casa mia è agibile?”, ora invece se tu che dici al Comune “senti, casa mia è agibile!”. Una gran bella differenza per te!

Però, siccome oggettivamente (non offenderti…) tu non hai le competenze tecniche per capire se casa tua è agibile, la legge prevede che la tua segnalazione deve essere accompagnata dall’asseverazione di un tecnico che deve giurare e spergiurare che tutte le condizioni che sanciscono l’agibilità di un immobile sono verificate (e se ha detto qualche palla sono ‘azzi suoi…).

Quindi nella sostanza cambiano i termini, cambiano gli adempimenti, ci sono delle semplificazioni (per te), ma il succo è sempre lo stesso: non puoi abitare in casa tua se non hai l’agibilità. A meno che non sia stata costruita prima del 1934 e tu non ci abbia mai fatto una ristrutturazione…(e anche in questo caso potresti rischiare di avere problemi)

COSA SANCISCE  L’AGIBILITÀ

Finora ti ho raccontato la storiella dell’agibilità, però ancora non ti ho detto la cosa più importante che ti farà avere un’illuminazione sulla via di Damasco: cioè cosa sancisce l’agibilità.

Per farlo dobbiamo fare riferimento al testo di legge di riferimento in materia che è il già richiamato testo unico dell’edilizia (il dpr 380/2001): abbiamo detto che questa legge ha introdotto ufficialmente il certificato di agibilità quale documento unico necessario per utilizzare tutti gli immobili. Però questa legge non è come uno scoglio in mezzo al mare, cioè inamovibile, ma recepisce man mano le modifiche che si rendono necessarie…è un testo fluido che viene costantemente aggiornato. E così ha recepito tutte le modifiche all’agibilità che ci sono state negli anni.

L’articolo di riferimento è il numero 24, chiamato sinteticamente Agibilità. Questo articolo ci dice che L’agibilità è un procedimento edilizio teso a verificare che all’interno di un immobile siano verificate determinate condizioni fondamentali e imprescindibili per abitarlo. Tali condizioni sono quelle di «sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati».

Quindi, perchè un immobile possa essere abitato, devono essere verificate le condizioni in questi ambiti. Ma quali sono queste condizioni?

Chiaramente non puoi decidere tu quando sono verificate tali condizioni, così come non lo può decidere il tuo tecnico (e nemmeno quello del Comune…). È infatti necessario fare riferimento alla normativa vigente in ognuno degli ambiti sopra elencati. Vediamo rapidamente a cosa attengono.

Sicurezza

Con la sicurezza generalmente ci si limita ad intendere la sicurezza statica dell’edificio. Questo però è riduttivo, infatti anche la sicurezza degli impianti rientra all’interno di questa singola parola, e come sai gli impianti all’interno di una casa possono essere tanti e spesso sono oggetto di modifiche durante le ristrutturazioni…

Igiene e salubrità

Quando parliamo di igiene e salubrità ci stiamo riferendo a due concetti similari: se lo chiedi ad un tecnico la prima cosa che ti risponderà è che bisogna verificare che i muri siano asciutti. Questo è vero, è un aspetto che viene richiesto di controllare fin dalla prima legge del 1888 già citata, ma non è l’unica cosa che rientra nell’ambito di interesse di questi due aspetti. Qui stiamo parlando soprattutto del rispetto delle condizioni di igiene e salubrità previste dal decreto sanità del 1975 e dai regolamenti sanitari locali. Questi aspetti attengono alle destinazioni, dimensioni, illuminazione e areazione degli ambienti. Infatti, a seconda della destinazione d’uso di un ambiente, devono essere garantite una dimensione, illuminazione e areazione minima.

Ma non è tutto: la salubrità o meno di un ambiente dipende anche, ad esempio, dalla funzionalità degli impianti idraulici. Immagina una casa allagata con acqua stagnante, oppure piena di muffa dovuta all’umidità…secondo te è salubre?

Risparmio energetico degli edifici e degli impianti

In questo ambito rientrano tutti gli accorgimenti necessari per rispettare i parametri fissati dalle specifiche leggi di settore in merito a quanto consuma casa tua. La legge di riferimento è i d.lgs. 192/2005, all’interno della quale sono riportati tali parametri e anche quando vanno rispettati.

Ora sai quali sono gli aspetti che devono essere verificati perchè casa tua sia agibile, abreve vedremo anche quali sono nella pratica gli aspetti specifici legati ad essi, prima però affrontiamo un altro argomento che è ti darà finalmente una prima risposta alla domanda centrale che ci stiamo ponendo in queste righe, cioè se in seguito alla tua ristrutturazione è necessario segnalare una nuova agibilità.

QUANDO SERVE L’AGIBILITÀ

certificato di abitabilità casa diroccata

Quando è necessario produrre questa benedetta SCA ce lo dice in modo chiaro e difficilmente confutabile lo stesso articolo che abbiamo visto nel paragrafo precedente, cioè il 24 del d.pr. 380/2001. È talmente chiaro che te lo riporto pari pari. La segnalazione certificata di agibilità deve essere fatta ogni volta che vengono eseguiti i seguenti interventi:

  1. nuove costruzioni;
  2. ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali;
  3. interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle condizioni di cui al comma 1.

Vorrei che ti concentrassi sulla lettera c perchè è quella che ci interessa: con la tua ristrutturazione stai intervenendo su un edificio esistente? Direi di si. I lavori che stai facendo influiscono sulle condizioni di cui al comma 1? (sono le condizioni di «sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati» che abbiamo visto nel paragrafo precedente) Lo puoi sapere solo tu (o più probabilmente il tuo tecnico)…Però provo a darti qualche indicazione in merito.

  • Stai sostituendo o modificando o ampliando un qualsiasi impianto tecnologico presente in casa tua? Impianto elettrico, impianto di riscaldamento, impianto idraulico, etc…stai intervenendo sulle condizioni di sicurezza del tuo immobile (sicurezza degli impianti in questo caso) => devi presentare la SCA
  • Stai modificando la distribuzione interna degli ambienti? Stai intervenendo sulle condizioni di igiene e salubrità => devi presentare la SCA
  • Stai rifacendo l’impianto di riscaldamento, sostituendo gli infissi, isolando la casa? Stai intervenendo sulle condizioni di risparmio energetico dell’immobile e degli impianti => devi presentare la SCA

Hai capito bene: in teoria è sufficiente semplicemente rifare l’impianto elettrico perchè si renda necessario fare (o rifare) la segnalazione certificata di agibilità.

Ti sembra esagerato? Probabilmente lo è e sono anche d’accordo con te su questa cosa, però qui ti sto solo dicendo quello che prevede la legge.

Naturalmente devi tenere in considerazione che abbiamo fatto numerose semplificazioni per arrivare a riassumere i concetti principali, quelli realmente utili per te. Siccome nella tua ristrutturazione sicuramente hai un tecnico che ti segue (che non è quello dell’impresa vero?) lui sarà in grado di darti i giusti consigli in merito all’agibilità per casa tua, però diffida da chi, in seguito ad una ristrutturazione globale, ti dice che non è necessario presentare la SCA.

COME E QUANDO SI PRESENTA LA SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI AGIBILITÀ

certificato di abitabilità: quando serve

Credo che ormai ti sia abbastanza chiaro che non esistono più nessun certifiato di abitabilità e nessun certificato di agibilità. Ora se il tuo immobile è agibile o meno lo devi segnalare tu. Prima lo certificava l’ufficio tecnico del tuo Comune, ora lo segnali tu e lo assevera il tuo tecnico.

Se credi che sia una cosa positiva potresti non esserne più tanto convinto dopo quanto leggerai nelle prossime righe.

Sicuramente chi non sprizza gioia da tutti i porti in seguito a queste ultime modifiche imposte dalla legge è il tuo tecnico: ora lui assevera, cioè svolge il ruolo di pubblico ufficiale ed è perseguibile penalmente per dichiarazioni false e mendaci. In sostanza gran parte delle responsabilità della SCA ricadono in capo a lui.

Ma tu credi di essere al riparo da ogni problema? Se il tuo tecnico assevera tu comunque stai segnalando, quindi non sei estraneo alla cosa. E infatti la modulistica con cui dovrai presentare la segnalazione inizia con:

«Il sottoscritto, consapevole delle sanzioni penali previste dalla legge per false dichiarazioni e attestazioni […]»

Con questo non voglio assolutamente spaventarti: la SCA è una procedura che viene fatta quotidianamente e che nella maggior parte dei casi non presenta alcun problema per il committente (cioè te), però devi metterci la giusta attenzione.

Vediamo rapidamente le parti di cui si compone la segnalazione certificata di agibilità, evidenziando quelle di tua competenza e quelle di competenza del tuo tecnico.

Come è fatta una SCA

Non voglio annoiarti con estratti dalla modulistica ufficiale (è unica su tutto il territorio nazionale, con alcune piccole varianti a seconda delle Regioni). Però voglio evidenziarti le parti di cui è composta:

  1. Sezione A con le dichiarazioni del titolare
  2. Sezione B con le asseverazioni del tecnico
  3. Sezione C con l’elenco dei soggetti coinvolti
  4. Sezione D con l’elenco della documentazione allegata

Quelle di cui TU sei direttamente responsabile sono la sezione A e la sezione D, mentre la sezione B è totalmente a carico del tuo progettista e nella sezione C devi semplicemente inserire tutti i soggetti che sono coinvolti nella segnalazione (tra cui, fai attenzione, eventuali comproprietari di casa tua…). Sia chiaro: come per tutta la modulistica con cui si eseguono le ristrutturazioni, sarà il tuo tecnico che copilerà tutto quanto per te. Però, per tutta la fiducia che puoiavere in lui, meglio che qualche informazione di base ce l’abbia pure tu…

Nella Sezione A in sostanza dichiari che stai presentando una Segnalazione certificata di agibilità per un immobile su cui vanti dei diritti (quello che hai ristrutturato): è di semplice compilazione e ci sono poche parole da spendere in merito. Vorrei invece soffermarmi di più sulla Sezione B (anche se non ti compete) e la sezione D.

La Sezione B della SCA

Qui, come abbiamo detto, troviamo le dichiarazioni del tuo tecnico. Non pensare “‘mbè, che me ne frega a me?” perchè nella sezione D, che è a carico tuo, dovrai dichiarare quali sono gli allegati che fanno parte della SCA e che scaturiscono da quanto scrive il tuo tecnico nella sezione B.

In sostanza, in tutta questa sezione, il tecnico deve dichiarare che l’immobile rispetta le ormai più volte richiamate condizioni di «sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati». E lo fa asseverando alcuni aspetti specifici che ti elenco:

  1. La sicurezza degli impianti
  2. La sicurezza statica e sismica
  3. Il rispetto delle prestazioni energetiche di legge
  4. Le variazioni catastali

Ci sarebbero anche altre dichiarazioni, ma sono raramente attinenti a ristrutturazioni residenziali, mentre queste qui sopra sono quelle che ci interessano maggiormente. Anzi: che TI interessano.

Asseverare la sicurezza degli impianti significa che il tuo tecnico certifica che tutti gli impianti di casa tua sono sicuri, sia quelli che sono stati rifatti sia quelli che non sono stati rifatti. Per asseverare i primi dovrai allegare il certificato di conformità degli impianti che ti ha rilasciato l’installatore, mentre per asseverare i secondi dovrai allegare una dichiarazione di rispondenza (Di.Ri.) in cui un tecnico si assume l’onere di dichiarare che l’impianto, anche se realizzato 30 anni fa, rispetta i requisiti di sicurezza dell’epoca in cui è stato realizzato ed il suo utilizzo è sicuro. (Occhio che queste dicharazioni hanno un costo…)

Asseverare la sicurezza statica e sismica significa che il tuo immobile ha un regolare collaudo statico. Molti immobili costruiti nei decenni passati, stiamo parlando soprattutto di condomini, sebbene debbano avere tale certificato ne sono sprovvisti (in vari gradi è diventato obbligatorio a partire dal 1940). Però, per tua fortuna, la modulistica è chiara in merito: se la tua ristrutturazione non ha riguardato parti strutturali non sei obbligato ad allegare il certificato di collaudo statico dell’immobile. Se invece hai fatto interventi strutturali, potrebbe essere sufficiente un certificato di collaudo limitatamente alle strutture su cui sei intervenuto. Naturalmente sarà il tuo progettista a darti certezze in merito.

La necessità di asseverare il rispetto delle prestazioni energetiche scatta solo nel momento in cui fai interventi individuati dalle leggi di riferimento (il d.lgs. 192/2005). Quali sono questi interventi? Principalmente il rifacimento dell’impianto di riscaldamento, la sostituzione di infissi e l’isolamento dell’immobile. In questo caso dovrai allegare l’attestato di qualificazione energetica o l’attestato di prestazione energetica (la legge prevede il primo ma molti Comuni chiedono il secondo: sono nella realtà dei fatti documenti molto simili).

L’asseverazione delle variazioni catastali deve essere prodotta dal tuo tecnico solo se i lavori di ristrutturazione hanno comportato la modifica della distribuzione interna. In questo caso devi comunicare al catasto tale variazione prima di presentare la SCA e allegare tale comunicazione all’agibilità.

La Sezione D della SCA

Come ti ho già detto qui tu devi indicare tutta la documentazione che viene allegata alla SCA. Ci sono alcuni documenti che sono totalmente di tua competenza, mentre ce ne sono altri che richiamano alle dichirazioni della Sezione B fatte dal tuo tecnico che abbiamo appena visto.

Il motivo per cui dico che tutti gli allegati sono di tua responsabilità è che alla fine di questa sezione viene richiesta la tua firma e non quella del tuo tecnico. In sostanza sei tu che ti assumi la responsabilità per quanto è allegato alla SCA. Quindi occhio!

La documentazione al 100% di tua responsabilità (ed obbligatoria) è il versamento dei diritti di segreteria…ebbene sì, anche in questo caso devi versare l’obolo. Ci sono poi altri documenti facoltativi che è inutile approfondire.

Incece i documenti che alleghi, legati alle asseverazioni del tecnico, sono elencati in un riquadro a parte e ricalcano quanto abbiamo detto prima:

  • Certificati di conformità degli impianti
  • Collaudo statico (se dovuto)
  • Attestato di qualificazione energetica (se dovuto)

NB: non viene esplicitamente richiesta la variazione catastale ma per esperienza ti assicuro che ci sono alte probabilità che il tuo Comune la pretenda…(naturalmente se hai spostato i muri di casa)

Quando devi presentare la SCA?

La risposta più ovvia è dopo la fine dei lavori. In fondo abbiamo visto che tale segnalazione non fa altro che attestare il fatto che casa tua, nello stato in cui si trova, è idonea per essere abitata. Sicuramente non può essere idoena a tale scopo mentre stai facendo la ristrutturazione!

Però l’ormai famoso articolo 24 del d.pr. 380/2001 ti da anche dei termini precisi per la presetnazione della SCA:

«entro quindici giorni dall’ultimazione dei lavori di finitura dell’intervento»

Quindi hai un termine di tempo preciso entro cui presentare questa segnalazione. E non sono sicuramente ampi perchè devi considerare che prima di protocollarla devi raccogliere tutta la documentazione che abbiamo visto…alle volte un impiantista può metterci settimane a rilasciarti un certificato di conformità. Quindi occhio ai tempi!

COSA SUCCEDE SE NON PRESENTI L’AGIBILITÀ

Qui sopra ti ho scritto i termini entro cui devi presentare la SCA…e se non lo fai in questi termini? La legge (sempre il solito articolo della solita legge) prevede una multa per te:

«La mancata presentazione della segnalazione, nei casi indicati al comma 2, comporta l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 77 a euro 464»

Permettimi ora di fare una riflessione: per una persona che ha appena speso decine di migliaia di euro per ristrutturare casa (o centinaia di migliaia per costruirsela), una multa da 77 a 464 euro in caso di mancata presentazione della SCA è un solletico. Questo a fronte della scocciatura di dover recuperare allegati su allegati per un documento che dovrebbe attestare se casa tua può essere abitata o meno. Tale esiguità della multa invoglia molte persone, ormai esauste dopo mesi di attesa per rientrare in casa, a fregarsene di presentare l’agibilità…in fondo se le conseguenze massime sono solo una piccola multa…anche perchè, diciamocelo, chi controlla se hai presentato o meno la SCA? Sono pochi i Comuni che lo fanno…

In realtà fare o non fare la segnalazione di agibilità in seguito a dei lavori che modificano realmente e sostanzialmente le condizioni di agibilità di casa tua va valutato non sulla base di questa piccola multa, ma sulla base delle possibili conseguenze future del non farlo. Te ne elenco solo un paio non pretendendo di essere esauriente:

  1. Per accedere alle detrazioni fiscali ti viene richiesto di poter dimostrare di aver fatto tutto il procedimento edilizio come previsto da legge. La legge prevede che il tuo procedimento edilizio si concluda con la SCA? Allora se questa manca e ti fanno un controllo potresti dover dire “ciao ciao” alle detrazioni…una spesa di poche centinaia di euro contro una perdita di migliaia (o decine di migliaia) di euro. A te la scelta.
  2. Per vendere o affittare casa ormai viene sempre richiesta l’agibilità dell’immobile. È vero che ci sono sentenze che chiariscono come, nel caso in cui il compratore e/o l’affittuario sia informato dell’assenza di tale documento e non opponga obiezioni,  il contratto non possa venire annullato (in caso contrario sì), ma prova a metterti nei panni di un compratore: tu acquisteresti una casa senza agibilità? In fondo è una certificazione in più sullo stato impiantistico, di salubrità ed energetico dell’immobile.
    Ti assicuro che cercare di ottenere un’agibilità dopo anni che sono stati effettuati i lavori di ristrutturazione non potrebbe essere una passeggiata di salute (soprattutto economica…)

Personalmente ritengo che non presentare la SCA dopo una ristrutturazione (se dovuta) sia un errore grossolano. Anche se questa può avere un costo che non hai previsto. Avere un immobile perfettametne in regola, soprattutto dopo una ristrutturazione, è un modo per garantirti la tranquillità.

E raramente ho visto ristrutturazioni che non richiedessero di ottenere l’agibilità (prima il certificato ora la segnalazione). Eppure spesso ho visto questi immobili esserne sprovvisti perchè addirittura i tecnici comunali dicevano che non era necessaria (una volta me lo sono sentito dire anche io per una ristrutturazione che avevo seguito personalmente). Queste persone non si rendono conto dei possibili danni che stanno facendo alle persone…parliamo di danni economici ingenti.

Quindi il miglior consiglio che ti posso dare è quello di essere molto pignolo su questo aspetto: se hai il minimo sospetto che la tua ristrutturazione richieda una nuova agibilità non esitare a chiedere chiarimenti al tuo tecnico e a procedere a segnalarla.

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